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Unboxing RetroFreak

Ok, non sarò mai uno youtuber,
Ok, questo video è veramente di una qualità scadentissima (io darei la colpa all’operatore video… ma devo pur sempre tornare a casa stasera…) 🙂
Ok, per il montaggio del tutto ci ho messo tre minuti e si vede

Però il Retrofreak meritava un video di unboxing. Ammetto che mi sono anche divertito a farlo. Vediamo un po’ se in futuro avrò voglia di fare altri video.

Sono sempre stato un amante della Sega

In questo mio periodo di recrudescenza da videogiocatore, non posso che avere anche derive di retrogaming. Se penso al mio passato da giocatore vedo due grandi filoni: il primo legato agli home computer (vic20, c64, amiga500) sempre targati Commodore, il secondo legato alle console. Qui sono  stato un grande sostenitore della Sega (lo so… ho fatto un facile gioco di parole nel titolo per attirare qualche lettore… ma tanto ormai ci siete cascati). Il Saturn e il Dreamcast erano macchine bellissime e purtroppo sottovalutate. E’ però dal lato software che questa industria, sempre più in cattive acque, ha messo a segno alcuni colpi memorabili. Ci sono titoli che ho iniziato a giocare come coin op e poi ho acquistato su qualsiasi console avessi. Afterburner, Sega Rally o Outrun li ho praticamente in tutte le salse, memoria di un tempo spensierato e per me e fantastico per i videogiochi.

Sempre più un casual gamer… :-(

Non posso dire di esser mai stato un hardcore gamer, però un videogiocatore con una certa cognizione di causa e dignità, quello sì.
Ora invece sono un triste casual gamer, cioè sono quasi alla stregua di quelli che credono che Farmville sia un gioco manageriale…
Questa amara considerazione, abbastanza infamante, mi è sovvenuta di recente in merito alla saga di Crazy Taxi. Sono sempre stato un fan dei coin op storici di casa Sega, tra i quali appunto anche quello già citato. In ogni conversione uscisse, me lo acquistavo. Così feci anche per iOs, anche se in effetti poi non ci ho giocato molto.
Prima delle vacanze è poi uscito, sempre per iOs, Crazy Taxi City Rush. In pratica è una semplificazione tale del concetto di base, per cui il gameplay è simile a quello di giochi running come Temple Run. La prima reazione è stata di schifo totale. Però poi (purtroppo?) ho iniziato a giocarci e pur nella sua semplicità mi ci sono affezionato. Sono regredito io, come è probabile, o semplicemente sugli smartphone giochi più complesso, anche per via dei comandi touch, non rendono?

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Ogni tanto recensisco ancora qualcosa…

Jack Lumber – Recensione iPhone | Gamesurf.it.

Grandi Flop Informatici (su cui sono salito)

Finisco la trilogia di post sui Flop Informatici parlando di quelli che ho sposato, tendenzialmente poi senza pentirmene, nonostante l’insuccesso del mercato.
In questa categoria infilo le ultime due console di casa Sega che poi, non a caso, si è convertita e essere una software house. Sto parlando del Saturn e del Dreamcast. Entrambi tutt’ora riconosciuti dalla critica e dagli addetti ai lavori come macchine di qualità assoluta, hanno avuto la sventura di scontrarsi con le prime due generazioni di Playstation, non avendo però alle spalle una potenza economica come quella Sony. Il primo Sega Rally su Saturn e i Virtua Tennis per Dreamcast sono titoli che giocherei con piacere ancora oggi.