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A spasso per una Parigi prettamente Uggiosa
Ovvero: pensieri sparsi, raccolti male, usciti dalle diverse giornate in giro per Parigi (ma che non meritavano, a mio insindacabile giudizio) di essere sviluppati all’interno di un post tutto loro.
– i parigini hanno alcune abitudini per le quali sono molto più imbruttiti dei milanesi. Sulle scale mobili si distinguono tra chi cammina e chi corre. Chi si ferma è perduto.
– la regola d’oro delle all stars bianche vale anche qua.
– le donne francesi raramente si fanno le sopracciglia e sospetto una loro parentela col front man del mio gruppo preferito…
– i parigini, sia chi lavora nei locali che quelli coi quali ho avuto modo di interagire per strada, li ricordavo molto più scostanti e meno cordiali.
Lo so, non è molto come considerazioni, ma considerate appunto che sono quelle residuali rispetto a quelle diventate post veri e propri 🙂 Ne ho ancora un paio già pronti ma ve li proporrò nei prossimi giorni. Ora sono in aeroporto che aspetto il mio volo, con le canoniche due ore di anticipo, per sentirmi a posto come uomo ansioso 🙂
Spigolature dal viaggio parigino
Sulla via del ritorno, è tempo di qualche futile pensiero emerso da questa quattro giorni oltralpe.
Perché le giapponesi, soprattutto in aeroporto, portano quasi tutte la mascherina? Supereranno mai lo shock da influenza aviaria?
Si capisce che è una città profondamente multietnica dalla frequenza con cui si vedono profilattici xl nei distributori automatici.
Il milanese imbruttito e il parigino imbruttito sono parenti stretti. Le rispettive consorti no.
A Parigi ci sono molte più cacche di cane per strada che a Milano.
La gente in metro si comporta veramente ad minchiam. Spostarsi da davanti la porta e lasciar scendere prima di salire sono due concetti ignoti.
Da buon milanese imbruttito, ovunque vada faccio confronti, nel bene o nel male, con Milano.
Quando vado a concerti all’estero noto sempre che c’è una fascia di avventori, quella nata negli anni 50, che da noi manca totalmente.
