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Buonisti col mitra

Oggi vi propongo un video del gruppo Il terzo segreto di satira. Come al solito ci sarà chi si ferma alla superficialità e chi invece, si spera, proverà a capirlo oltre la letteralità. Per la satira, appunto. Speriamo bene…

Ps Sì, ogni tanto sarebbe bello essere un buonista col mitra…

Insopportabile

In questo periodo sto ascoltando più radio del solito. Sia in ufficio che a casa, preferisco mettere su una radio piuttosto che il silenzio. In tutto questo ho le mie radio e i miei programmi preferiti.

C’è però una canzone (che passa pure spesso) che veramente non riesco neppure ad ignorare e se la passano devono spegnere cinque minuti o cambiare canale: l’ultima di Tiziano Ferro. Difficile dire cosa mi irriti tanto di questa canzone. Il testo? Sicuramente. La melodia? Probabile. Il fatto è che è un mix deleterio per la mia (scarsa) pazienza.

L’insopportabilità del Politicamente Corretto

Di recente mi sono trovato a ragionare sul politicamente corretto. In particolare mi è capitato guardando le selezioni di X Factor. All’ingresso di ogni concorrente, prima che inizi a cantare, i giudici gli dicono “in bocca al lupo”. Tutti, o quasi, a rispondere “viva il lupo”. Lo trovo francamente insopportabile. Rispondere “crepi” ci rende forse persone peggiori? Non credo proprio. Figuriamoci dire “in culo alla balena”, non sia mai!

Sono cresciuto quando espressioni che oggi definiremmo, razziste, sessiste ed omofobe erano la normalità. Non ci sentivamo certo razzisti, omofobi o sessisti per questo (ma forse un po’ lo eravamo?) ma trovo giusto che queste espressioni siano state eliminate. Però a tutto c’è un limite. Così come essere buonisti non vuol dire essere buoni, essere politicamente corretti, non vuol dire essere eticamente corretti. Quindi crepi qualche lupo in più e interroghiamo più spesso la nostra coscienza in altri campi.

Il mondo alla rovescia

Ieri, io e Mrs Puck, eravamo in un noto superstore di elettronica, al fine di capirci qualcosa in tema colonna di asciugatrice e lavatrice. A margine di ciò, ci siamo fatti un giro nella sezione televisori, nell’ottica del quasi imminente cambio casa (coi debiti scongiuri).

Davanti ad un Oled 65″ lei a dire che era bellissimo, io ad obiettare che forse era un po’ troppo grande…

Il mondo va veramente alla rovescia.

Greta e il nobel

L’11 ottobre si assegnerà il nobel per la pace. Sento che Greta (non imparerò mai il cognome) è una seria candidata.

La cosa mi lascia perplesso.

Da queste pagine ho già scritto in suo favore (o meglio, contro chi la critica) ma il nobel per la pace non lo capisco. Se vogliamo chiamarlo nobel per l’impegno sociale ok, ci puo’ stare. Però per la pace proprio no. Non lo capisco.

Aquile Randagie

Ieri, su impulso di Mrs Puck, siamo andati a vedere Aquile Randagie. Si tratta del racconto della storia vera di un gruppo scout che resistette, in clandestinità, al divieto di associativismo, che non fosse di regime, da parte del Duce. Il regista, presente in sala, ha spiegato che oltre a una storia vera, è anche una metafora sempre valida, su certi valori. Il film è oggettivamente ben fatto, compatibilmente coi mezzi limitati, anche per gechi, come me, conosce solo in parte il movimento scout. Io l’ho guardato più con gli occhi di un cattolico. Gli amici scout forse mi contesteranno l’affermazione, ma io ho visto i protagonisti più come cattolici che come scout. In quest’ottica sono sempre più convinto che anche i nostri tempi devono richiamare all’azione, in difesa di valori che sono prima umani che cattolici.

La battuta che mi è rimasta impressa del film: non serve essere fascisti per amare la propria patria.

Svegliatevi!

No, i testimoni di Geova non c’entrano. Si tratta solo del riferimento musicale più banale per il primo ottobre (o forse anche per il trenta settembre andava bene). Per la gioia del mio omonimo rhodese 🙂

Greta & Friends

Non capisco. Lo giuro. Non capisco tutto questo bisogni di denigrare, sminuire e ridicolizzare sia Greta nonricordoilcognome che tutto questo movimento giovanile che tenta di muovere qualche passo. Oggi è tutto un fiorire di fake news sui rifiuti post manifestazione o sul globo bruciato in piazza duomo. Perché questo bisogno di trovare incoerenza in questo messaggio e in chi lo porta? Molto è scontro generazionale. Tanto è il fatto che in Italia, in ogni campo, chi è sotto una certa età non è considerato. In politica come nel calcio. Dappertutto. Forse la cosa peggiore è che questi messaggi ci vorrebbero smuovere dalla nostra comoda confort zone e proprio questo non lo possiamo accettare.

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