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Non si smette mai d’imparare
Oggi mi sono imbattuto in questo post di un altro blog, che parla dei messaggi ricevuti che facebook ci nasconde. In effetti ne avevo una cartella piena, tra cui una giornalista che mi chiedeva la mia esperienza su delle chat online.
L’email era di agosto quindi penso che il suo articolo sia belle che andato in stampa. Comunque vi rimando alla lettura del post originale.
All’ombra dei Big Three
Il golf italiano sta vivendo il suo periodo d’oro. Abbiamo tre giocatori di livello mondiale come mai è successo in passato: Francesco Molinari, Edoardo Molinari e il giovanissimo Matteo Manassero. Nel 2010 hanno fatto tutti faville. Tra Ryder Cup, vittorie individuali e World Cup. Con la bocca buona, questo 2011 è passato un po’ in sordina perchè è mancato forse l’acuto ma tutti e tre si sono confermati a ottimi livelli. Questo ha fatto passare un po’ in sordina l’ottima annata di un altro giovane italiano: Lorenzo Gagli. Uscito dalla gavetta del Challenge Tour, ha offerto una costanza di risultati nel circuito maggiore davvero impressionante. L’ombra dei Big Three forse gli ha tolto un po’ del risalto che avrebbe meritato o forse gli ha consentito di crescere senza grosse pressioni. Non abbiamo la controprova. Ieri comunque la stagione si è conclusa col Dubai World Championship, dove si sono sfidati i 54 migliori giocatori della classifica europea e lui era lì, assieme ai tre grandi. Grande anche lui. Grazie Lorenzo.
Chi mi aiuta?
Chi mi aiuta a ritrovare un po’ di spirito natalizio? Sarà che i miei da dieci giorni sono via e per me il Natale è soprattutto famiglia. Sarà lo stress da lavoro (benvenga che c’è, il lavoro non lo stress). Sarà quel che sarà ma quest’anno sto sentendo davvero poco il Natale. Non ho ancora fatto gli addobbi. Coi regali ero partito bene poi mi sono ingolfato. In generale mi sento un po’ apatico. Cure? Ricette?
Contro i falsi buonismi
Sabato era la giornata per le disabilità. Vi riporto due contributi un po’ fuori dal coro, da parte di uno (come il sottoscritto) che ha sempre odiato la commiserazione e il falso buonismo.
Antonella Ferrari e il mondo della disabilità: «Non dateci carezze come fossimo cagnolini» – Corriere della Sera.



