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Un tavolo per quattro, al cinema
Ieri sera sono andato a vedere Chef, commedia francese con Jean Reno. Prima di parlare del film, nota di costume sul cinema: in sala eravamo in quattro! Mio personalissimo record negativo 🙂
Parlando del film è una commedia d’ambientazione culinaria, per certi versi somiglia a Ratatuille con attori umani, con una spruzzatina di commedia sentimentale. Tutto piacevolmente scontato, con diverse risate strappate qua e là . In genere non sono un grande amante del cinema francese ma a questo film concedo un dignitoso 6,5 estivo (in inverno forse gli avrei dato un 6 stiracchiato).
Sono un viaggiatore di bocca buona
Leggo Tripadvisor e penso che o la gente ama parlar male delle cose, ho io ho una soglia di tolleranza molto alta quando si tratta di alberghi. Proprio oggi ho pubblicato una recensione positiva dell’hotel dove abbiamo alloggiato questo weekend. Dopo averlo fatto ho letto gli altri commenti: dire che fossero negativi è usare un eufemismo. Io credo avere un certo livello di igiene che tengo e che richiedo, quindi non mi pare di essere uno che dorme nei letamai. Anche YdR vi potrà confermare le mie preoccupazioni prima di vedere l’hotel dello scorso anno ad Amsterdam.
Molto c’entra che gli italiani sono criticoni e che devono entrare un po’ nell’ottica dei rapporti qualità prezzo degli hotel londinesi ma veramente si leggono delle cose esagerate.
Marigold hotel
Marigold hotel è un film che in pochi hanno visto e che ancora meno vedranno. Snobbato dai grandi circuiti multisala, sopravvive nelle poche sale indipendenti ma non avrà vita ancora lunga.
Non è neppure un film che cambierà la storia del cinema ma è sicuramente una pellicola piacevole. Si tratta di una commedia inglese, una storia corale che prende il via con un gruppo di anziani inglesi che, senza conoscersi tra loro, decidono di andare in una sorta di resort per la terza età in India. Nulla però sarà come si aspettavano. Un film dolce e divertente, che scorre via tranquillo lasciandoti alla fine una piacevole sensazione.
Del resto, come dice il loro giovane albergatore indiano, “alla fine tutto andrà bene e se così non fosse, vorrà dire che non si tratta ancora della fine”
