Archivio dell'autore: Puck74

Las Vegas in 5 film

Molto probabilmente quest’estate riuscirò a tornare a Las Vegas. Un tempo, quando frequentavo più assiduamente questa meta, delle mie amiche dicevano che io ci andassi con la stessa frequenza con cui loro andavano in liguria. Purtroppo non è più così… Che ci riesca oppure no, solo questo miraggio mi galvanizza parecchio. Mi sembra di esser tornato ai tempi delle vacanze col mio amico Simon, quando qualsiasi tour degli states doveva passare dal deserto del Nevada. Mi ritrovo quindi a raccontare la città a gente che non c’è mai stata e quindi ho pensato di individuare i cinque film, in ordine sparso, che per me meglio raccontano la città. Tenete conto che per me Las Vegas è quella di fine anni 90 e del boom degli alberghi a tema: inevitabilmente la scelta è influenzata anche da questo. Pronti? Via!

– Ocean’s Eleven: il Bellagio e un Clooney che si sente Sinatra

– Via da Las Vegas: perché in questa città se sei su vai sempre più su ma se sei giù…

– National Lampoon’s Vegas Vacation: un po’ di demenzialità e la miglior rappresentazione cinematografica dei buffet all you can eat

– Mela e Tequila: una commedia romantica, di quelle che piacciono a me, con bei paesaggi del deserto del Nevada

– 21: ventuno vittoria grande baldoria! Perché non si può dimenticare il gambling.

Dagli anni 80 con furore

Oggi mi è tornato in mente quasi senza motivo (a dire il vero il motivo c’è, ho visto uno che mi sta sulle balle è che chiamo così) un prodotto totalmente anni 80: il nano ghiacciato. A pensarci bene, visto che ero troppo piccolo per berlo, mi sa che non l’ho mai provato. Però ho questo ricordo dei miei che lo tenevano nel frigo in montagna, assieme ai sanbitter.

Agghiacciante la pubblicità con Amanda Lear

 

AMANDA LEAR | “Nano Ghiacciato” [Spot Sanpellegrino] (1979/81) from Be3. on Vimeo.

I videogiochi nella vita reale

i videogiochi sono spesso visti come una perdita di tempo, qualcosa che non ha il minimo ritorno pratico nella vita reale. A parte il fatto che scrivendo di videogiochi mi sono ripagato anni e anni di vacanze estive (e già questo mi sembra un’utilità non da poco nella vita reale), ogni sera quando attraverso la stazione metropolitana di Cadorna, cercando di raggiungere i tornelli senza venir travolto, ringrazio l’esperienza maturata giocando a frogger. 

 

Il cassetto degli articoli mai nati

Sono sempre stato un gran produttore di bozze. Bozze di racconti mai finiti, di articoli mai completati, di personaggi a cui non sono mai riuscito a costruire attorno una storia adeguata.
Non fa eccezione anche il blog. Sul mio iPhone ho sempre a portata di mano l’app di WordPress e così quando mi viene da dire “ci devo scrivere un post”, spesso capita che lo abbozzi pure. Magari anche solo il titolo, per ricordarmi l’argomento (smemorato come sono). Altre volte invece i pezzi dovrebbero essere più compositi e quindi finisce che restino incompiuti. Altri ancora li finisco e aspetto il momento giusto per pubblicarli. Attualmente nella cartellina “bozze” ho ben diciannove pezzi. Il più antico dei quali è del febbraio 2014 (per i curiosi, il titolo sarebbe “il teorema dell’amante andato lungo”). Vediamo di pubblicarne un po’ al più presto (o di cestinare le idee pessime).
Buon venerdì a tutti.

Par condicio

Un giorno una mia amica di lunga data, di quelle che si conoscono da una vita ma che non puoi definire vecchia amica perché le donzelle, passata una certa età odiano il termine “vecchia” associato a qualsiasi cosa le riguardi, si lamentava di come YdR ed io (ma anche molti altri…) commentassimo le fanciulle in metropolitana, invocando la parità fra i sessi. “Chissà se lo facessimo noi che succederebbe” mi pare disse. Comunque il concetto era quello. Bhè, a parte il fatto che nessuno ve lo vieta, all’estero la situazione è addirittura sbilanciata nei vostri confronti. Già anni fa vi parlai di Subway Crush, un sito dove le donne, ma non solo, pubblicano foto di bei ragazzi. Intravedento un business (in termini di click di pubblicità) avevo quasi pensato di lanciarne la versione italiana. Ovviamente rimase un’idea solo sulla carta. Però mi chiedo oggi come mi chiedevo allora: chissà cosa succederebbe se lo facessimo anche noi! Già mi vedo accuse di sessismo e di superficialità come se piovesse 🙂

Ora tutti parlano del Genocidio Armeno

Su Google ho attivo un alert per tutte le notizie che arrivano dall’Armenia. In passato le fonti che parlavano del Genocidio Armeno erano solo piccoli siti specializzati in questioni mediorientali e stampa indipendente. Ora tutti ne parlano apertamente. L’evento scatenante, alla base, è che il 24 aprile si commemorerà Il centenario di questo fatto storico (perché questo è, con buona pace della Turchia). Il vero motivo è però che ne ha parlato senza mezze parole Papa Francesco, quanto mai il pontefice che ci voleva. Ecco che quindi testa più importanti ora non possono soprassedere sull’evento.

Genocidio Armenia, perché dobbiamo parlarne apertamente – Il Fatto Quotidiano.

Musicisti di strada

Sotto la tettoia di piazzale Cadorna, il livello medio dei musicisti di strada che si alternano è abbastanza buono. Quando però ne trovi uno che canta Gaber, il milanese (non è lmbruttito) dentro di te ha un sussulto di compiaciuto orgoglio.

Vi (ri)propongo l’originale.

 

IL MUSEO DELLE PENTOLE NELLA STORIA

Ormai le mappe di Google sono usate da tantissimi siti ed applicazioni. Capita così che i punti di interesse evidenziati (e spesso inseriti dagli stessi proprietari/organizzazioni) capito sotto gli occhi di tutti. Cercando sull’app di un noto car sharing di Milano già da tempo ho notato che lì a fianco risulta esserci il Museo delle Pentole nella storia. Ieri sera passavo lì davanti. E’ la sede di una ditta di pentole. Io me l’immagino, il vecchio fondatore che aveva iniziato questa raccolta personale e che poi ne ha fatto “un museo” privato. Mi verrebbe quasi voglia di telefonare per fissare un visita.

Se volete saperne di più, vi passo il link (che ha comunque qualche inesattenzza)

MUSEI DELL’ ARTIGIANATO.