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Il post del mese

medaglia-oroPer il mese di aprile non vale neppure la pena fare un podio, tanto è il divario tra il post più letto e gli inseguitori. Come già scrissi, a volte ci sono pezzi che, per imperscrutabili motivi, iniziano a girare ed essere ben posizionati sui motori di ricerca, generando flussi anomali di visite. Anomali per un piccolo blog come il mio. Senza ulteriori giri di parole, il post più letto è quello sull’addio di Rocco Tanica ai live. Altro che post del mese, altro che post dell’anno: non avevo così tante visite dal post su Edita Bente (pornostar e hostess Ryan Air)

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Scalerò Google (forse)

È di questi giorni la notizia che Google ha introdotto un nuovo algoritmo di indicizzazione delle ricerche (in calce l’articolo di Wired) . Per le aziende il posizionamento nelle ricerche, inteso come quanto in alto appare nei risultati su un determinato argomento, è fondamentale è puo’ spostare anche fette importanti di fatturato. Il nuovo a algoritmo favorisce i siti ottimizzati per i device mobile. Da questo punto di vista il mio sito è messo bene. Magari non tornerò ai fasti dei tempi di Edita Bente, ma magari risalirò nelle ricerche sul balsamo di marmotta.

MobileGeddon, come funziona il nuovo algoritmo di Google – Wired.

Il mioblog è social oriented

Proseguono i giorni di volontario allontanamento dai social network per il mio blog. Come volevasi dimostrare le visite sono in crollo verticale. Il grosso delle visualizzazioni le avevo infatti da parte di persone che ho nella lista amici di Facebook e che venivano poi a leggere i rimandi automatici della mia bacheca. Per ora mi va bene così. Mi leggono gli altri blogger che mi seguono e qualche amico che non ha bisogno di passare dai social network. Qualche briciola arriva poi dalle ricerche di Google. Lontani i tempi in cui Edita Bente mi portava centinaia di visitatori allupati ogni giorno! 🙂

Comunque in generale l’impressione è che nessuno si sia accorto di nulla. I’m the invisible man, cantavano i Queen.

La quiete dopo la tempesta

Dopo l’abbuffata di visite con il post su Sara Tommasi della settimana scorsa, secondo nella storia del mio blog solo a quello su Edita Bente, ho avuto un mix di impegni mondani e appagamento da counter. Il risultato? Non scrivo da venerdì. Oggi cerco qualcosa da dirvi anche se vi annuncio che un amico mi ha girato un’altra notiziona sull’eroina di grandi e piccini…

In ricordo del post su Edita Bente

Come i vecchietti che ricorda i bei tempi, pure io, che pure vecchietto inizi a essere, periodicamente (e sempre più spesso) ricordo il post su Edita Bente che per un paio di giorni aveva fatto schizzare alle stelle le visite del mio blog. Parliamo di migliaia di visitatori al giorno. Cose che succedono quando inaspettatamente si finisce in testa nei motori di ricerca. Ma chi era Edita Bente, per quei pochi che non la conoscessero? Una pornostar che però faceva anche l’hostess per la Ryan Air e che aveva posato per il loro calendario. L’uscita dell’edizione 2012 è quindi l’occasione per festeggiare e commemorare quei tre giorni di notorietà del mio blog, dove mi sforzo di scrivere cavolate di un certo costrutto, ma che era salito alla ribalta solo per una pornostar.

I post sono come farfalle

I post sono come farfalle. Nella maggior parte dei casi vivono un giorno o poco più. Guardavo le statistiche del sito e notavo che un articolo viene letto a mala pena il giorno di pubblicazione e un paio di giorni successivi, dopo di che l’unico al quale potrebbero ancora interessa (ma anche no) è il sottoscritto. Nei miei svariati anni di blog gli articoli con lunga vita sono stati pochi e generalmente per fortunati casi in cui veniva indicizzati sui motori di ricerca. Balsamo di marmotta, scimmie di mare, pornostar e gieffine erano stati i casi più clamorisi. Come dire: se scrivi qualcosa di serio, quasi nessuno un domani avrà la curiosità di trovarlo cercando in rete.

Il "metodo Espresso e Panorama" ovvero "i miei lettori sono erotomani?"

Ora sui giornali esiste il poco edificante “metodo Boffo”, per liquidare gli avversari politici e vendere copie. Su questo caliamo un velo pietoso. Una volta invece esisteva il “metodo Espresso e Panorama” per vendere copie.
Erano i profondi anni ottanta e questi due settimanali, comunque ricchi di contenuti, ogni settimana sbattevano nudità mezze o totali in prima pagina per catturare l’attenzione del lettore. Chi segue da un pò di tempo il mio blog, sa che ho spesso sposato questa cul-turalmente elevata linea editoriale per aumentare le visite (dopo lo stratosferico esempio del caso di Edita Bente).
Tutto questo lungo preambolo per dire che ieri pomeriggio ho fatto il solito controllo delle chiavi di ricerca con la quale sono arrivati vari utenti su questa pagina. Risultati diversi rispetto al passato e tutti nella stessa direzione.
Ve li mostro nell’immagine qui sotto.
Tra le chiavi di ricerca particolari, che mi fanno sorgere dubbi su come lavorino i bot dei motori di ricerca, merita menzione “pomata di marmotta”
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