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Trovare la propria dimensione (fotografica)

Io ho fatto tre corsi di fotografia. Tecnicamente il terzo lo sto ancora completando.
Il primo fu presso lo Spazio Forma di Milano, quando ancora si trovava vicino alla Bocconi. Alla fine fu un corso più teorico che pratico, cosa che fece storcere il naso a molti partecipanti. A me comunque piacque, perché mi diede quegli strumenti necessari per capire e apprezzare le foto altrui. Infatti per quanto predichi sempre che la fotografia è un’arte (quando è arte) molto democratica, accessibile a tutti, qualche concetto di fondo per educare l’occhio è indispensabile.
Mancavo però ancora (a dire il vero manco ancora…) della pratica e così, in un periodo sclerato per la rottura con La Famigerata, mi iscrissi ad un corso (livello intermedio) presso un circolo che avevo trovato online: La bottega dell’immagine.Il corso era molto professionale e mi è servito molto. Però non legai particolarmente con il docente e soprattutto diversi compagni di corso erano piuttosto altezzosi: erano lì a fare un corso come me e già avevano account con “photographer” nel nome. Facevano anche belle foto ma era proprio l’approccio alla foto che era diverso dal mio.
Ora sto facendo un terzo corso in un circolo fotografico vicino a casa mia: il Circolo Trevisani. Devo dire che qui ho trovato veramente un bell’ambiente. Il corso, tenuto (a seconda dei temi) da vari iscritti del circolo, non si atteggia ad essere “professionale” ma secondo me non ha nulla da invidiare agli altri (e più prezzolati) corsi che ho fatto. La vera chiave di volta, nella filosofia del corso, che mi ha catturato è che il loro obiettivo non è quello di sostenere il circolo coi proventi del corso ma di allevare nuovi potenziali iscritti per il circolo. Inutile dire che con me forse non saranno riusciti a crescere un fuoriclasse ma di sicuro hanno trovato un entusiasta futuro membro.

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