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A4 Mi-To

autostrade10

C’era una volta Italia 90. Allora iniziarono i lavori per la terza corsia della Milano-Torino. Da allora i cantieri su quella autostrada, a mia memoria, non sono mai finiti. Alta velocità, quarta corsia, varianti per Expo, villaggio dei Puffi. Chi più ne ha più ne metta. Fatto sta che odio percorrere quel segmento di A4 perché è un susseguirsi di respingimenti, cambi corsia, carreggiate a larghezza ridotta. E dire che invece il tratto Milano-Venezia è molto meno tribolato.

L’ho fatto la settimana scorsa per andare a Ivrea e guardavo con invidia chi sfrecciava in treno.

London Low Cost: Easy Hotel

Arancione come la Easyjet, accomunata alla compagnia aerea dalla filosofia low cost e dal l’offerta modulare di servizi, Easyhotel è una catena di hotel attiva anche a Londra. In questo ultimo passaggio, volendo risparmiare e dovendo restare una sola notte, l’ho provata assieme a mia cugggina.

La posizione è buona (tra South Kensington e Earls Court) e la struttura, come molte altre cheap a Londra è ricavata da una di quelle vecchie case strette e alte. Le stanze però, a differenza della concorrenza, sono addirittura più piccole, somigliando più ad una cabina di traghetto o alla cuccetta di un treno. Nella foto sono seduto sulla porta del bagno (meno di due metri quadri): unico posto per sedersi tranne il letto, appoggiato alla parete per tre lati e mezzo. Niente armadio ma solo due appendini. Climatizzazione centralizzata senza termostato interno. Avendo freddo abbiamo chiesto che fare e ci hanno dato uno scalcagnato calorifero elettrico (che occupava tutto il nostro “corridoio”. Avessimo avuto due valigie, non ci sarebbero state. Per fortuna viaggiavamo solo con gli zaini. Comunque era pulito e per una notte, ma non di più, può anche andare

 

The Corrs are back 

Il motivo del mio weekend londinese era il concerto del tour di reunion delle Corrs, anche se io preferisco dire “dei” Corrs, dato che trattasi di tre sorelle ma anche di un fratello. Detto questo avevo proprio voglia di andare (era un gruppo di chi facevo feticcio negli anni 90 ma non l’avevo mai visto dal vivo) ma artisticamente non mi aspettavo tantissimo. Mi sbagliavo. Loro sono veramente cariche di energia e lo spettacolo è vibrante e divertente, godibile anche nei brani solo strumentali e spiccatamente legati alla tradizione irlandese. Sono veramente molto contento di esserci andato.

Vi lascio ad un video fatto l’altra sera (non da me) di una delle loro canzoni che preferisco. Data la policy di youtube, non so quanto a lungo il link rimarrà attivo.

 

La barba, Maria Stella e suo papà

In volo, per la prima volta, ho preacquistato i biglietti per il Gatwick Express. Parlo con le due hostess, mi convinco e pago con la carta di credito. Mi chiedono un documento e, avendo lasciato la carta d’identità nello zaino, do la patente. Ho una patente vecchio stile e le hostess faticano a trovare il numero. Faccio la battuta “eh devo farmela cambiare con quella nuova”. Qui la bella Maria Stella, età approssimativa 25-28, fa la sua uscita infelice “eh sì anche mio padre ce l’ha così”. La primissima reazione sarebbe un bel vaffa. Subito dopo penso a buttarla sul ridere ma non ho la prontezza per farle notare che non ho l’età di suo padre. Resto quindi lì, aspettando mi restituisca il documento, sentendomi vecchio dentro e domandandomi se forse no debba rivedere la mia posizione a proposito della barba.

 

Nessuno vomita più (in volo)

La diffusione delle compagnie aeree low cost ha ampliato di molto la platea delle persone che, con frequenze diverse, volano. Questo sta portando diverse esternalità positive. La prima, fantastica, è che l’italiano medio ha smesso di applaudire all’atterraggio. Un’altra, non meno importante, è che c’è molta meno gente che dice di soffrire di mal d’aria. Non ricordo neppure l’ultima volta che mi è capitato di vedere qualcuno stare male in volo. Questo ha portato alla sostanziale sparizione dei sacchetti per il vomito dalle tasche dei sedili. Oggi l’ho trovato ma era da un bel po’ che non ne vedevo.  

 

Toccata e fuga londinese

Oggi parto per Londra. Anzi, quando questo post verrà pubblicato sarò già in aeroporto. Non sono mai partito così leggero come oggi, anche perché non ho mai fatto una trasferta di una sola notte. Del resto questo viaggetto nasce come toccata e fuga per il concerto dei/delle Corrs di stasera. Ho un misero zainetto con il cambio per la notte è una maglietta per domani. Niente reflex, niente iPad. Non mi pare neppure di andare all’estero con un bagaglio così leggero.

Vabbè, ora che sono tornato basta andare in giro…

Giusto, devo aspettare fino al 23 per il prossimo viaggio all’estero… questa volta per un concerto. Questo.

 

Il lato A. Il lato B

Quando sono partito per Parigi, avevo in mente di proseguire con la conoscenza del lato B della città. Quello un po’ più fuori dai classici percorsi turistici. In parte ce l’ho fatta, in parte però ho svoltato verso  mete più classiche, anche se di una certa levatura culturale. Come dimostrano i miei precedenti post dedicati alla “fruizione musicale”, sono andato a vedere molte esposizioni. Sono partito il primo giorno alla nuova Filarmonica (tra l’altro un palazzo stupenda) con “Chagall e la musica”, dove ho scoperto tutta una sua attività di costumista di teatro e balletto che ignoravo. Il giorno dopo mi sono tolto lo sfizio di visitare il D’Orsay da cima a fondo, compreso un mezzo allarme per uno zaino lasciato incustodito, e il Museo Rodin, che non ero riuscito a vedere l’ultima volta colpa il giorno di chiusura. Ho proseguito poi con la Cattedrale di St. Denis, dove sono sepolti molti reale di Francia ma ho visitato anche il limitrofo quartiere/paese, tristemente assurto agli onori della cronaca (nera). In effetti è una zona dove sono evidenti diverse problematiche. Ho poi visitato l’istituto europeo di fotografia (diciamolo, la forma d’arte che capisco un po’ meglio che apprezzo sicuramente di più). Il sabato sono salito su Notre Dame, ho fatto il brunch in un locale molto trendy, a quanto mi dicono, (La recyclerie), ho visitato un quartiere africano di cui ignoro il nome (si veda la foto sotto) e infine ho concluso con un’ultima mostra fotografica. Insomma… Sono stati giorni intensi, divertenti, in ottima compagnia è decisamente stimolanti.

Registrazione di un servizio tv davanti ad una sarto. “trendy” in un quartiere prettamente di immigrati africani