Il preoccupante fenomeno dell’Homeschooling

homeschooling

Seguo diversi siti e pagine che trattano di bufale, complotti e altri comportamenti che definirei particolari. Sono venuto così a conoscenza dell’homeschooling. Si tratta di un fenomeno, che mi spaventa al pari del crollo delle vaccinazioni, per il quale mamme più o meno qualificate (voglio sperare “più”, temo selvaggiamente “meno”) decidono di tenere i figli a casa da scuola per educarli in libertà.

La prima domanda che mi viene è: è legale? A quanto sostengono nelle faq di Controscuola.it sì, citando la costituzione italiana. Io qualche dubbio ce l’avrei, soprattutto nel momento in cui poi cerchi, magari alle medie o alle superiori, di rientrare nell’insegnamento classico. Questo però sarà un problema formale loro e se la vedranno. Mi premeva però sostenere altro.

Premetto che i miei giudizi non sono frutto della mia esperienza di genitore (che non sono) quanto di quella di figlio unico abbastanza introverso. Io sono andato in una (buona) scuola pubblica. Per quanto si possa criticare la scuola attuale, non credo che a priori una madre sia meglio di una maestra, anche se deve essere la prima maestra. Il punto è che secondo me non si fa il bene dei bambini a non fargli vivere un’esperienza di convivenza civile e sociale con coetanei ma non solo. Il confronto con gli altri è importante ad ogni età ma soprattutto nell’infanzia, quando formiamo il nostro carattere e il nostro modo di rapportarci agli altri. Ok, questi bambini potranno poi vedere nel pomeriggio gli altri amici ma saranno sempre quelli che “non ci sono a scuola” e quindi vivranno una socialità molto parziale.

Io per un mio figlio o figlia non farei MAI una scelta del genere.

Sorgente: Il blog sull’homeschooling in Italia – Controscuola.it

Pubblicato il 8 ottobre 2015, in Giorno Marmotta con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Homeschooling non é necessariamente sinonimo di solitudine, piú facilmente sono piccoli gruppi di lavoro dove un numero ristretto di bambini apprendono le nozioni, i concetti insegnati a scuola in un contesto e con modalitá differenti che a scuola. E si, anche con una modalitá diversa dove l’introversione, probabilmente, proprio grazie al fatto che i bambini sono seguiti in modo personale e con piú attenzione, viene affrontata insieme al bambino… non si aspetta semplicemente che ad un certo punto, in mezzo ad altri bambini, inizi a socializzare per grazia ricevuta :).

  1. Pingback: Il post più letto del mese | Il Puck

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