Archivio dell'autore: Puck74

Web, una lettera e sei gradi di separazione

Si sa che sul web sbagliare una lettera, digitando un indirizzo, puo’ fare tutta la differenza del mondo. C’è tutto un mercato di domini web “simili” a domini famosi che potrebbero generare traffico web (quindi visualizzazioni di banner, quindi soldi) per dei meri errori di battitura.

Oggi provavo ad andare sul sito dell’Olimpia Milano di Basket per vedere l’orario del prossimo match in casa. Da buon Re dei Refusi (e i miei lettori quantomeno non sporadici sanno quanti ne faccia) scrivo “Olympia”. Finisco quindi su questo sito. Ok, direte voi, si cambia una lettera e si finisce su un sito di marmitte. Allora? Bhè che la vita è strana: è la ditta dove lavorava mia nonna. Credevo fosse ormai chiusa e invece è ancora lì, nello stesso identico posto.

Con colpevole ritardo

Mi spiace di non essere riuscito a scrivere qualcosa sull’argomento ieri ma recupero volentieri oggi. Martedì è stata la giornata di sensibilizzazione sulla violenza sulle donne. Anche se in un contesto come quello in cui vivo, dopo un argomento del genere sembra lontano anni luce, negli anni mi sono reso conto che non è così. Le ragazze con cui sono venuto a contatto che hanno subito una qualche forma di violenza sono più di quelle che avrei immaginato. Quindi non bolliamo il problema come una cosa che riguarda altri: è un problema di tutti noi. Più giornate così e meno sterili 8 marzo.

Qualsiasi cosa è “di Babbo Natale”

Ok che Natale si avvicina. Però ogni tanto si esagera. Se la vera Casa di Babbo Natale è in Norvegia, ormai pare che l’arzillo vecchietto abbia più seconde case di un prestanome della vecchia D.C.. Si puo’ girare senza imbattersi in qualche Casa, Villaggio e qualsivoglia immobile di Babbo Natale.

Questa però non l’avevo ancora sentita: in una fantastica commistione tra Presepe e vecchietto panzuto con la barba bianca, su Glamoo oggi c’era l’offerta per “La Grotta di Babbo Natale“. LA GROTTAAAA???? Mah… A parte questa, da amante delle vecchie miniere quale sono, troverei molto intrigante questa gita, anche se in effetti la farei in giornata.

Videoconferenze da Cani (e Gatti)

Non sono un patito delle videochiamate e delle conference call, però devo ammettere che chi ha avuto l’idea per questo aggeggio è un genio. In pratica si tratta di una sorta di visore per vedere e farti vedere dal tuo animale domestico fuori casa e: 1) se capisce che deve guardare il monitor 2) se ti riconosce 3) se fa il bravo.. puoi decidere di fargli rilasciare (sempre da remoto) un croccantino. NerdSingleConAnimale 2.0!

Guardate il sito ufficiale certo non è regalato e sembra che tu debba prendere proprio i loro alimenti, comunque è un’idea carina.

 

Ogni stagione ha il suo cartello

Camminando per Torino, oggi mi è stato fatto notare questo cartello. Apprezzo, da possessore d’auto, che mi venga segnalato il pericolo. La specifica autunnale forse era superflua…
Tornando a Torino, ho finalmente visto il museo del cinema (con annessa mostra temporanea su Sergio Leone) e merita veramente.IMG_5934.JPG

Convegni di sabato mattina

Faccio parte di una sub categoria professionale (o categoria trans albo) particolarmente stacanovista, al punto da mettere i convegni post orario d’ufficio o, come oggi, il sabato mattina.
Cerchiamo allora di trarre qualcosa di positivo da questa mattinata:
– l’argomento è abbastanza interessante
– il coffee break è prestigioso (cosa non da poco in un convegno gratuito)
– ho preso due block notes è una penna…

Ho un Tardis in dispensa

Un paio di settimane fa, di sera, venni colto da una delle mie classiche voglie di mangiare prima di andare a nanna. Conscio di avere sia la piadina che la Nutella, iniziai a scaldare la prima. Aprii poi il pensile dispensa e iniziai a cercare la Nutella. Ma come? Era lì! Lo so, ne sono sicuro! L’ho presa sabato! Niente da fare. Sposto, risposto, guardo. Niente. Inizio a cercare in altri spazi della cucina: magari, mi dico, non avendola ancora aperta l’ho messa altrove. Niente. Il sabato dopo prendo un altro vasetto di Nutella. Passano i giorni e ieri sera apro il solito pensile per prendere il sale grosso. Cosa mi trovo lì in bella vista, due file dietro al vasetto di Nutella intonso? Quello che cercavo disperatamente settimane fà. Ma da dove è saltato fuori? da un buco spazio temporale??? A volte la mia cecità settoriale mi stupisce.

Le code, la gente, le lettere

Stamane ero in Agenzia delle Entrate. Lì, come in tanti altri posti (poste, camera di commercio etc), un unico distributore dispensa numeri di coda diversi, distinti da una o più lettere di prefisso. Non è certo una novità. Così come non è una novità che le diverse code procedano a velocità diverse. I motivi sono tantissimi: velocità delle singole pratiche, numero di sportelli dedicati, varie ed eventuali. Dovrebbe essere tutto palese.

Dovrebbe.

Mi spiegate allora perché in ogni sala di attesa, in ogni cosa, c’è qualcuno che si lamenta al grido di “quello è arrivato dopo di me e l’hanno già chiamato” o “perché del mio numero non avanza nessuno e di quello sono già passati 10”?