Dei gourmet burger di Milano

A Milano ormai i locali di Gourmet Burger, o presunti tali, si sprecano e non certo da oggi. Tutti a cercare di essere più grossi, più bio, più fantasioni, più chipiùnehapiùnemetta. Io ogni tanto ci casco e ne provo uno nuovo. Già in passato ho bocciato clamorosamente Fatto Bene Burger, rimandato a settembre Ham Holy Burger, promosso 212 è riservato la lode e il bacio accademico solo per Polpa. Ieri sera abbiamo provato Baobab, in zona corso Garibaldi. Alla fine boccio anche questo. Una ricerca esasperata per gli abbinamenti particolari. Insomma: delle bacche di goji in un hamburger non me ne frega niente. Il peggio però sono stati gli onion rings. Fatti con le cipolle di Tropea, le fette erano così grandi che rimanevano dure e crude. Perché ci dev’essere sempre questa ricerca esasperata dell’ingrediente ad effetto? Negli USA ci sono migliaia di locali che danno hamburger tutti uguali: se uno decide di mangiare quel piatto, quello si aspetta e quello vuole.

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Pubblicato il 30 giugno 2015, in Giorno Marmotta con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Marketing, Bio, Vegan, Km0. 4 cose che oggi vanno tantissimo. Poi un burger ti costa 12 euro e fa pena, però è trandy.

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