Archivi categoria: london2012
Olimpiadi – 1 agosto: l’erba del vicino è sempre più verde
Giornata dedicata al tennis, quindi Wimbledon. Tralascerò in questa sede di commentate la deludente giornata dei colori azzurri, salvati solo dal doppio misto Vinci Bracciali. Parlerei invece, con un po’ di snobbismo delle differenze tra il Championship e il Torneo Olimpico. In pratica di uguale ci sono gli impianti, intesi come spalti, le fragole con la panna e lo champagne bar (che comunque non frequento). Il resto è tutto in tono decisamente minore. Prima di tutto lo stato dei campi: poche settimane dal torneo del grande slam non hanno consentito all’erba di tornare in buono stato e dopo pochi giorni la situazione è peggiore di quella alla fine di Murray Federer. Poi gli addetti, che solo in parte sono i soliti. Ok, capisco i volontari ma una netta differenza si nota. L’ingresso sui campi minori è un’anarchia e anche sui maggiori qualche disservizio si nota. Poi i raccattapalle. Il militaresco e regale ordine a cui Wimbledon è abituato e una chimera. Disordine, caos palline, nessun sincronismo. Però una cosa positiva l’ho notata e spero sia solo un caso: non mi ero mai accorto che al Championship i raccattapalle fossero così “pallidi”. Forse perchè vengono dalle scuole tennis inglesi e qui da tutti i volontari ma la mescolanza etnica alle olimpiadi è nettamente maggiore. Insomma, tutto bello, tutto insolito ma a luglio ridatemi il vero wimbledon!
Qualcosa a cui non si puo’ rinunciare
Wimbledon per il torneo olimpico ha fatto molte importanti concessioni. L’orrido fucsia, i match al meglio dei tre set e le maglietta colorate. A qualcosa però non si può rinunciare. Ecco che allora a fianco delle cibarie ufficiali che so trovano in tutti i siti olimpici, rigidamente standardizzati, appaiono le fragole con panna e il Pimm’s
Olimpiadi – 31 luglio: il primo italiano
Quando acquisti biglietti al buio, come si è costretti a fare per le olimpiadi, non puoi avere certezze di vedere atleti della tua nazione. Certo, alcuni eventi danno più possibilità di altri, come la scherma o il tennis (nei primi giorni) ma capita che i calendari siano stilati quando i biglietti siano già in tasca. Ecco perché ieri sono stato contento di poter sfoggiare per la prima il tricolore per Frangilli, arciere fresco d’oro a squadre. Eliminato al primo turno… Onestamente è sembrato, all’occhio di questo profano, scarico. Tant’è va bene uguale. Nel pomeriggio parco olimpico. A vedere cosa? Il parco olimpico. Anche solo per girarlo, senza vedere eventi, serve un biglietto. Al tempo lo prendemmo come tappabuchi. Col senno di poi sono contento di averlo fatto perché tutti gli eventi che abbiamo sono in impianti sparsi per la città e avrei così rischiato di non metterci piede. Sulle strutture, a fine settimana, seguirà un post ad hoc.
Olimpiadi – 30 luglio: i primi eventi
Ieri le nostre olimpiadi sono entrate nel vivo con i primi eventi: la pallavolo a Earls Court e la boxe al Excel. Ci sono stati diversi comuni denominatori, il primo dei quali la totale assenza di atleti italiani nelle due sessioni a cui abbiamo assistito. Purtroppo quando compri i biglietti non conosci i calendari e qui puo’ andare così. Anche senza fare i tifosi la giornata è stata davvero esaltante. Prima di tutto perché siamo alle olimpiadi e già questo è la cosa importante, poi perché gli incontri, ancorché di fasi preliminari, hanno riservato più o meno tutti spunti interessanti. Restano le perplessità sui sistemi di voto nella boxe. Ad ogni olimpiade cambiano il sistema ma l’aleatorietà del giudizio rimane. Dal punto di vista fotografico mi ha dato molta più soddisfazione la pallavolo, nonostante in entrambe le discipline fossimo praticamente nelle ultime file degli impianti. …E domani si sventola la bandiera italiana!
Olimpiadi – 29 luglio: il viaggio
La giornata è stata dedicata al viaggio da Milano a Londra ma già per questo mi sono meritato una medaglia. Come ogni sportivo sfigato che si rispetti, ho avuto un infortunio della vigilia: venerdì una delle mie due caviglie di purè ha ceduto pesantemente. Non mi sono perso d’animo (figuriamoci, con quello che c’era in ballo…) e ho fatto di tutto per tornare in sesto in tempo. Ce l’ho quasi fatta perché sono tuttora claudicante ma in modo sopportabile. Arrivato in aeroporto con largo anticipo ho scoperto che il volo era rimandato dalle 16,30 alle 18,30. Poi alle 19,30. Infine alle 20.15. Si fa di necessità virtù e si attende. Londra ci accoglie con freddo (circa 14 gradi, 11 percepiti, recitava il mio sito di riferimento) e pioggia. Aspettiamo i bagagli, compriamo qualche pregiato alimentare, sono le 22 e non abbiamo ancora cenato, e prendiamo il treno da Luton a St. Pancras. In metropolitana finalmente si respira un po’ di spirito olimpico, con parecchi tifosi di diverse nazioni e io inizio a pensare di non aver fatto abbastanza il buffone poiché ho solo una maglietta Italia (e la bandiera) per il giorno del fioretto a squadre… Sgrattt
Una città che mette in coda tutti i suoi ospiti (o almeno ci prova) – Olimpiadi 2012 Corriere.it
In partenza per Londra, già ossessionato dalla paura di arrivare in ritardo agli eventi per via della ressa, vi riporto un articolo del corriere.it che parla della coda come forma di educazione civica, una cosa che purtroppo in Italia sarà sempre un’utopia.
Una città che mette in coda tutti i suoi ospiti (o almeno ci prova) – Olimpiadi 2012 Corriere.it.






