Mulino a vento
Oggi vi propongo una canzone che mi ha fatto conoscere il più grande esperto di musica di classe tra i miei amici… Dibe… Girando su youtube ho scoperto che la canzone è stata eseguita anche in capolavori del cinema come “Peggio per me…meglio per te” e “Donne…botte e bersaglieri”
Vi sono mancato? :-)
Ciao a tutti e buona Pasqua in ritardo. Se ho continuato ad aggiornarvi con le immagini della mia webcam virtuale (raccogliendo consensi di critica e pubblico per la polenta con burro fuso e uova all’occhio di bue) è un pò che non vi scrivo nulla. Semplice: il lavoro è al top stagionale, con una scadenza in più aggiunta spot quest’anno, e nello scorso weekend ho staccato la spina per riprendermi. Prima due giorni in montagna dai miei, a strafogarmi come un maiale, poi un agriturismo con amici, per completare l’opera. Ora si riparte, in apnea fino al 30 aprile almeno. Buona giornata a tutti.
Sparire, al tempo di internet
Una volta perdere i contatti era molto più facile. Parliamo di prima del 2000. Cellulari relativamente poco diffusi, internet ancora non così di massa, social network inesistenti. Perdevi un numero di telefono e rischiavi di non ritrovare più una persona. Ma oggi? Anche se ci si è persi allora, basta una ricerca su google, su facebook o un giro di messaggi con altra gente che si era persa ma si è ritrovata oggi e i sei gradi di separazione si annullano. In questo periodo in cui facebook ha dato ridato vigore all’orrido rito delle rimpatriate, ci siamo accorti che una nostra compagna è sparita nel nulla. Io continuai a sentirla ancora per qualche anno dopo il diploma, era stata anche la mia compagna di banco. Poi per motivi futili litigammo (anzi, lei si incazzò. Per la precisione perchè non le piaceva parte del mio umorismo malizioso) e da allora sparita nel nulla. Nessuno della classe sa più che fine abbia fatto, essì che più o meno saremmo in grado di contattare chiunque. Complimenti SB, sei riuscita a sparire nel nulla. Cosa non riesce ai Ghisa… 
Ne parlavo già un paio d'anni fa…
Anche se il mio "campione" erano le over 20, ne parlavo già un paio d’anni fa. Le chiamavo le Piccole (nel senso di dilettanti) Veline Domestiche e mi riferivo alla sempre più diffusa moda di posare per autoscatti e amici pseudo fotoamatori in pose sexy. A quanto pare in America il fenomeno riguarda, preoccupantemente, ragazze ben più giovani. La cosa non mi stupisce più di tanto, ricordando il film di qualche anno fa Thirteen, però fa un pò pensare su che valore ci siano in giro.
WASHINGTON – E’ polemica in America sul «Sexting», un termine nuovo, la trasmissione on line, via cellulare ma non solo, dei propri nudi e seminudi. Da un sondaggio del 2008 risulta che un adolescente americano su cinque, maschi e femmine dai 13 ai 19 anni, si mostra a tutti in versione «nature» o discinta, talora ai limiti della pornografia. Lo scambio di queste foto, una forma di Leggi ancora…
Ma siamo forse tornati negli anni 70?
In questo periodo è un fiorire di film 3D. L’altra sera ero al cinema e alla cassa a fianco a me si distribuivano a piene mani occhialini per vedere il fantasmagorico effetto. Mah… è una cosa che andava negli anni 70 e serviva giusto per far dimenticare che si stava guardando una porcata senza capo ne coda.
Ok lo ammetto, io sono di parte poichè avendo un occhio nettamente dominante, gli effetti 3D e gli stereogrammi mi sono discretamente preclusi. Però il giudizio di fondo non cambia: per me è una gran fesseria.
Che schifo…
Ho sperato. Ci ho davvero sperato. Speravo che "il popolo di internet" non avesse cadenze di stile. Non eccessive almeno. Invece da ieri è un proliferare di appelli, gruppi di facebook, proposte populiste. La gente dovrebbe smettere di parlare parlare parlare e fare qualcosa di attivo, perchè voglio proprio vedere quanta gente che inoltra appelli ha versato anche un solo euro.
A chi poi? A fondi che poi speriamo vadano effettivamente a chi ha bisogno? Mah…
Dario e Lorenzo, l'eroe e la vittima della squadra del rugby
Anche lo sport toccato nella tragedia ma anche nelle storie che danno speranza.
L’AQUILA – Dario Pallotta era anche infortunato. E per questo non era andato con la squadra dell’Aquila rugby per la trasferta in Sardegna. Era nella sua casa di piazza san Domenico, centro storico della città. E quando è sceso giù dopo la scossa ha sentito dei lamenti dalla casa di fronte. Tre anziane signore, due con la sedia a rotelle, una anche con la bombola di ossigeno, che non Leggi ancora…

