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Mai una gioia. Anzi no.

Per una volta faccio un post calcistico dove, come i miei assidui lettori ricorderanno, sono tifoso della Cremo.

Quando guardi il risultato su internet e vedi che al 20esimo del primo tempo sei già zero a due in casa. Ti girano gli zebedei. Arrivi a casa in tempo per il secondo tempo. Sul 1-2 all’82esimo dici “vabbè, giusto per arrabbiarsi ancora di più”. Sul 2-2 all’84esimo esulti in silenzio perchè c’è Mrs Puck che dorme sul divano. Al 3-2 al 94esimo te ne fotti amabilmente ed esulti come al gol di Grosso ai mondiali 😀

 
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Credere ancora nel ciclismo – Seconda parte

Mesi fa scrissi un post molto polemico sul ciclismo. Il succo, se non volete andarvelo a rileggere, è che c’è così tanto doping che al ciclismo agonistico non riesco più ad appassionarmi.
Però nello stesso periodo usciva un’altra storia, che invece mi spingeva ad avere almeno un barlume di ottimismo.

Una tappa del Giro veniva vinta dal britannico Dowsett. Perchè questo mi da speranza? Perchè è un emofilico, proprio come me. Chi come noi deve superare tante difficoltà per tenere in ordine il proprio fisico, ancor prima che per riuscire a fare sport, non credo metterebbe mai a repentaglio la sua salute facendo ricorso al doping.
Poi magari un giorno uscirà che è dopato pure lui. Spero non succeda e, appunto, non credo succederà. In quel caso sarò ancora più deluso ma inutile fasciarsi la testa prima che sia rotta. Oggi voglio solo pensare che non solo ci siano ciclisti professionisti puliti, ma soprattutto che ormai un emofilico possa fare quasi tutto. Anche nel campo dello sport.

DOWSETT E LA SUA STORIA

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