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Giornalismo, cronaca nera e luoghi comuni sui videogiochi

I recenti fatti di cronaca nera hanno riportato in auge sulla stampa (anche se, bisogna ammetterlo, meno di altre volte) l’odioso parallelismo tra videogiochi e violenza. Tipico di quando gli autori di atti del genere siano giovani. Un hobby peraltro diffuso tra quasi tutti gli under 20. La nera ci ha anche riportato l’ennesimo caso di femminicidio. Magari quasi tutti gli omicidi di questo tipo fumano. Perché nessuno da la colpa al fumo? Provocazione a parte, l’associazione di categoria degli sviluppatori italiani ci ha tenuto, anche questa volta, a precisare.

Sorgente: AESVI prende posizione sui fatti di cronaca nel ferrarese – Gamesurf.it

Il vero PEGI sono i genitori

Sono da sempre un amante dei videogiochi e odio gli articoli qualunquisti e populisti che additano i videogioco come la radice di ogni male del mondo. Però quando vedo in giro dei ragazzini di 8-9 anni che giocano a GTA in barba al PEGI… Mi fa venir voglia di prendere a testate i loro genitori.

Videogiochi vs Sigarette

Ogni volta che un omicida possiede un Playstation o un Xbox, subito i sociologi (o i giornalisti, o gli opinionisti, o il primo che passa per la strada) si scomodano a trovare un parallelismo tra videogiochi e violenza. Anche le 15enni di Udine, protagoniste di un recente fatto di cronaca nera, hanno tirato in ballo GTA.

Ora un tizio ammazza la madre che non gli dava i soldi per le sigaretta. Nessuno si scomoda a dire che il fumo induce alla violenza?

Ovvio, è una dimostrazione per assurdo, così come lo sono la stragrande maggioranza di quelle che collegano videogiochi e violenza.

Cadavere di donna sull’Etna: è matricidio Il figlio: mi negava i soldi per le sigarette – Corriere del Mezzogiorno.

Rollerball e il livello di violenza “sostenibile”

Parlando con altri amici della mia generazione (diciamo quelli nati nella prima metà degli anni 70) mi sono reso conto che Rollerball è ricordato da tutti come uno dei massimi esempi di film violento. Quella violenza non fine a sé stessa ma incastonata in un contesto anche di una cerca serietà e complessità, tanto che io ricordo lo vidi anche con una proiezione scolastica alle medie.

Qualche anno fa poi è uscito un remake. A parte reputarlo abbastanza scarsino, mi ha fatto venire il dubbio che ormai, un po’ per l’età, un po’ per quello che siamo abituati a vedere, ormai ho una percezione della violenza un po’ diversa.

Ho così rivisto l’originale e pur apprezzando sempre la profondità della trama, che ha seri risvolti sociologici, la mera crudezza delle immagini risulta molto smorzata.

Brutto pensare che ci siamo “abituati” a certe cose.

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