Archivi Blog

C’era una volta Pappamondo

Una volta ero un assiduo acquirente del volumetto Pappamondo. Si trattava di guida ai ristoranti etnici di Milano, veniva pubblicato con cadenza annuale. Era la mia base per provare, con gli amici, qualche etnico diverso dal solito. L’altro giorno sono passato davanti ad un ristorante uzbeko in viale Farini e mi sono chiesto: ok tripadvisor ma come li scopro posto del genere se qualcuno non fa selezione? Ho così scoperto che, a quanto pare, Pappamondo non esce dal 2015. Un vero peccato.

Annunci

Machacafè

89a9c030-7a94-4173-9b9d-4ba0d6007a25

Nel mio peregrinare attorno al Tribunale di Milano, ho trovato un nuovo posto dove passare la pausa pranzo: il Macha Cafè.

Nel panorama (ampissimo) dei ristoranti e locali giapponesi a Milano, è qualcosa che si stacca un po’ dai canoni classici. Intanto è gestito da italiani e non presenta il solito sushi. Tutto, o quasi, ruota attorno al the macha, una specialità nipponica. La troviamo nel classico the caldo, in quello freddo ma anche nel cappuccino o nei dolci.

Per il resto alcuni piatti nipponici rivisitati, come le scodelle di chirashi e le tartare. Il tutto in un ambiente molto luminoso e moderno.

Prezzi “milanesi” (difficilmente si va sotto i 20 euro) ma qualche volta ce lo si può anche concedere a pranzo.

Cose da neofita di Tokyo

Dopo questi giorni a Tokyo, ci sono alcune cose che mi hanno colpito. Probabilmente solo perché sono un neofita del Giappone: agli esperti di questa meta magari faranno sorridere. Comunque eccole in ordine sparso:

– siamo abituati che i locali da noi siano a livello strada o che lo stesso locale si sviluppi su più piani. Qui non funziona per forza così. Ci sono “condomini” di locali, dove al primo piano hai un ristorante, al secondo un bowling, al terzo un karaoke e al quarto un altro ristorante.

– sono ormai drogato di kitkat al gusto the matcha. Una volta che superi lo shock del colore verde, sono ottimi. Ho intravisto altri gusti strani (wasabi, sake e cheesecake) che devo assolutamente provare

– molti ristoranti, non solo per turisti, all’ingresso hanno il plastico dei piatti. Versione 3D dei menù con foto. Agghiacciante.

– trovare un cestino per strada è quasi un’impresa. Gli italiani li riconosci in giro per le stazioni perchè vagano alla ricerca di dove buttare i bicchieri di Starbucks.

– il riflesso del punto di cui sopra è che le zone con molti locali sono anche un po’ sporche la mattina (per il resto è tutto sempre pulitissimo). Ci è capitato spesso di vedere dei topi.

– l’elettronica non è conveniente come pensavo.

App internazionali e viaggiatori nerd

L’altra sera Mrs Puck and I eravamo a Parigi e non sapevamo dove andare a cena. In passato ci si sarebbe mossi a zonzo o si sarebbero guardati consigli di qualche guida. Più di recente ci si sarebbe affidati a TripAdvisor. Ogni si può fare un passo in più e noi l’abbiamo fatto con somma soddisfazione: ci siamo affidati a The Fork. Si tratta di un’applicazione, sempre del gruppo TripAdvisor, che consente di prenotare ristoranti (spesso con forti sconti). Ormai la usiamo anche a Milano con una certa frequenza e per me è molto meglio dei coupon di Groupon. Lì spesso si viene trattato come clienti di serie B, con The Fork non mi è mai capitato. 

Tornando all’altra sera, abbiamo individuato la zona in cui volevamo cenare e abbiamo iniziato a scorrere i locali con i maggiori sconti. Se qualcuno ci intrigava, guardavamo le foto e le recensioni di TripAdvisor (direttamente dalla App di The Fork). La scelta è caduta su un piccolo ristorante giapponese che, più che il solito sushi, offriva piatti grigliati alla giappo. Due click e il gioco era fatto. Una bella cena, scontata al 40%, in tutta comodità.

Una t-shirt non si nega a nessun… Negozio

I ristoranti americani, non solo quelli delle catene, hanno sempre avuto l’abitudine di produrre le proprie magliette da vendere come gadget. Quest’anno però ho notato come la cosa stia un po’ sfuggendo di mano. Ora spesso anche i chioschi dei farmer market e i piccoli ristoranti i di provincia ne hanno una. Talvolta veramente pessime. Potere della facilità con cui ormai se ne possono produrre, anche da noi, tramite internet.

Da bravi turisti

Per una cena nel cuore turistico di Boston avviamo pensato di fare il botto e prendere il posto più turistico: il locale che riprende quello della nota serie TV anni 80 “Cheers” (da noi Cin Cin). Alla fine non è andata neppure male. Buon cibo a giusto prezzo… E io sono riuscito a non portarmi via tutto il gift shop… 

 

Dei gourmet burger di Milano

A Milano ormai i locali di Gourmet Burger, o presunti tali, si sprecano e non certo da oggi. Tutti a cercare di essere più grossi, più bio, più fantasioni, più chipiùnehapiùnemetta. Io ogni tanto ci casco e ne provo uno nuovo. Già in passato ho bocciato clamorosamente Fatto Bene Burger, rimandato a settembre Ham Holy Burger, promosso 212 è riservato la lode e il bacio accademico solo per Polpa. Ieri sera abbiamo provato Baobab, in zona corso Garibaldi. Alla fine boccio anche questo. Una ricerca esasperata per gli abbinamenti particolari. Insomma: delle bacche di goji in un hamburger non me ne frega niente. Il peggio però sono stati gli onion rings. Fatti con le cipolle di Tropea, le fette erano così grandi che rimanevano dure e crude. Perché ci dev’essere sempre questa ricerca esasperata dell’ingrediente ad effetto? Negli USA ci sono migliaia di locali che danno hamburger tutti uguali: se uno decide di mangiare quel piatto, quello si aspetta e quello vuole.

The Fork: arriverà mai da noi?

Durante il mio recente viaggio parigino, un mio amico mi ha fatto scoprire Thefork.com e la relativa app.
Di che si tratta? Di un sistema per prenotare ristoranti last minute, anche con un preavviso di solo mezz’ora, e godere magari di offerte speciali.
Il funzionamento è semplice: si inserisce il nome di una città, di una zona o semplicemente si fa cercare allo smartphone i locali nelle vicinanze; si guardano le eventuali offerte speciali (tipo 40% di sconto se prendi antipasto, portata principale e dolce); si prenota; si attende la conferma.
Un’evoluzione in real time di quello che da noi succede con i vari Groupon e Glamoo.
Ecco. C’è da dire che qui da noi questo tipo di servizi non sempre si è rivelato soddisfacente. La colpa, bisogna dirlo, è di alcuni ristoratori che quando fanno le offerte coupon non garantiscono un livello di servizio alla pari di quello alla carta.
Però non bisogna fare di tutta l’erba un fascio e io spero che The Fork arrivi presto anche a Milano.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: