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(dis)Informazione con la bava alla bocca
Premessa (perché sono stufo di esser tirato dentro in polemiche inutili) questo post è be partisan. Non è “contro” i vegetariani. Poteva parlare di destra, di sinistra, di seguaci della dieta Dukan.
Detto questo, mi ero già soffermato in passato a parlare di come certe notizie palesemente false girino su Facebook con l’autorevolezza della verità assoluta. Il caso nel quale mi sono imbattuto di recente ha del clamoroso, se non altro per la facilità con cui era dichiaratamente falso e per come ha scatenato seriose e filosofiche disquisizioni nei commenti. Equamente divisi tra pro e contro, accomunati dalla superficialità nella lettura. Partiamo dal link.
Ora andiamo a vedere perché bastasse no essere presi dal fervore mistico scatenato dalla lettura del titolo e si poteva capire che fosse un falso.
Prima di tutto perché lo diceva espressamente il sito italiano che lo rilanciava. Con un bel disclaimer in coda ma soprattutto scrivendo prima del testo che si trattava di una storia di fantasia!
Ma andiamo avanti. Seguiamo il link e andiamo alla fonte originale. L’autorevole Newsweak. No, non newsweek… Weak come debole… Non poteva sorgere qualche dubbio?
Passiamo al sottotitolo del sito (presente nel logo di ogni schermata) “where facts come to die”… Letteralmente “dove i fatti vanno a morire”. Insomma… weird news al potere!
Diciamo però che voi a questa notizia volete proprio credere. Allora iniziate a valutare altri articoli si trovano sul sito. Perchè in fondo se gli altri articoli sono veri, anche questo lo sarà! Ci sono grandi pezzi di giornalismo come:
– La NFL vuole sostituire il lancio della moneta con sasso, carta e forbice
– 14enne continua a cercare donne in topless su google earth
Il vero PEGI sono i genitori
Sono da sempre un amante dei videogiochi e odio gli articoli qualunquisti e populisti che additano i videogioco come la radice di ogni male del mondo. Però quando vedo in giro dei ragazzini di 8-9 anni che giocano a GTA in barba al PEGI… Mi fa venir voglia di prendere a testate i loro genitori.
Lettera aperta alla sezione Fallimentare del Tribunale di Milano
Scusatemi se lascio da parte i toni faceti del solito, per qualcosa di più serio.
Perchè l’efficienza non paga? Il nostro è uno studio associato con diverse professionalità e numerosi curatori fallimentari, alcuni avvocati e altri commercialisti.
Perchè noi dobbiamo assorbire internamente certi costi (sia di consulenza fiscale che legale) mentre altri curatori posso far pagare alla procedura certi servizi demandandoli all’esterno?
Posto 100 sia il compenso di un curatore indipendente sia quello di un curatore in studio associato, il primo fa pagare alla procedura servizi che fa svolgere a terzi per (ad esempio) 50. Incassa 100 e il costo totale per la procedura è 150.
Il secondo non sostiene costi (pecuniari) ma impegna tempo dei propri associati, per il quale la sezione Fallimentare non accetta la nomina come consulenti/coadiutori.
Incassa 100 ma ha fatto lavoro per 150.
Certo, la procedura così ne guadagna ma allora riconoscete un vantaggio a noi che abbiamo una struttura efficiente, oppure decurtate dal compenso curatore dei singoli, quanto fanno svolgere esternamente.
Perdono ?!?!? Mavaff… :-)
Oggi su Spotify mi sono soffermato a sentire Perdono, di Caterina Caselli. Non ne avevo mai ascoltato bene il testo, che parla di una donna che ha tradito. Ecco il passaggio incriminato.
Perdono, perdono, perdono… io soffro più ancora di te! Perdono, perdono, perdono… il male l’ho fatto più a me!
IO SOFFRO PIU’ ANCORA DI TE??? Mavaff… Peripatetica 😀
PS Ovviamente non è un discorso sessista, penserei lo stesso se il protagonista fosse un uomo.
Ofelè fà il to mestè
Ingroia scioglie “Rivoluzione Civile”. Il mio commento tecnico è già nel titolo. Che si diverta con l’aria pura d Aosta.
Rivoluzione Civile, Ingroia e fondatori: «Esperienza conclusa» – Corriere.it.
Viola Valentino
Oggi ci si lancia sempre contro testi e media con fin troppo chiari riferimenti sessuali.
Ma vi siete mai letti il testo di Comprami di Viola Valentino???
Se per te il sabato sera
Non c’e’ mai una donna sicura
Se non hai sulla tua rubrica
Una che sia piu’ di un’amica
Se non sai andare lontano
Dove non ti porta la mano
Comprami,
Io sono in vendita
Chi va sui mezzi pubblici è come chi gioca a Poker
Perchè? Direte voi. Perchè è sempre un azzardo? Tutt’altro. Io sono da sempre un forte sostenitore dei mezzi pubblici, addirittura qui a Milano.
La similitudine sta tutta qua:
E’ provato che il giocatore di poker (ma anche l’essere umano in genere) ricorda più i colpi sfortunati di quelli fortunati. Potrebbe avere culo per settimane e poi perdere una mano sfortunata che subito inveirà contro il famigerato “server che trucca le mani e tutto controlla”.
Lo stesso l’utente medio ATM. Potrà viaggiare per settimane e settimane senza intoppi, poi un giorno beccherà un ritardo, uno sciopero o comunque un rallentamento minimo che subito si metterà a sbraitare che “è uno schifo” e che “con quello che si paga, questo sarebbe il servizio?”.
Mah…
Videogiochi vs Sigarette
Ogni volta che un omicida possiede un Playstation o un Xbox, subito i sociologi (o i giornalisti, o gli opinionisti, o il primo che passa per la strada) si scomodano a trovare un parallelismo tra videogiochi e violenza. Anche le 15enni di Udine, protagoniste di un recente fatto di cronaca nera, hanno tirato in ballo GTA.
Ora un tizio ammazza la madre che non gli dava i soldi per le sigaretta. Nessuno si scomoda a dire che il fumo induce alla violenza?
Ovvio, è una dimostrazione per assurdo, così come lo sono la stragrande maggioranza di quelle che collegano videogiochi e violenza.
