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Brevissime cinematografiche

In questo periodo sono andato con una certa frequenza al cinema. Ecco qualche breve impressione dei film visti.

Blue Jasmine: protagonista da oscar, film forse un po’ troppo manieristico per un Woody Allen che accantona per una volta la commedia.

Moliere in bicicletta: fantastico. Forse la sorpresa della stagione. Una brillate commedia francese che ruota attorno al Misantropo di Moliere.

American Hustler: ottima fotografia, bel cast, storia che funziona anche se non così originale come credevo (qualcuno ha detto “il genio della truffa”?) e con delle pause di troppo.

Prevenuto e premeditato

Mi sforzo di non essere mai prevenuto nella vita. In ogni campo. Poi però nessuno di noi è perfetto e coerente al 100%.
Per sabato prossimo ho infatti accettato un invito per andare a vedere un film che non mi ispira per niente. Questo dovrebbe deporre a mio favore: pur non ispirandomi gli concedo una chance. Peccato che già ora, avendo visto solo i trailer, mi verrebbe da fare la mia recensione.
Facciamo un gioco (vabbé lo faccio da solo ma fingo che vi sentiate partecipi): scrivo ora il mio commento e vediamo se dopo la visione ne cambiò il giudizio.
Intanto vi chiederete, giustamente, di che film si tratti. È l’ultimo di Virzì.
Passiamo quindi al commento senza visione:
Il classico genere di film italiano che non mi piace. Come La grande bellezza offre uno spaccato amaro della società italiana di oggi. Mentre però in quel film i toni erano quasi poetici, qui si strizza un po’ l’occhio al populismo, per suscitare nello spettatore commenti del tipo “va queste merde che hanno rovinato l’Italia”.

Vediamo se lunedì abiurerò quanto appena scritto.

Non solo multisala

Stasera sono andato al cinema, all’Anteo. Per chi non fosse di Milano, si tratta di uno dei pochi cinema indipendenti rimasti, che non mandino solo quei titoli da multisala. Incazzature a parte per posteggio e posteggiatore abusivo, apprezzo molto che qui ancora danno o scheda del film. Certo, nei cinema in cui danno solo Pieracciono e Zalone, pur con tutto il rispetto, non serve.

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I bimbiminkia vanno all’università

La settimana scorsa ero al cinema a vedere Rush. Nei soliti interminabili trailer, che i multisala ci propinano dopo l’ora d’inizio dichiarata, ho scoperto l’esistenza del nuovo film di Moccia: Universitari.
Come definirlo, dalle immagini del trailer? Una via di mezzo tra Tre metri sopra il cielo e L’appartamento spagnolo, con una spruzzata di Fabio Volo e luoghi comuni a manetta come “tra dieci anni torniamo qui a raccontaci che persone siamo diventati”. Vi prego uccidetemi…

Ottime traduzioni

Ieri sera ho rivisto Love Actually. Non avevo mai notato l’ottima traduzione nel sottotitolo che vi propongo:

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Rollerball e il livello di violenza “sostenibile”

Parlando con altri amici della mia generazione (diciamo quelli nati nella prima metà degli anni 70) mi sono reso conto che Rollerball è ricordato da tutti come uno dei massimi esempi di film violento. Quella violenza non fine a sé stessa ma incastonata in un contesto anche di una cerca serietà e complessità, tanto che io ricordo lo vidi anche con una proiezione scolastica alle medie.

Qualche anno fa poi è uscito un remake. A parte reputarlo abbastanza scarsino, mi ha fatto venire il dubbio che ormai, un po’ per l’età, un po’ per quello che siamo abituati a vedere, ormai ho una percezione della violenza un po’ diversa.

Ho così rivisto l’originale e pur apprezzando sempre la profondità della trama, che ha seri risvolti sociologici, la mera crudezza delle immagini risulta molto smorzata.

Brutto pensare che ci siamo “abituati” a certe cose.

Recensione bonsai: Ribelle – The Brave

Bello, niente da dire. Però nella trama la componente Disney è decisamente preponderante rispetto a quella Pixar. Promemoria per il futuro: assicurarsi del grado di coinvolgimento di John Lasseter nel progetto prima di andare a vedere un film Pixar.

Canzoni da auto: Bohemian Rhapsody

Ci sono canzoni che sembrano fatte per essere suonate, o cantate a squarciagola, in auto. Sia che tu sia un padre che porta a scuola i figli, sia che tu sia un rockettaro del saturday night live.