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Il piacere della discussione

A me piace discutere, nel senso più positivo del termine. A volte i toni posso anche diventare accesi ma quando c’è passione è inevitabile. Non si deve per forza parlare dei più alti sistemi. Una buona discussione puo’ parlare di economia come di calcio, di politica come di cinema. Trovare persone con cui è un piacere confrontarsi e discutere è sempre più difficile perché ci devono essere alcuni elementi fondamentali. Vediamo cosa cerco in una controparte.
Prima di tutto, ma questo è palese, non deve pensarla come me. Il confronto arricchisce, non a casa alcuni dei miei migliori amici o amiche hanno posizioni anche inconciliabili alle mie. Però i genere ci sono tutti i punti di seguito.
La propria posizione dev’essere consapevole e non frutto dell’imbonimento di qualcuno che parlava/scriveva bene o semplicemente urlava più di altri.
Soprattutto però ci dev’essere l’ascolto attivo (talvolta paziente, non tutti hanno il dono della sintesi) e la disponibilità di mettersi i gioco nel dibattito.
Una volta perdevo tempo a discutere anche con persone che non meritavano. Gente il cui fine era solo prevaricare l’interlocutore anche in modo verbalmente violento pur di avere l’ultima parola. Ora molto meno, quando capisco con chi ho a che fare preferisco chiudere lì e lasciarsi alle loro convinzioni. Anche a quella di aver avuto l’ultima parola.

Non le indosserebbe neppure Formigoni

Ok, se escludiamo alcune mie derive estive con le camicie hawaiane, ho un modo di vestire abbastanza classico, anche nel casual. Ok, sarò anche vecchio dentro. Però certe cose non le indosserei mai.
Visto che stravedo per Amazon, la quale ha di recente acquisito Buyvip, e ho diversi amici che acquistano abbigliamento via internet, ho iniziato a tener d’occhio la cosa.

Ieri sera entro nella pagina delle offerte…e quando ho visto alcuni capi della Disegual mi sono chiesto se c’è chi li indossa veramente o se sono i fondi di magazzino che provano a vendere sulla rete perchè in negozio si vergognano a presentarli…

L’erba passata è sempre più verde

A tutti noi viene naturale vedere un periodo passato della propria vita come quello migliore. O comunque che in quel periodo un determinato campo abbia dato, dal punto di vista della produzione, il meglio di sé.

Per esempio io ho sempre sostenuto che la stragrande maggioranza dei film e degli album (sono vecchio, dico ancora album e non cd) a cui sono maggiormente legato sono stati prodotti negli anni 90.

Tra la seconda metà dei 90 e i primi 2000 poi ho collaborato con diverse importanti redazioni di videogiochi e, vedendo che quella gente è ancora quasi tutta nel giro o che comunque una discreta fetta dei nuovi ha la nostra età, tendo a pensare che chi è venuto dopo, in quel campo, non è in genere alla “nostra” altezza.

Credo sia naturale e che ognuno abbia queste convinzioni per sé e per i suoi ricordi più cari.

Quando però leggo su twitter una ragazza che scrive che i ragazzi nati (nati, sottolineo nati) negli anni 90 hanno visto i primi e più bei videogiochi… no scusate ma non riesco ad archiviarla come mancanza di obiettività e basta 🙂

Oibò! Missy Franklin!

Qualche tempo fa, prima delle olimpiadi, scrivevo un post a proposito della cover che la nazionale statunitense di nuoto aveva fatto di Call me maybe. Molti di voi, anche senza aver letto quanto scrissi, conosceranno quel video.
Allora dicevo che mi sarei innamorato di almeno due terzi della squadra femminile e soprattutto di quella con la maglietta rossa che cantava in aereo. A parte il fatto che ora rivedrei la stima da due terzi a tre quarti, oggi mi sono imbattuto in un video che mi presenta chi fosse la mia prediletta, fino ad oggi senza nome.

Insomma, robina da poco… giusto cinque medaglie olimpiche di cui quattro d’oro. Già, peccato che sia del 95… :-\ vabbè.
I successi olimpici e la sua buffonaggine in quel video le sono valsi anche un altra goliardica interpretazione assieme ad altri personaggi famosi che ora vi mostro.

NB siete d’accordo per me che il giudice di linea è uno del cast di Glee?

Il mondo ha ancora senso

Ci sono rari momenti in cui ti accorgi in cui le cose vanno esattamente come devono andare. C’è coerenza e anche una discreta dose di contrappasso.

Insomma… Flavia Vento che si avvicina a Scientology non è certo una cosa che stupisce, anzi.

 

P.S. Ammesso e non concesso che sia l’account twitter ufficiale ma sembrerebbe di sì.

La geografia secondo vodafone

Questo weekend sarò in Croatia, motivo per il quale controllavo sul sito vodafone quale tariffa applicare. Dall’elenco di questa pagina, scopro che Albania, Croazia e Montenegro non sono in Europa. Interessante.

Ok, è solo una questione di tariffazione e non una precisa distinzione territoriale, però allora non chiamarmi le due fasce “Europa” ed “Extra Europa”!

Una volta c’era solo l’anticiclone della Azzorre..

…poi era arrivato il Nino. Premetto: non me ne intendo di meteorologia ma ha cercato di capirci qualcosa in giro in questo periodo. Sono arrivato a queste conclusioni.
Un luminare, a quanto pare il gestore del sito ilmeteo.it si è inventato questa mossa di marketing di dare il nome alle perturbazioni. Ha detto di rifarsi alla tradizione anglosassone ma negli stati uniti danno i nomi solo alle tempeste tropicali o tornadi, con lettera crescente in base all’ordine cronologico nell’anno (il primo con la A, il secondo con la B e così via).
Qui abbiamo solo un anticiclone che si sposta su e giù ma è sempre lui, determinando flussi diversi d’aria.

Quindi: 1) scusatemi per le imprecisioni e se volete fatemele notare 2) non rompete più le balle con sti nomi a ogni folata di vento.

Il caldo fa brutti scherzi…

…forse un pericolo ancora maggiore rispetto al diffondersi di Pulcino Pio sta per abbattersi su di noi…