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Le guerre fredde

Oggi mi imbatto nel lancio di agenzia che leggete qui sotto. Ci sono guerre di cui nessuno parla che, con diversi livelli di violenza, sono in corso dagli anni novanta. Un esempio è quella del Nagorno-Karabakh. Fa impressione pensare che un “piccolo” conflitto come quello abbia già generato trentamila vittimi…

(AGI) – Yerevan, 25 set. – Quattro soldati armeni sono stati uccisi dalle truppe azere in scontri a fuoco lungo il confine tra i due Paesi. Lo si apprende dal ministero della Difesa del Nagorno-Karabakh. Gli scontri nell’area del Nagorno-Karabakh hanno gia’ causato 30mila morti dalal fine dell’impero sovietico. L’Azerbaigian per ora non ha fornito alcun commento. (AGI) .

Sorgente: Armenia: 4 soldati uccisi da truppe azere in scontri al confine

Della Grecia e dell’Armenia

In questi giorni molto si discute dei rapporti economico finanziari tra Grecia e Germania, con quest’ultima che sarebbe la maggiore beneficiaria dei rimborsi pagati dalla Grecia. Molto ma molto semplificando, si parla di soldi da dare alla Grecia ma che in buona parte finirebbero in Germania. Una cosa non molto diversa sta succedendo in Armenia. Di recente la piccola nazione ha dovuto scegliere se avvicinarsi alla UE o alla Russia, scegliendo quest’ultima. Per tanti motivi, tra qui l’assistenza per la vetusta centrale nucleare che fornisce buona parte dell’elettricità al paese e l’ombrellone difensivo che offre nella regione. Ora, mentre ci sono veementi proteste, con tanto di cariche della polizia e arresti dei manifestanti, per il rincaro delle bollette elettriche, la madre Russia passa alla cassa. In siti un po’ di nicchia si legge che la Russia ha erogato un prestito all’Armenia per l’acquisto di armamenti, prodotti che casualmente verrebbero poi presi proprio da aziende russe. Pur con la tensione lungo il confine azero, non proprio una spesa prioritaria per il paese. Evidentemente qualcuno aveva i magazzini da svuotare…

Lo sport vince su tutto. O quasi.

Nell’indifferenza generale, sono in corso i primi Giochi Europei a Baku. Se vi state chiedendo in che paese sia, vi rispondo Azerbaijan. Se vi chiedete se sia in Europa, la risposta è NO. Questo è la prima grande anomalia di questa manifestazione. Aggiungiamo poi che molte nazionali (come per esempio quella di scherma italiana) hanno disertato l’appuntamento.

Comunque lo spirito decoubertiniano non sembra pervadere l’evento, visto che gli atleti armeni presenti sono stati oggetto di insulti. Un bravo a loro per il coraggio comunque di presentarsi a Baku.

Giochi europei in Azerbaigian, fischi e insulti ad atleti armeni.

100 anni

Oggi si commemora il centenario del genocidio armeno. Purtroppo non sono riuscito a deporre un fiore come mi ero prefisso ma almeno, tra un’emergenza e l’altra di una folle giornata lavorativa, sono riuscito a passare “per un saluto” alla stele che sta a fianco della cattolica. Non a caso fu donata nel 1986 dalla comunità armena in ricordo delle vittime del 1915. 

 

Ora tutti parlano del Genocidio Armeno

Su Google ho attivo un alert per tutte le notizie che arrivano dall’Armenia. In passato le fonti che parlavano del Genocidio Armeno erano solo piccoli siti specializzati in questioni mediorientali e stampa indipendente. Ora tutti ne parlano apertamente. L’evento scatenante, alla base, è che il 24 aprile si commemorerà Il centenario di questo fatto storico (perché questo è, con buona pace della Turchia). Il vero motivo è però che ne ha parlato senza mezze parole Papa Francesco, quanto mai il pontefice che ci voleva. Ecco che quindi testa più importanti ora non possono soprassedere sull’evento.

Genocidio Armenia, perché dobbiamo parlarne apertamente – Il Fatto Quotidiano.

Un fiore per l’Armenia

Il 24 aprile verrà commemorato il centenario del genocidio dei cristiani armeni da parte degli ottomani. Robette da poco: un milione e mezzo di persone che molti paesi non riconoscono neppure, per non incrinare i propri rapporti con la Turchia. Della politica internazionale mi intessa poco. Visto che non posso andare a Berlino per la grande (spero) manifestazione e qui a Milano non ho trovato nessuna celebrazione particolare (ci sarà un convegno in comune ma dubito che i normali cittadini possano entrarci) ho pensato a come poter commemorare nel mio piccolo questo tragico evento.
Vicino all’Università Cattolica c’è un  khatchkar, la classica stele armena. Il 24 aprile andrò a deporre dei fiori e (ci provo) invito anche voi a fare lo stesso. Il giorno seguente lì a fianco ci saranno le commemorazioni del 25 aprile, chissà mai che qualcuno si domandi il perchè di quei fiori e magari scopra questo genocidio sconosciuto ai più.

Vi segnalo anche un recente articolo di Internazionale sull’argomento e sui rapporti Santa Sede e Turchia.

Don’t Deny

 

L’Eurovision Festival, o Festival Europeo della Musica, o Festival dell’Eurovisione, è un’amena e spesso agghiacciante competizione canora che vede un rappresentante per ogni paese europeo (o quasi). Molto in voga nei paesi dell’est, che spesso lo ospitano. La scelta di chi debba partecipare varia da paese a paese. Per esempio l’Italia manda sempre qualcuno che ha partecipato all’ultimo Sanremo. L’Armenia, che celebra quest’anno il centenario del suo genocidio negato, ha pensato di approfittare anche di questa occasione per far sentire la sua (flebile) voce. Farà partecipare un gruppo creato ad hoc per l’occasione. Sei membri, uno per ogni continente del mondo (a simboleggiare la diaspora) e uno dall’Armenia. Il brano sarà Don’t deny, ovvero non rinnegare, chiaro riferimento al negazionismo generalizzato su questo triste evento storico, di cui più volte ho parlato sul mio piccolo blog.

Eurovision 2015: l’Armenia porta i Genealogy!.

Marketing armeno

Mi ritrovo a scrivere per la seconda volta in due giorni del genocidio armeno, anche se questa volta il taglio è (se possibile) più leggero. Ieri a Strasburgo si è tenuta l’udienza per il processo ad un politico turco che ha negato il genocidio armeno. Evento che è apparso su molti organi di stampa per un solo motivo: l’Armenia ha scelto di farsi rappresentare dalla signora Clooney (della cui esistenza ed identità ero all’oscuro fino ad oggi). Di sicuro a Yerevan hanno trovato il modo di far parlare della cosa.

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