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Autostop
Domenica sono andato a trovare il mio vecchio parroco, che ora è tornato a vivere nella sua zona d’origine, in un paesino appena sopra Lecco. L’ultimo chilometro è una irta stradina con un paio di tornanti, fra le case. Sono arrivato lì verso le 9.45, in tempo per seguire la messa che avrebbe officiato alle 10. All’imbocco della già citata stradina becco un vecchietto che fa l’autostop. Mi fermo e lo carico, visto anche il clima non proprio mite. Pensavo che magari volesse andare messa… Invece stava andando al bar e in settimana gli avevano rubato il motorino. Pur sempre una buona azione l’ho fatta…
Ai nostri tempi facevamo l’autostop (per cinque chilometri)
Ieri sera sono salito a Pinzolo per il weekend. Venendo qui da così tanti anni che è meglio non lo ricordi, ripensavo alle estati più belle da queste parta: quelle dai 14 ai 18 anni. Vuoi per l’orario, vuoi perché stavo guidando, mi sono soffermato a ripensare una cosa. Per spostarci da Spiazzo, il paese dove avevamo casa io e tutti quelli della mia compagnia, e Pinzolo, il centro con un po’ più di vita in valle. Spesso, soprattutto in serata, facevamo autostop. Ci divertivamo anche. Ci dividevamo in coppie, eravamo circa una decina, ci spartivamo i pezzi di stradone dove appostarci e si vedeva chi veniva caricato prima e magari anche da che auto. Ovviamente essere con le ragazze era un plus importante e non lasciavamo facessero mai autostop assieme, se no era troppo facile! Non certo perché avessimo paura a farle andare sole, visto che la valle era tranquillissima. Ai tempi ma credo e spero anche oggi. Bhè adesso di ragazzi che fanno autostop non se ne vedono più. Io credo che vengano ancora adolescenti in estate da queste parti ma che non si abbassino più a fare tanta “fatica” come noi, perché in fondo dati gli orari di coprifuoco si passava più tempo a fare il tragitto che a stare a Pinzolo. Bei tempi.
