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Ciao Libero

Mi ero ripromesso di non fare più post di cordoglio per scomparse di persone più o meno famose. Faccio un’eccezione per un attore che mi aveva fatto impazzire, in uno dei film cult della mia (tardo) adolescenza: Santa Maradona.

Libero di Rienzo è stato trovato morto. Aveva 44 anni. Pare un infarto.

Ciao Libero, la sregolatezza pura ci esalterà sempre.

Una canzone per il venerdì, dai profondi anni 80.

Cerchiamo di finire la settimana lavorativa con un po’ di energia.

Il VERO precedente a Wembley

Ok, domenica si gioca la finale dell’europeo: Inghilterra – Italia nel tempio di Wembley. Ora, tutte le testate istituzionali e standardizzate vi ricorderanno la prima, storica, vittoria della nazionale italiana in Inghilterra, contro la nazionale britannica, a Wembley (quello vero…) con gol di Capello. Vi ricorderanno magari anche i due successivi successi (uno dei quali neppure a Londra).

Però…

Però c’è UNA SOLA SQUADRA ITALIANA che puo’ dire di aver vinto un trofeo in quello stadio, battendo una squadra inglese. Questo è un dato incontrovertibile.

…e questa volta non ci sono

L’edizione 2020 sarebbe stata la decima di fila dei Championship alla quale andavo. Sarebbe dovuta essere. Che poi, non ero neppure convintissimo di andare. Nell’inverno tra il 2019 e il 2020, stavo pensando di andare, almeno per un anno, a vedere il torneo del Queens, invece che Wimbledon. Vabbè. Poi è arrivata la pandemia e l’edizione 2019 è andata. Poi è proseguita la pandemia e a questa edizione 2020 non ci sarò. Certo, mi spiace. Poi nella vita le cose cambiano e per una bellissima che arriva (mia figlia), a qualcosa si deve pur rinunciare. Quindi, non so quando varcherò ancora quei magici cancelli. Sono però molto contento di esserci stato. Tanti i bei ricordi. La prima volta, i match della Pennetta, il torneo Olimpico (eh sì, nel 2012 sono stato ben due volte a Wimbledon), la coda (the queue) fatta sia arrivando alle 4 del mattino, sia passando lì la notte in tenda.

Anche se non amate il tennis, vivere il torneo di Wimbledon è un’emozione che consiglio a tutti, almeno una volta, nella vita.

Sì, oggi, guardando la prima giornata, un po’ mi è mancato non essere in partenza per Londra.

Un giorno difficile in cui professarsi cattolici

Oggi è un giorno difficile per chi cerca, come ho sempre provato a fare, di sostenere un cattolicesimo fedele ai propri ideali ma sempre più lontano da posizioni bigotte. In tempi non sospetti, ho letto il testo del ddl Zan, senza trovarci nulla che in particolar modo ledesse IN GENERALE il diritto di espressione e di opinione (nonostante quello che molti commentatori populisti hanno provato a sostenere). Oggi una nota del vaticano, inviata all’ambasciatore italiano (neppure un articolo di fondo su L’Osservatore Romano), sostiene l’esatto contrario e tira in ballo il concordato stato chiesa.

Purtroppo temo c’entri molto la lobby delle scuole cattoliche.

Boh. Non lo so. Questa mossa mi spiazza e mi confonde un po’. Questo non cambia la mia fede ma neppure le mie convinzioni. Magari chi ne capisce più di me queste cose (ahahah voglio vedere chi si arroga tale diritto, a mente concederei diritto di parola giusto a pochi… non perchè pensi di capirne più di altri ma perchè penso che prenderà parola chi ne sa di meno…) potrà spiegarmi un po’ meglio il perchè di tutto ciò.

Operazione: Cortesie per gli ospiti

Nonostante non sia un gran cuoco e neppure un grande amante del decoro casalingo, sono diventato clamorosamente un fan della trasmissione Cortesie per gli ospiti.

Sono così appassionato della trasmissione al punto che… un giorno mi piacerebbe partecipare. Certo, non domani, però voglio iniziare a lavorare sul progetto, per poi poter mandare la domanda al casting.

Cosa ci manca? Bhè tantissimo. Intanto dobbiamo rendere un po’ più calda e accogliente casa nostra, poi dobbiamo studiare il menù a tema (spoiler: per ora lavoro su due idee. Una a tema caffè e l’altra… videogiochi), infine anche la nostra tavola dovrebbe essere rivista.

Quest’ultimo punto piace molto a Mrs Puck, perchè vuol dire che finalmente avremo un set di piatti, posate e bicchieri come si deve.

Ovviamente vi terrò aggiornato su queste pagine.

Cosa mi resta di questo Eurovision Song Contest?

Si è chiuso il primo Eurovision Song Contest post Covid e post Ja Ja ding dong (se non sapete che sia, vergogna).

Cosa mi resta di questa edizione? Bhè sicuramente il tifo. In parte per gli italici Maneskin ma soprattutto per l’islandese Dadi Freyr, che seguo da tempo. Oltre a questo, musicalmente cosa mi è rimasto? Poco.

Però stamattina mi sono svegliato con questa canzone in testa e non mi esce. Da subito mi è piaciuta molto però non pensavo mi restasse così. In effetti è molto in linea con altre canzoni per le quali, nel tempo, mi sono fissato.

Buon ascolto.

…e anche stavolta vi ho imparato di musica :-)

Vabbè dai ragazzi, salite tutti sul carro del vincitore! Forza, c’è posto! Da ieri sera, dopo la (non) esibizione all’Eurovision Song Contest, si moltiplicano in giro i fans di Dadi Freyr.

Peccato che non sappiate che, per quanto carina, la canzone di quest’anno, non merita di allacciare le scarpe a quella che avrebbe dovuto partecipare lo scorso anno: Think about things. Già il video ufficiale è fantastico ma lo sono anche quelli all’esibizione del Sanremo islandese o quello fatto con i contributi dei fans. Vi lascio con quest’ultimo video e con un breve documentario su Dadi Freyr

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