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Calcio minore

Non puoi scegliere né che squadra tifare né di che donna innamorarti. È una delle mie citazioni di Nick Hornby preferita. Del resto è molto calzante alla mia vita. No, oggi non voglio tediarvi con le mie vicissitudini amorose ma parlarvi dell’unica squadra di calcio che mi abbia mai appassionato, da quando ne capisco di calcio: la Cremonese. Da anni si barcamena nella melma della Lega Pro (ex serie C). Da anni è in predicato di passare in serie B, senza riuscirci. Da anni dico “ah l’anno prossimo in B compro le partite su sky”. Sì, perché gli attuali regolamenti rendono dura la vita del tifoso di fuori provincia che vuole andare allo stadio, tra tessere del tifoso e altre seccature. Quest’anno la Lega Pro ha lanciato il suo programma di streaming in diretta via internet di tutte le partite. Ero quindi disposto a pagato anche 40 euro per il pacchetto annuale ma, bella scoperta, è tutto gratis. Basta infatti andare, da computer, tablet o smartphone, su Sportube e vedersi liberamente le partite.
C’è chi sostiene che svuoterà gli stadi ma io non credo: il tifoso di lega pro è molto meno pigro di quello di serie A.
Ieri sera in treno ho visto parte della prima di campionato. Sinceramente la qualità tecnica della trasmissione la credevo molto peggio.

Sciur padrun dalle belle braghe bianche…

 

5531_35Anni fa la Cremonese, mia squadra del cuore, fu salvata dal fallimento da un industriale locale, Giovanni Arvedi. Un vero industriale di quelli di una volta, con l’acciaieria, la squadra di ciclismo (quando ha detto Coppa Kobram???) e così via. Ha risanato la società, ha fatto un centro sportivo a livello di serie A, ha speso molti soldi in giocatori ed allenatori. Ogni anno ai playoff ci siamo fatti prendere per il posteriore. Ogni volta ho atteso con trepidante attesa la notizia che si fosse rotto del mondo del calcio. Fino ad oggi mi era andata bene. Ora sciur padrum ha detto basta e ha messo in vendita la squadra. Il futuro non è più una certezza.

 

Tutti pazzi per la Giana

Da sempre sono un forte sostenitore non solo dello sport minore ma anche del calcio minore. Ecco perché oggi, visto che ho diverse conoscenze che la seguono, vorrei fare i complimenti alla Giana, squadra di Gorgonzola che per la prima volta ieri si è garantita la promozione in lega pro. Vista la rivoluzione dei campionati, che non ho molto capito, potrebbe anche essere che l’anno prossimo incontri la mia Cremo.

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Tifare Cremonese. Ovvero: l’arte di farsi prendere in giro.

Una volta scrissi della sindrome della “partita della svolta”. Da tifoso della Cremonese, sono stufo di sentir parlare di momento deciso, di gara della conferma, di ultime speranze…che costantemente vengono disilluse. La Cremo ha la perversa capacità di complicarsi la vita da sola, salvo poi riemergere all’ultimo per creare ulteriori speranze da mortificare nuovamente. Speravo che per quest’anno fosse finita, invece la sciagurata sconfitta del Sud Tirol ci concede un’ultima flebile opportunità di raggiungere i playoff. Così domenica starò attaccato a internet per sentire i risultati e mi incazzerò per l’ennesima volta…

Marotta, non fare la vittima.

Si parla di calcio, ma non del dirigente della Juve. Bensì di un ex attaccante della Cremonese (oddio… per definirsi attaccante ogni tanto bisognerebbe almeno metterla nella porta…) recentemente passato al Benevento.
Ha dato la colpa del suo pessimo rendimento al fatto che è stato osteggiato perché del sud.

Marotta, leggi il labbiale e pedala! Se proprio c’è una società e una tifoseria che ha dimostrato in passato attaccamento e venerazione per giocatori del sud questa è proprio la Cremo, dove Jeky Gol Prisciandaro è ricordato ancora con nostalgia e più di una lacrimuccia. Soprattutto se si pensa all’attaccamento dimostrato da una persona semplice come lui, rispetto a professionisti come il sig. Marotta.

