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La democraticità dell’asse del water

Che siano commedie hollywoodiane o discorsi tra grandonne milanesi, quando si tratta di lamentarsi degli uomini di casa c’è una costante scritta nella roccia: la polemica sull’asse del water.

Ecco. È una cosa che mi fa veramente imbestialire.

Secondo le donne, secondo VOI donne, la posizione naturale dell’asse del water è abbassata. Perchè mai? A questa domanda ho sentito le risposte più disparate. La più gettonata è che se voi, mi rivolgo sempre alle care antagoniste, dovete andare al bagno di notte al buio, se l’asse è alzata rischiate di sprofondare nei meandri del sanitario. Ora, mi chiedo. Perchè mai dovreste non accendere la luce andando in bagno? Perchè non dovreste controllare se l’asse è alzata o meno? Ma soprattutto, quanti gravi infortuni domestici si sono verificati per fanciulle cadute in un water.

Non fraintendetemi, non sono qui a difendere la posizione “asse alzata”. Tutt’altro. Io non vedo perchè uno delle due fazioni debba per forza avere una situazione che le assicuri la posizione preferita, a discapito dell’antagonista.

Io sono un forte sostenitore del coperchio abbassato. Così noi uomini dobbiamo così alzare coperchio e asse. Voi solo il coperchio. La trovò una soluzione molto democratica, rispettosa delle altrui esigenze e soprattutto che non implica la prevaricazione di una parte sull’altra.

E non rompetemi il c***o. 🙂

 

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Gli equilibristi della carta igienica

In un ufficio, come in ogni altro ambiente che preveda una forzata convivenza tra persone diverse, ci sono compromessi da accettare e piccoli sforzi da fare. A me le persone che questi piccoli sforzi proprio non li fa, mi mandano in bestia. Il luogo dove questo si evidenzia maggiormente è il bagno. Non ci vuole niente, se non trenta secondi di tempo, a cambiare il rotolo della carta igienica se ti accorgi che è finito. Invece no. Ci sono dei veri virtuosisti nell’usarla tutta ma lasciare un ultimo strappo orgogliosamente attaccato al rotolo, così da poter dire “non era finita, non mi ero accorto fosse in fondo”.
Se vi becco vedete come vi faccio pedalare…

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