Va bene andare nelle città d’arte ma…
Nei telegiornale, ad ogni festività comandata, si sentono frasi del tipo “prese d’assalto le città d’arte”. Non ho sentito nessun organo d’informazione oggi ma immagino l’abbiano detto. Bhè, questo ponte dell’epifania sono stato a Venezia che rientra a pieno in questa categoria. Gente in giro in effetti parecchia, però fa un po’ senso rilevare che i posti dove ho fatto meno coda (anzi, zero coda) sono i musei. Ve bene che siamo andati più sulle temporanee di arte moderna e fotografia però… Ora provo ad andare a palazzo Ducale e se mai vi dico.
Se però andate in una città d’arte, andate a vedere anche un po’ di arte 🙂
Spigolature veneziane (e zone limitrofe)
– gli spritz costano un terzo che a Milano. Risultato: in due giorni non ho bevuto neppure una birra.
– l’acqua me la ricordavo più melmosa.
– i bacari sono una figata, tumulatemi in una frittura
– non c’è coppia che a Venezia non diventi appiccicosa.
– la gente si fotografa davanti al ponte dei sospiri pensandola una cosa romantica.
– i cellulari col gps sono fantastici
Del panico da valigia da quattro giorni
Odio dover far la valigia per quattro giorni. Intendendo in questo modo il bagaglio per un viaggio che implichi utilizzare un mezzo di trasporto che non sia la mia auto. Io di base ho due configurazione di bagaglio: il weekend (anche lungo) e la “settimana o oltre”
Il primo prevede il trolley o la borsa da palestra, in grado di essere imbarcati in cabina su easyjet. Il secondo è composto dalla valigia grossa, perché ho scoperto che quello che porto via per una o per tre settimane è quasi uguale. Dopo i sette giorni infatti scatta la necessità della lavanderia.
I quattro, o cinque, giorni sono quella terra di mezzo in cui non so come muovermi. Il fatto di partire in treno (questa volta) e non in aereo aiuta. Fra un paio di settimane volerò a Londra sempre per quattro giorni. In quel caso farò il viziato e imbarcherò… Il bagaglio con dimensione da cabina però. Lo so, sono complicato.
Sono vecchio gggiovane
Mi sto rendendo conto, essendo stato un Nerd della prima generazione, che ormai sono vecchio anche nelle cose da gggiovani, come per esempio gli emoticons. Già il fatto che li chiami così dimostra tutta la mia età. Ancora di più mi rendo conto che io li faccio ancora old stile. Per me la faccina che sorride non è l’iconcina con lo ste ma duepuntimenochiusaparentesi. Se poi il programma me lo converte da solo, tanto meglio.
Lo so, anche nel mio essere Nerd sono vecchio.
Quando il lavoro non pesa più di tanto
Ci sono giorni in cui tirare la fine delle giornata lavorativa è un vero peso. Non lo nego. Poi ci sono giorni come questi in cui tirare le 21 come ieri o essere operativo tutto il giorno, come oggi, più che stancarti ti da la carica. La verità è che quando il lavoro è bello, come la pratica per cui sono in ballo ora, certe cose non pesano. Che poi io la vedo così, perché ho una forma mentale di un certo tipo. Per altro sarebbe la morte. Motivo per cui sostengo da anni che il mio lavoro, se non c’è la passione, non lo si puo’ fare, o almeno non lo si puo’ fare bene. Lavori così sono quelli che ti fanno sopportare anche gli altri.
E’ stato un anno meraviglioso?
No, caro Facebook, non è stato “un anno meraviglioso” come cerchi di impormi nel “mio” recap del 2014. Non è stato neppure il peggiore degli anni e non sono certo qui a lamentarmi ma frenerei anche gli entusiasmi.
E’ stato un anno di alti e bassi, anzi di bassi ed alti. Visto che è cominciato col morale sotto i tacchi ed è finito decisamente meglio.
E’ stato un anno complicato lavorativamente, però ringrazio sempre per avercelo un lavoro.
E’ stato un anno ricco di sorprese, le più delle quali positive. Sono così sempre più un sostenitore del concetto Manzoniano di Provvidenza.
Quindi ciao 2014, sei stato importante ma… Non montarti la testa.

