Archivio dell'autore: Puck74

La voglia di ballare

Stasera ho visto “tutta colpa di Freud”. La risolverò in fretta dicendovi, da patito di commedie sentimentali, che è un filmetto più che discreto nel suo genere. Anche se non tutto il cast è all’altezza.
Però volevo di un’altra riflessione, ispirata un po’ dal metadone sentimentale del film, un po’ dalla stupenda canzone di Silvestri, che porta lo stesso titolo del film.

Io non ballo. Questo è un dato di fatto che ogni persona mi conosca puo’ confermare. Però non è che non mi piaccia il ballo in assoluto. Ci sono cose che considero ballo e cose che per me non lo sono. Diciamo che la disco attuale per me non ha dignità musicale e soprattutto l’ambiente disco (in modo particolare ora) mi genera una certa repulsione. Detto questo non mi sento portato per il ballo. Sono rigido, goffo e fondamentalmente timido.
Ci sono melodie però, come questa di silvestri, che mi fanno venir voglia di ballare. Quasi mai da solo. Ricordo che a volte con S. passeggiando la sera in una strada solitaria o nel salotto di casa, la prendevo per farla ballare. Un po’ per voglia ma anche perché lei ballava anche meno di me. Lo so, sono un po’ fetente.
Il succo qual’è? Che alla fine ho ancora voglia di aver voglia di ballare.

Il seme della polemica

Ieri, alle 7,50 scendo in metro. Il cartello indica un’attesa di 11 minuti, una cosa assurda per una giornata lavorativa. Io che normalmente sono un forte sostenitore dei mezzi pubblici, mi inviperisco, scatto una foto e la spedisco su Twitter all’account dell’atm. Dopo pochi secondi però si scopre che il problema è di cartello e non di linea. Mentre ancora il monitor mostra 8 minuti di attesa, arriva il treno. Vorrei allora cancellare il tweet ma non è così facile: in pochi secondi è stato ritwittato è segnato nei preferiti. Nessun mio tweet aveva avuto una diffusione così istantanea. È proprio vero che, in rete come dal vivo, basta fare polemica.

Viva la libertà

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Finalmente l’altra sera su SKY sono riuscito a vedere Viva la libertà! Film che inizialmente credevo del dinamico duo Sorrentino-Servillo, invece è sì interpretato dal secondo ma non diretto dal primo. In genere sono abbastanza critico verso questo genere di commedia amara italiana (per esempio sono uno dei pochi che considera sopravvalutato Il capitale umano) però in questo caso sono rimasto molto soddisfatto. Una parodia della sinistra italiana e della politica tutta è particolarmente riuscita. Oltre ad un Servillo sempre infallibile, merita una menzione un Valerio Mastrandrea sempre più bravo. Calerò un diplomatico silenzio sulla protagonista femminile.

La scusa buona…

Quando mangio molto, soprattutto cose dolci, dico che è per compensare le mie carenze affettive. La scusa è buona, visto che ne ho molte.
Ora però quando voglio farmi un regalo, piccolo a grande che sia, la scusa è “me lo faccio per i 40”. Peccato che gli anni li compia i primi di maggio e che questa scusa la stia utilizzando con troppa frequenza. In questo caso, mi sono fatto fare da un bravissimo disegnatore, GUD, famoso anche per le sue vignette su Masterchef, la mia versione a fumetti. E’ il disegno che fa bella mostra di sé nella colonna qui a fianco.
Da vanesio quale sono, ovviamente ne sono entusiasta.

Gud sei veramente un grandissimo

Il pollice

Il pollice opponibile è stato uno dei grandi passi avanti nella scala evolutiva. Questo consente di utilizzare utensili e in fondo ha permesso di evolverci fino ad ora. Oggi il principale utilizzo del pollice opponibile è quello di digitare sui touch screen degli smartphone e tablet. Perché vi racconto tutto questo? Perché da alcuni giorni porto cerotti sul pollice destro, che non mi viene più riconosciuto dagli schermi. Mi sento regredito a ominide digitale. Oppure come quei gatti a cui vengono legati gusci di noce sotto le zampe e non riescono a stare un piedi.
Rivoglio l’uso del pollice.

Ps a scanso di equivoci, non ho mai legato gusci di noce ai gatti e credo sia una leggenda metropolitana.

La quiete prima della tempesta

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Lunedì mattina. Si parte con gli esami del sangue e poi, visto che è inutile torni in ufficio per passare più tempo sui mezzi pubblici che a lavorare, attendo in Tribunale per l’audizione col giudice delle 10. Questione un po’ rognosa e vediamo se lui ha qualche idea per uscirne. I corridoi del tribunale a quest’ora, soprattutto di lunedì, sono silenziosi e deserti.
La quiete prima della tempesta.

Van Gogh Alive

Sabato sono finalmente riuscito a vedere Van Gogh Alive a La Fabbrica del vapore. Trovo difficile definirla mostra, poiché materialmente non c’è nessuna tela del maestro olandese. Forse sarebbe più corretto definirla esibizione o, perdonatemi se uso questo termine, allestimento. In pratica dopo una prima parte in cui alcuni pannelli raccontano la vita e le opere dell’artista, si entra in una grande sale che è il vero cuore del tutto. Intorno a voi sulle pareti e in mezzo alla sala, sono presenti enormi pannelli sui quali sono proiettati in successione quadri o particolari di quadri di Van Gogh. Il tutto secondo il filo logico della storia dell’artista e con un accompagnamento musicale che cadenza le diverse fasi. Sui pannelli sono proiettate immagini diverse contemporaneamente, così che la mostra cambia a seconda del punto di vista scelto dal visitatore. In questo mi ha ricordato molto la mostra fotografica di Mc Curry di qualche anno fa. Lì la struttura espositiva ad albero, consentiva di avere affiancamenti diversi di immagini a seconda di dove ci si ponesse a guardare.
Fino al 7 marzo avete tempo per vedere Van Gogh Alive. Non perdete l’occasione.

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Un sabato sereno

Sono in ufficio. Senza il telefono che suona sono riuscito in due ore a fare molto di più che in intere mattinate. Il tempo è grigio, invidio un po’ gli amici in montagna ma sono stranamente allegro. Ora sistemo le ultime cose e vado in palestra, avendo sempre in testa questa canzone.

Buon weekend a tutti