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Unboxing RetroFreak

Ok, non sarò mai uno youtuber,
Ok, questo video è veramente di una qualità scadentissima (io darei la colpa all’operatore video… ma devo pur sempre tornare a casa stasera…) 🙂
Ok, per il montaggio del tutto ci ho messo tre minuti e si vede

Però il Retrofreak meritava un video di unboxing. Ammetto che mi sono anche divertito a farlo. Vediamo un po’ se in futuro avrò voglia di fare altri video.

Sono sempre stato un amante della Sega

In questo mio periodo di recrudescenza da videogiocatore, non posso che avere anche derive di retrogaming. Se penso al mio passato da giocatore vedo due grandi filoni: il primo legato agli home computer (vic20, c64, amiga500) sempre targati Commodore, il secondo legato alle console. Qui sono  stato un grande sostenitore della Sega (lo so… ho fatto un facile gioco di parole nel titolo per attirare qualche lettore… ma tanto ormai ci siete cascati). Il Saturn e il Dreamcast erano macchine bellissime e purtroppo sottovalutate. E’ però dal lato software che questa industria, sempre più in cattive acque, ha messo a segno alcuni colpi memorabili. Ci sono titoli che ho iniziato a giocare come coin op e poi ho acquistato su qualsiasi console avessi. Afterburner, Sega Rally o Outrun li ho praticamente in tutte le salse, memoria di un tempo spensierato e per me e fantastico per i videogiochi.

25 anni di Game Boy!

Il Gameboy è stato una vera rivoluzione per il mercato videoludico. Prima di questa console il gioco portatile era una chimera.

Ieri ha compiuto ben 25 anni. Ricordo ancora quando lo comprai, appena distribuito ufficialmente in Italia. Tra Tetris, il Tennis e il Golf (ebbene sì, non sono un patitissimo di Supermario) quei primi titoli credo di averli davvero consumati.

Vi lascio con uno dei tanti articoli usciti sul tema in questi giorni

25 anni di gloria in grigio e verde: buon compleanno Game Boy! / Lifestyle / Tech Life / YouTech – You Tech.

Grandi Flop Informatici (su cui sono salito)

Finisco la trilogia di post sui Flop Informatici parlando di quelli che ho sposato, tendenzialmente poi senza pentirmene, nonostante l’insuccesso del mercato.
In questa categoria infilo le ultime due console di casa Sega che poi, non a caso, si è convertita e essere una software house. Sto parlando del Saturn e del Dreamcast. Entrambi tutt’ora riconosciuti dalla critica e dagli addetti ai lavori come macchine di qualità assoluta, hanno avuto la sventura di scontrarsi con le prime due generazioni di Playstation, non avendo però alle spalle una potenza economica come quella Sony. Il primo Sega Rally su Saturn e i Virtua Tennis per Dreamcast sono titoli che giocherei con piacere ancora oggi.

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