Bene ha fatto la società a rispondere così:

La Società US Cremonese, senza voler creare nessun tipo di polemica, ricorda al Sig. Marotta, in merito alle dichiarazioni rilasciate negli scorsi giorni, che la Città di Cremona e la tifoseria dell’US Cremonese non sono mai state razziste e mai lo saranno. I tifosi grigiorossi hanno sempre applaudito i propri atleti, da qualsiasi parte dell’Italia venissero (vedi Prisciandaro e altri) e continueranno a fischiare quei giocatori che non rispettano la gloriosa storia dell’US Cremonese

Ecco invece un articolo che ricostruisce tutta la questione LEGGI QUI

Non ci credo più

Sono un tifoso disilluso. Oggi la cremo ha giocato l’andata delle semifinali playoff di lega pro, pareggiando malamente 1-1. Ora dovremo vincere a Trapani. Io onestamente non ci credo più. Spero di sbagliarmi.
Qui sotto il video che ho fatto con il nostro gol su calcio piazzato, forse viziato da fuorigioco.

 

Orgoglioso di tifare per una società sana

Un piccolo estratto da una nota di oggi della US Cremonese:

La giustizia sportiva incolpa la U.S.C. di non averle denunciato l’episodio dell’avvelenamento e di avere taciuto le condotte illecite riferibili al sig. Paoloni nel momento in cui lo ha ceduto al Benevento. Sul punto è appena il caso di rammentare che:

Il giorno 10/12/2010 la U.S.C. non sapeva chi fosse stato l’autore dell’avvelenamento e mai poteva pensare ai suoi giocatori (ma piuttosto era logico pensare a persone esterne), e quindi il caso era di competenza della Procura di Cremona.
Solo dopo l’incontro con il Sig. Massimo (scopertosi più tardi Sig. Erodiani), e quindi il giorno 13/05/2011, la U.S.C. viene a conoscenza della possibile responsabilità del Sig. Paoloni, ma nel medesimo tempo – in forza del segreto istruttorio e delle indagini in corso – le è vietato dalla Questura di Cremona di parlare dell’indagine con qualsiasi soggetto o ente. Nessuno escluso. Dopo alcuni giorni, comunque, la Procura ha ufficialmente avvertito la Giustizia Sportiva.
Al momento della cessione di Paoloni (31/01/2011) la U.S.C. non aveva alcun motivo di sospettare dello stesso; contrariamente a quanto affermato dalla Giustizia Sportiva, pertanto, la U.S.C. non aveva nulla da segnalare al Benevento. Del resto, il trasferimento di Paoloni si è inserito in una più complessa riorganizzazione della squadra, imposta (come certo non poteva sfuggire allo stesso Benevento) dalle scarse prestazioni agonistiche di alcuni giocatori.

Sarebbe bellissimo a fine anno potergli gridare in faccia “i vostri sei punti di penalizzazione potete anche ficcarveli su per…”

Everybody Loves Mondo

Senza falsi buonismi facciamo dei distinguo: ora tutti vogliono bene a Mondo, giustamente, per la forza che ha dimostrato per uscire da quello che ha passato ma io troverei molto più meritevole di rispetto il comportamento di una tifoseria che avesse il coraggio d’insultarlo, se prima lo insultava. Vorrebbe dirlo trattarlo da uomo e non da malato. Chi passa certe cose odia essere trattato con accondiscendenza.
A Cremona, prima di tutto quello che ha passato, era umanamente amanto ma alla fine detestato come allenatore (tenendo ben distinte le due cose). A me piace avere ancora la possibilità di vederlo in panchina (non quella della Cremo) e lì poterlo detestare 🙂
NB pezzo tratto da un commento che ho fatto sulla bacheca di un amico su facebook