Archivio dell'autore: Puck74
Avere nostalgia per quando sono stato cazziato
Nel mio recente viaggio a Copenaghen, sono stato cazziato sul treno che mi riportava dalla città all’aeroporto. Eravamo finiti, senza accorgercene, nel “vagone del silenzio”. Quando avevo rivolto una semplice domanda a una mia amica, sono stato selvaggiamente redarguito (a gesti) dalla corpulenta danese che avevo a fianco. In pratica in quello scompartimento non solo i cellulari sono banditi ma non deve proprio volare una mosca.
Al tempo mi è sembrata una cosa anche eccessiva, oggi in metropolitana con una a fianco che continuava a sbraitare dei fatti suoi al telefono, ne ho sentito proprio la mancanza.
Cultura musicale fieristica
Sì. Un altro post sulla fiera. Il fatto è che l’altro giorno bazzicavo per gli stand ristorativi veneti e sono rimasto colpito dalla colonna musicale: in ben due locali, a distanza di qualche minuto, ho beccato i Pitura Freska. Va bene che sono un gruppo locale ma ormai sciolto (purtroppo) da diversi anni. La cosa mi ha fatto notevole piacere.
Inoltre mi ha stupito beccare proprio questa canzone, una cover di quello che, ai tempi, si faceva chiamare Jovanotti…
People watching senza volerlo
Se c’è una volta che a pranzo vado per rilassarmi e senza intenti di people watching, è quando vado da Ostellobello (anche se qualcuno, tra cui YdR, potrebbe sostenere il contrario). Fatto sta che mentre oggi mangiavo di fretta al tavolone centrale (per la cronaca: lasagne ragù e funghi, sacher, birra piccola), non ho potuto non ascoltare i discorsi di una coppietta intenta in schermaglie amorose a fianco a me. Lui sulla trentina, belloccio simil intellettuale, lei gnocca del tipo “guarda che io ho anche un cervello”. Tutto bene, tutto normale, fino a quando lui non ha iniziato con gli eventi a cui invitano “lui e altri filmaker”. Eh… Forse come professione intriga ancora di più dell’architetto e dello spacciatore. Ostello regala sempre grandi emozioni.
Varie spigolature dalla Fiera
Visto che sto facendo troppi post sull’Artigiano in Fiera, riassumo qua qualche idea sparsa che avevo in giro.
Partiamo dal “borsino” delle cose trendy in fiera
Salgono
– burro di karitè
– cartoline di auguri con diorami
Scendono
– lana cotta
– presepi sudamericani
Andiamo ora ad alcune considerazioni da people watching
– La vera maiala 2015 va in fiera con le parigine
– Se togliessero l’enogastronomia la fiera chiuderebbe
– E’ sempre bello arrivare allo stand TrentinGrappa e vedere che l’inossidabile vecchietto è sempre lì. Certo, quando mi versa da bere ho sempre paura che manchi il bicchiere ma arrivarci in quelle condizioni alla sua età (per me è oltre gli 80)
– L’essere più pericoloso in fiera è la zitella bassa e corpulenta nell’intorno dei 50 anni. Si muove come un caterpillar incattivito, per via delle troppe coppiette e della gnocche. Se si muovono in gruppo sono capaci di travolgere la mischia ordinata degli All Blacks
Pneumo-Torace
Oggi sono andato a far montare gli pneumatici invernali dal meccanico/gommista sotto casa mia. Fissato l’appuntamento, 20 minuti tutto fatto, spesa contenuta. Poi si passa alla cassa. L’impiegata è una giovane fanciulla piuttosto piacente è decisamente prosperosa. Frequento quel posto due volte l’anno quando appunto metto le gomme da neve e poi quando le tolgo. Lei però è sempre costantemente con scollature decisamente pronunciate nonostante il clima.
Devo dire al mio amico carrozziere Brillante che lui fa un ottimo lavoro ma quando pago qui sono decisamente più contento che da lui.
Il lato negativo dell’Artigiano in Fiera
Continua la sagra del trolley selvaggio e dell’assassino esasperato, continuano i miei post in merito.
Per un abitante di Pero l’Artigiano in Fiera ha un solo, rilevante, effetto negativo: tornando a casa in metropolitana non riesco quasi mai a sedermi.
Sempre in tema di mezzi pubblici, ci vuole della faccia tosta ad arrivare a rho fiera e sostenere coi controllori (che ci sono sempre) che non si sapeva che il biglietto urbano non bastasse 🙂
Lo schema Ponzi e la disperazione dei gonzi
Lo schema Ponzi, di cui già parlai, è così semplice da capire che mi meraviglio ancora che qualcuno ci caschi.
In estrema sintesi, qualcuno ti propone un guadagno straordinario a fronte di un investimento contenuto, tu ci stai e versi il capitale. Questo però non viene investito ma serve a remunerare chi ti ha presentato e, in misura minore, chi ha presentato lui. A questo punto voi iniziate a trovare nuovi soggetti, pubblicizzando questo fantastico investimento e il sistema si autoalimenta. Autoalimenta ma non perpetua, perché prima o poi i polli da spennare finiscono e qualcuno inizia a voler prelevare il proprio capitale. Qui il sistema collassa. In genere non pubblicizzo imprese truffaldine di questo tipo ma il video che vi propongo è così maldestramente grottesco che merita una menzione nella sezione trash.
L’estenuante vita dei fruttariani (complottisti)
Tra i tanti argomenti inutili che seguo ci sono pure i Fruttariani, che ormai sempre più hanno punti in comune con i Complottisti. Se considero l’essere vegetariani una scelta di dieta, già il passaggio al veganesimo è più uno stile di vita che un regime alimentare. Ancora di più lo è una scelta estrema come l’essere Fruttariani. Dev’essere una vita estenuante, come quella di tutti i complottisti, che vedono nemici dietro ad ogni angolo. Su una loro pagina facebook riecheggiano sempre gli stessi discorsi: ogni volta che qualcuno espone la sue esperienza e riferisce del proprio medico che gli sconsiglia quel regime alimentare, la risposta classica è che “è pagato dalle grandi case farmaceutiche, controllate dai governi mondiali (o viceversa) che vogliono tenerci soggiocati”. Seguono derive tipo le due pillole di Matrix, sull’aprire gli occhi e altre cose così.
Mi perplimo e penso dev’essere estenuante vivere pensando costantemente che tutto sia un complotto.
