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Nintendo ci insegna come separare i nerd quarantenni dai propri risparmi

 I nerd nell’intorno dei quaranta, categoria della quale faccio parte (ok, io sono dalla parte over dell’intorno…) oggi sono in fibrillazione. Nintendo ha annunciato l’uscita sul mercato (pare a novembre) di una versione del suo vecchio NES (Nintendo Entertainment System). Se vi devo spiegare cosa sia, un po’ vi odio per la vostra età, un po’ vi spernacchio per la vostra ignoranza. Gli elementi per un successo di mercato ci sono tutti: console compatta che consuma poco (si alimenta con un cavo usb), 30 grandi classici inclusi, uscita hdmi, costo contenuto (60 euro).

Sì, l’ho già messa nella lista dei desideri di Amazon e ho attivato anche l’alert per quando sarà disponibile…

Sorgente: Nintendo Classic Mini: Nintendo Entertainment System | Altro | Nintendo

Nintendo è morta e non lo sa

Giorni fa, scherzosamente, commentai con la frase del titolo uno status su facebook. Non l’avessi mai fatto, da lì sono stato tacciato come eretico e mi sono trovato in una vera e propria guerra di fanboys.

Però quella frase, scritta scherzosamente, per me è vera. Dal punto di vista più aziendalistico del termine. La Wii è una console che ha fatto la sua fortuna grazie al primo controller di movimento uscito sul mercato. Il primo almeno degno di questo nome. Rivoluzionario, non sono certo io a negarlo. La wii però aveva ed ha due grossi problemi, che col tempo stanno emergendo.

Il primo è che non ci sono praticamente mai stati prodotti degni di nota da parte di software house terze. Tutti i titoli guida sono prodotti da Nintendo. Xbox360 e Ps3 hanno una situazione ben diversa alle spalle, anche se per molto tempo si è detto che la console Sony sia difficile da programmare.

Il secondo è che la Wii, intesa come architettura di console, è nata vecchia. E’ un GameCube spolverato e con un controller nuovo.

Nintendo in questi anni ha rastrellato il mercato dei casual gamer, cioè di colore che fino ad oggi non avevano mai videogiocato o quasi. Però ora la pacchia è finita e le novità all’orizzonte non mi sembrano all’altezza di rinverdire i fasti del recente passato.

Anche il 3Ds lascia molto il tempo che trova ma quello è un problema generalizzato del comparto portatile, che subisce il rampante ingresso sul mercato degli smartphone.

I dati di bilancio parlano chiaro. Le vacche grasse per Nintendo sono finite. Con buonapace dei Fanboys di Mario e Zelda.

Personalmente per la grande Enne vedrei bene un futuro da software house pura, strada percorsa già in passato dalla Sega.

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