Archivio dell'autore: Puck74

Veloce pausa pranzo in fiera

Visto che le mie assidue lettrici bramano sapere come mi cibi, ecco la mia veloce pausa pranzo in fiera oggi.
In rigoroso ordine cronologico:
– due ostriche con assaggio di vino bianco
– panino con salsiccia di Tolosa e cipolle
– fritto di totani
– birretta
– torta austriaca (vedi foto)
– assaggi di grappini
– cannolo siciliano (e tre arancini da portar via)

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Ma lo so che mi volete comunque bene.

Il blog mi sta dando grandi soddisfazioni da un po’ di mesi a questa parte. Negli ultimi dieci giorni i dati della visite sono diminuite ma i feedback no. Questo principalmente perché ormai ho molto iscritti tra gli altri blogger o comunque tra chi mi legge tramite aggregatori. Questi non muovono i counter e quindi sono meno visibili ma so che ci sono. Grazie anche a questi impalpabili lettori.

Ampiamente ammortizzato

Una volta, proprio dietro il duomo, c’era un jeanseria abbastanza conosciuta chiamata International Shop. Stiamo parlando di circa vent’anni fa, di sicuro più di quindici. Ai tempi volevo comprarmi un giubbotto in pelle. Lì ne trovai uno che mi piacque. Non costava molto più di centomila lire. Anche ai tempi, per un oggetto del genere, era poco ed ero perplesso. Al massimo mi dura un anno e poi lo butto, pensai.
Stasera a Milano non fa molto freddo e per uscire per una cena più cinema ho messo ancora quel giubbotto. Mi piacere ancora e l’unico visibile segno di logorio è dato dalla zip che sta cedendo è che penso proprio farò cambiare. Direi che l’ho abbondantemente ammortizzato.

L’evoluzione delle specie: l’artigiano in fiera 2014

Per la gioia di YdR è iniziato l’Artigiano in Fiera. Anche per la mia gioia, che posso dare libero sfogo alle mie passioni alimentari e… Di people watching. La prima cosa che ho notato è la deriva che sta prendendo l’odiosa pratica del trolley in fiera. Ormai non basta più quello piccolo, siamo arrivati alle vere e proprie valigie. Bramo un controllo all’ingresso, tipo aeroporto, che faccia entrare solo i trolley che rispettino le misure da bagaglio a mano.

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Temporary Store, anche senza volerlo

Il piccolo franchising da sempre vive di mode. Ci sono momenti in cui determinati tipi di negozi o attività commerciali sorgono come funghi. Alcuni attecchiscono, altri è abbastanza evidente che siano destinati a vita breve. Certo, quando l’economia era diversa operazioni del genere erano anche più facili. L’anno scorso scrivevo a proposito dei negozi di sigarette elettroniche, quest’anno direi che il trend del momento di chi vuole fare business a costi contenuti è quello dei negozi di capsule da caffè compatibili. Anche in questo caso, fosse nei panni dell’imprenditore, non firmerei un contratto d’affitto 7+7 per il negozio… a meno che non si sia propensi a cambiare franchising con una certa celerità mantenendo il medesimo spazio.

Say Hello to Ello

Cercando di essere sempre first mover, tempo fa avevo sentito parlare di questo social network in grande ascesa: Ello. Ho provato ad iscrivermi e non è stato facile. Proprio come accadeva nei primi tempi di Gmail, servivano degli inviti e ogni utente ne ha davvero pochi. Mi sono iscritto in una lista d’attesa e alla fine ho ricevuto la mia iscrizione. Una volta dentro la mia reazione è stata “ah, tutto qua?”. Credo non sia il solo ad aver avuto una reazione del genere, visto che a pagina 40 di Wired di novembre c’è un articolo intitolato “Non darla? E’ come stare su Ello”. Il testo è un po’ ermetico ma carino. Il passaggio migliore dice che entrare in questo social network minimal, libero e privo di pubblicità è come tirare la tenda di un privé ed entrare. Tanta fatica e poi si pensa “ah, tutto qua?”. Appunto.

Se vi interessa ho cinque inviti da spendere e non ho nessun amico che sia da quelle parti.

Lenny Kravitz e il lato giusto del mercato

Partiamo da alcuni dati di fatto:
1) quando sei dal lato giusto del mercato puoi permetterti qualsiasi cosa
2) l’espressione “lato giusto del mercato” è stata creata per gente come Lenny Kravitz.
Non stupiamoci quindi che lui vada in giro con questa piccola sciarpa e provochi orgasmi multipli alle donne di qualsivoglia età.
La mettessi io verrei preso per un senzatetto che gira con la sua coperta. Al massimo mi tirerebbero le monetine.

Il mercato (nel senso più economico del termine) dell’intrigo è inefficiente è le sue regole sono scritte dalle GranDonne.

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La gemella di Chernobyl

In pochi sanno che la centrale di Chernobyl, che già non era un gioiello di tecnologia quando successe l’incidente, ha ancora una gemella attiva in Armenia. Perché non viene chiusa? Semplice: produce il 40% del fabbisogno energetico della nazione e al momento non vi sono alternative. Per qualche anno è stata chiusa ma poi hanno dovuto, per necessità, rimetterla in funzione. È di pochi giorni fa la notizia che Armenia e Russia hanno raggiunto un accordo per la fornitura di tecnici e macchinari per la manutenzione. Il fatto che l’Armenia abbia scelto l’unione doganale filo russa rispetto a quella europea non è un fatto totalmente scollegato.ARMENIA. Fondi e tecnici russi per mantenere in funzione centrale nucleare di Metsamor – Geopolitica.