Archivi Blog
Roberta Vinci ha vinto anche me
Seguo il tennis, in particolare quello femminile. In particolare nel particolare seguo Flavia Pennetta. Però da tifoso italiano seguo qualsiasi tennista a tricolore (No, non chiedetemi di Camila…). Però non avevo mai ascoltato Roberta Vinci in interviste, forse qualcuna ai tempi degli Slam con Sara Errani. Ieri invece mi sono fatto una scorpacciata di Eurosport e me la sono vista nelle interviste post partita e a Game Set and Mats. Sinceramente mi ha conquistato, con la sua spontaneità e la sua sincerità. Ti dice che non ci credeva che poteva battere Serena Williams e le credi, sinceramente. Così come credi che nonostante questo si è giocata ogni punto alla morte. In questo atteggiamento un po’ mi ritrovo. Sapere di non avere molte possibilità non vuol dire provarci comunque, vuol dire essere oggettivo. Così come le credi anche quando dice che è il giorno più bello della sua vita ma le dispiace anche per il pubblico americano e per Serena, che meritava il Grande Slam ma… “oggi è il mio giorno”. E giù applausi. In semifinale non aveva il pubblico contro di lei ma a favore della sua avversaria. Con quell’intervista sul campo, in finale avrà tutti gli Usa tennistici dalla sua parte e anche per me tifare Pennetta non sarà così facile.
Un ultimo pensiero, prima di lasciarvi al video dell’intervista. Quando la Schiavone ha vinto il Roland Garros, la finale era tutta da giocare. Si sperava in una vincitrice italiana e alla fine c’era stata. Qui oggi possiamo goderci davvero la partita. Chiunque vincesse sarò contento, saremo tutti contenti: il tricolore sventolerà su Flushing Meadows.
Wimbledon vs Flushing Meadows
Mentre la mia amata Flavia Pennetta e Roberta Vinci si sono qualificate per le semifinali degli Us Open, per me è tempo di fare dei paragoni tra i due tornei del Grande Slam che ho avuto la fortuna di poter vedere di persona. Ok, oltreoceano erano ancora solo le qualificazioni, ma sono bastate per farmi un’idea abbastanza precisa.
Le differenze sono tante e si avvertono fin dalla fermata della metropolitana con cui si arriva all’impianto. Quella londinese (Southfields, non Wimbledon) è totalmente votata all’evento e adornata di conseguenza, quella newyorkese è divisa con lo stadio del baseball dei Mets e si seguono scarni cartelli con la scritta “tennis”. Flushing Meadows è un impianto più monumentale, con tante tribune in cemento anche su campi minori. Wimbledon ha un impatto visivo meno imponente ma, anche per i colori, ha un clima più caldo e confortevole. Sostanzialmente gli Us Open sono molto più chiassosi. Si entra e si esce dai campi quasi in ogni momento, c’è musica in diffusione sul piazzale (che si sente sui campi minori) e il centrale non è certo silenzioso. Wimbledon, lasciatemelo dire, ha tutto un altro fascino. Si respira l’aria della storia e della tradizione, si celebra il rituale del tennis. Flushing Meadows è un grande torneo organizzato in grande per dimostrare di essere grandi. Una spigolatura finale suo raccatta palle. In Inghilterra seguono militareschi rituali. Le palline vengono passate per precisione millimetrica facendole rotolare sul campo. Negli States le palline sono fatte volare a destra e sinistra con lanci in stile baseball.
Avete capito quale torneo preferisca
