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Spigolature olimpiche: la Sharapova è un cesso (a confronto)

Ok, il titolo è volutamente una forzatura. Però lo pensavo avendole viste in tv e lo penso ancora di più dopo averle viste nella stessa giornata dal vivo: la Ivanovic mi piace fisicamente molto di più della Sharapova. Ho sempre preferito le more 🙂

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Olimpiadi – 3 agosto: titoli di coda

Ultimo giorni di eventi, il più blando per tanti motivi. Non poteva che essere così, dopo l’overdose di emozioni che le ragazze del fioretto a squadre hanno regalato. Paragone ancora più stridente perchè a distanza di dodici ore eravamo ancora lì, sugli spalti dell’excel per la scherma. Questa volta andavano di scena quarti e semifinali della sciabola maschile. Gare di sicuro più emozionanti e tirate rispetto a quella della betoniera azzurra, soprattutto per demerito dei nostri. A dire il vero di uno solo ma lasciamo stare. Quarti passati di un soffio grazie a un parzialone finale di Montano e semifinale persa con un certo margine. Un americano ci ha chiesto se volevamo i biglietti per la finale ma non eravamo interessati, senza neppure sapere il prezzo. Esco dall’Excel soddisfatto per questa esperienza olimpica, che potrebbe essere l’unica della vita.

Olimpiadi – 2 agosto: la betoniera azzurra

Che dire? Mesi fa scrissi che questo doveva essere il giorno della medaglia e così è stato. Senza se e senza ma. Senza tensione e con la ciliegina di irridere i francesi. Che volere di più? Per tutto il resto c’è VISA (unica carta di credito accettata nei siti olimpici, proud sponsor). Ma andiamo con ordine. La mattina nella stupenda cornice della horse guard parade, beach volley. Fortunati col tempo. Bello lo spettacolo. Alterni successi azzurri con gli uomini battuti da brasiliani numero 1 al mondo e le donne che hanno chiuso con la terza vittoria il girone eliminatorio. Fortunati a vedere entrambe le coppie italiane nella stessa sessione. A pranzo sono passato da Casa Italia, più che altro a vedere che è. Una grossa basista fatta per dar libero sfogo al nostro bisogno di poltrone e quadri intermedi. Però c’era l’auditorium, dove ho visto la semifinale del fioretto, con le nostre pronte ad asfaltare le francesi. Per la finale eravamo presenti di persona ed è stato un vero spettacolo, di una superiorità disarmate. Pubblico da stadio, a netta maggioranza Italia. L’altra nazione maggiormente rappresentata, oltre ai padroni di casa, era la Francia. Ops… Hanno perso anche la finalina di consolazione con la Corea… Che peccato 🙂

Olimpiadi – 1 agosto: l’erba del vicino è sempre più verde

Giornata dedicata al tennis, quindi Wimbledon. Tralascerò in questa sede di commentate la deludente giornata dei colori azzurri, salvati solo dal doppio misto Vinci Bracciali. Parlerei invece, con un po’ di snobbismo delle differenze tra il Championship e il Torneo Olimpico. In pratica di uguale ci sono gli impianti, intesi come spalti, le fragole con la panna e lo champagne bar (che comunque non frequento). Il resto è tutto in tono decisamente minore. Prima di tutto lo stato dei campi: poche settimane dal torneo del grande slam non hanno consentito all’erba di tornare in buono stato e dopo pochi giorni la situazione è peggiore di quella alla fine di Murray Federer. Poi gli addetti, che solo in parte sono i soliti. Ok, capisco i volontari ma una netta differenza si nota. L’ingresso sui campi minori è un’anarchia e anche sui maggiori qualche disservizio si nota. Poi i raccattapalle. Il militaresco e regale ordine a cui Wimbledon è abituato e una chimera. Disordine, caos palline, nessun sincronismo. Però una cosa positiva l’ho notata e spero sia solo un caso: non mi ero mai accorto che al Championship i raccattapalle fossero così “pallidi”. Forse perchè vengono dalle scuole tennis inglesi e qui da tutti i volontari ma la mescolanza etnica alle olimpiadi è nettamente maggiore. Insomma, tutto bello, tutto insolito ma a luglio ridatemi il vero wimbledon!

Olimpiadi – 31 luglio: il primo italiano

Quando acquisti biglietti al buio, come si è costretti a fare per le olimpiadi, non puoi avere certezze di vedere atleti della tua nazione. Certo, alcuni eventi danno più possibilità di altri, come la scherma o il tennis (nei primi giorni) ma capita che i calendari siano stilati quando i biglietti siano già in tasca. Ecco perché ieri sono stato contento di poter sfoggiare per la prima il tricolore per Frangilli, arciere fresco d’oro a squadre. Eliminato al primo turno… Onestamente è sembrato, all’occhio di questo profano, scarico. Tant’è va bene uguale. Nel pomeriggio parco olimpico. A vedere cosa? Il parco olimpico. Anche solo per girarlo, senza vedere eventi, serve un biglietto. Al tempo lo prendemmo come tappabuchi. Col senno di poi sono contento di averlo fatto perché tutti gli eventi che abbiamo sono in impianti sparsi per la città e avrei così rischiato di non metterci piede. Sulle strutture, a fine settimana, seguirà un post ad hoc.

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Spalle Larghe (di cui sono ghiotto)

Liquida propone oggi una cover (termine che mi sembra improprio, in realtà fanno playback) di Call Me Maybe fatta dalla nazionale statunitense di nuoto. Io lo vedo e penso che potrei potenzialmente innamorarmi di almeno due terzi della squadra femminile, soprattutto di quella con la maglietta rossa che canta in aereo.

 

Comunicazione di servizio

pervaso da spirito olimpico, ho operato un nuovo cambio al sottotitolo del mio blog. Ormai sono già con la mente a Londra, tra poco anche col corpo!

Last Minute Olimpici

E se le olimpiadi di Londra non fossero il tutto esaurito che si credeva?
A pochi giorni dalla partenza abbiamo fatto un po’ di conti. Abbiamo disdetto l’hotel che avevamo prenotate, scegliendone un’altro. Risparmiando 190 euro in due.
Biglietti ce ne sono ancora molti disponibili e oggi ho provato a vedere i voli su easyjet: per tornare se ne trovano ancora a 39 euro.
Sovrastime nell’afflusso del pubblico?

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