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Olimpiadi – 2 agosto: la betoniera azzurra

Che dire? Mesi fa scrissi che questo doveva essere il giorno della medaglia e così è stato. Senza se e senza ma. Senza tensione e con la ciliegina di irridere i francesi. Che volere di più? Per tutto il resto c’è VISA (unica carta di credito accettata nei siti olimpici, proud sponsor). Ma andiamo con ordine. La mattina nella stupenda cornice della horse guard parade, beach volley. Fortunati col tempo. Bello lo spettacolo. Alterni successi azzurri con gli uomini battuti da brasiliani numero 1 al mondo e le donne che hanno chiuso con la terza vittoria il girone eliminatorio. Fortunati a vedere entrambe le coppie italiane nella stessa sessione. A pranzo sono passato da Casa Italia, più che altro a vedere che è. Una grossa basista fatta per dar libero sfogo al nostro bisogno di poltrone e quadri intermedi. Però c’era l’auditorium, dove ho visto la semifinale del fioretto, con le nostre pronte ad asfaltare le francesi. Per la finale eravamo presenti di persona ed è stato un vero spettacolo, di una superiorità disarmate. Pubblico da stadio, a netta maggioranza Italia. L’altra nazione maggiormente rappresentata, oltre ai padroni di casa, era la Francia. Ops… Hanno perso anche la finalina di consolazione con la Corea… Che peccato 🙂

La maledizione della Kinder

Come capire quale atleta non combinerà nulla alle prossime olimpiadi? Semplice: guardate chi è sponsorizzato dalla Kinder! Lasciamo stare gli atleti che hanno firmato a fine carriera o oltre, come Fiona May, la Idem o la Sensini. I portabandiera della maledizione della Kinder sono due: Andrew Howe e Alex Schwazer.
Il primo da quando si ammazza di Kinder bueno ha più infortuni di Pato, il secondo ha anche meditato il ritiro.
Caso a parte Valentina Vezzali, che ha ancora possibilità di medaglia, però ha avuto un brutto infortunio… Qualcuno ha parlato di Kinder cereali? 🙂
Purtroppo anche Matteo Manassero ha firmato per la Kinder…speriamo bene 🙂
Per una carrellata completa vi consiglio il sito Kinder Sport

Fin qui si scherza, però per fortuna che ci sono brand come la Kinder, che puntano su atleti che non siano i soliti calciatori!

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