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Ode alla donna che cerca “l’uomo con le palle”

Oggi apro Facebook e mi trovo linkata questa pagina da una mia conoscenza (superficiale) ma poteva benissimo essere da una delle tante amiche più o meno strette, visti che discorsi così ne sento (o ne sentiamo, vero YdR?) fare molti:

Quando sento sti discorsi non so se ridere o incazzarmi. Un po’ perché se poi si va a discutere con queste persone il concetto di “uomo con le palle” è molto confuso. Un po’ perché gratta gratta quello che intendono è spesso un bambolotto macho (vedi infatti la foto dell’adolescenziale pagina Facebook). Un po’ perché in fondo se ne trovassero uno davvero, non lo sopporterebbero per più di due minuti.

Quelle che più entrano nello specifico, ne dipingono una figura molto più simile all’uomo delle caverne le colpisce con una clavata in testa e le porta via trascinandole per i capelli. Ma non è quello che avete combattuto fino a ieri? Non cercavate l’uomo sensibile che vi capisse e vi facesse ridere? Decidetevi…

Conscio di essermi inimicato anche oggi l’universo femminile, vi saluto.

…e per finire un bel video che mi pare ci stia proprio bene…

(cit. “e via dal meeting stronza come un uomo, sola come un uomo”)

…ma poi a me che me frega? comunque vada sono sempre “fuori moda” LOL 🙂

La grande differenza tra crescere e invecchiare (per un uomo)

La grande differenza tra crescere e invecchiare (soprattutto per un uomo) la fanno i peli. Nella fase di crescita ogni nuovo pelo è salutato come una vittoria. Quando invece ti rendi conto che iniziano a spuntare peli dove non vorresti, vuol dire che stai invecchiando.
Io sto invecchiando.

Il rito della valigia (per un tiratardi)

Prima di tutto, quando devo fare una valigia mi riduco sempre all’ultimo minuto. A volte con attenuanti generiche, altre meno. Poi esistono due tipi di bagaglio: quello fino a tre giorno e quello da una settimana a oltre.
Il primo è il classico trolley da weekend lungo, destinato a non essere imbarcato. Ormai lo faccio quasi ad occhi chiusi e solo la presenza o meno della reflex mi genera sempre dei dubbi. Per il resto gestisco anche le diversità climatiche senza grossi problemi volumetrici. Il bagaglio da una settimana a oltre, è destinato ad essere imbarcato ed è rappresentato dal mio canonico valigione rigido. Che la vacanza sia di una o tre settimane poco conta: oltre i 10 giorni scatta l’esigenza del bucato, anche minimo e quindi gli indumenti sono sempre gli stessi, in linea di massima. In genere poi la valigia parte con spazi da dedicare agli acquisti.
Cosa fare tra la settimana e i tre giorni? Il vero limbo del dubbio. Ad Amsterdam (4 giorni estivi) me la sono cavata col trolley da imbarco. Poi ci sono le fasi della preparazione: prima tiro fuori quello che mi pare giusto, poi scremo perché mi sembra troppo, infine ho dei ripensamenti last minute e ritorno quasi al punto di partenza. Tutto questo per dirvi che la mia valigia giace aperta e vuota sul pavimento del salotto. Però ne ho trovato le chiavi 🙂

I wanna be…

Ci sono diverse persone che vorrei essere, non certo per mera e consumata invidia ma perchè avere delle mire a migliorarsi fa sempre bene (se poi si cerca di farlo). Poi, perchè no, ogni tanto ci si puo’ concedere anche un’impossibile aspirazione fisica/edonistica, giusto per sdrammatizzare i toni.
Quindi…tra il serio e il faceto, l’ambizioso e l’utopico ecco la lista.

Vorrei essere…

Steve Mc Curry o Wee Gee, perchè se riuscissi a fare delle foto come le loro sentirei di aver tirato fuori un bel lato creativo.

Sonny Bill Williams, perchè…bè forse se fossi un All Blaks giovane belloccio e con un fisico da paura alcuni aspetti della mia vita sarebbero più semplici. Leggendo però la sua biografia…di problemi ne ha avuti (o se ne è creati) un bel po’…

Nick Hornby, perchè alla fine la maggior parte dei libri a cui sono legato li ha scritti lui.

Simon o MBF, perchè delle persone che ho conosciuto tra le varie redazioni, sono sicuramente quelle che scrivono meglio.

Il mignolo di Phil Ivey, perchè in uno suo mignolo c’è più maestria nel poker di quanta io possa mai ambire ad averne tutto intero.

Me stesso qualche anno fa, perchè ero sicuramente più spensierato e ottimista.

Macabri pensieri ironici

Mesi fa il mio amico Chiaps, uomo organizzato e tecnologico, impostò una serie di sms di auguri che dovevano partire a una determinata ora di un determinato giorno. In quel mentre lui sarebbe dovuto essere in volo. Ironia della sorte la sua partenza fù rinviata per colpa delle ceneri del vulcano islandese. Ricevendo il suo sms e sapendo che non poteva essere partito, lo contattai perplesso e mi spiegò il tutto. Allora ci trovammo a pensare e a scherzare su come potrebbe essere strana la situazione di una persona che programma con largo anticipo alcuni messaggi e poi… muore! Macabri messaggi dall’aldilà… Lo stesso mi consente di fare WordPress: il post che state leggendo è stato scritto ben prima del momento in cui verrà divulgato tramite blog, facebook e twitter. Se nel frattempo trapassassi? Se proprio in questo momento stessi commettendo un crimine? Bhè ora ve l’ho detto e non posso certo usarlo come alibi. 🙂 Meditate gente, meditate. O anche no.

I post sono come farfalle

I post sono come farfalle. Nella maggior parte dei casi vivono un giorno o poco più. Guardavo le statistiche del sito e notavo che un articolo viene letto a mala pena il giorno di pubblicazione e un paio di giorni successivi, dopo di che l’unico al quale potrebbero ancora interessa (ma anche no) è il sottoscritto. Nei miei svariati anni di blog gli articoli con lunga vita sono stati pochi e generalmente per fortunati casi in cui veniva indicizzati sui motori di ricerca. Balsamo di marmotta, scimmie di mare, pornostar e gieffine erano stati i casi più clamorisi. Come dire: se scrivi qualcosa di serio, quasi nessuno un domani avrà la curiosità di trovarlo cercando in rete.

Sottoprezzo vs Sottocosto

Uno degli errori in cui cadono in primis i giovani studenti di economia o di ragioneria (almeno i meno zelanti) è legato alla differenza tra costo e prezzo. Figuriamoci se non ci puo’ cascare la massa del pubblico. Questo sicuramente avranno pensato i pubblicitari che hanno studiato le recenti campagne, soprattutto radiofoniche della Expert. “gli altri fanno i saldi? Noi no! Facciamo i sottoprezzo!” Bravi… È la stessa cosa, senza neppur dover indicare la variazione percentuale dal prezzo originale. Ben diverso dal sottocosto, dove chi vende applica un prezzo inferiore a quello da egli stesso pagato e che è un’operazione strettamente regolamentata per legge, tanto che vanno precisati il numero di pezzi su cui si applica l’offerta.

A me questi mezzucci di bassa bottega fanno davvero arrabbiare!