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Il gatto di Schrodinger e le partite in differita

Di recente mi sta capitando di guardare alcune partite in leggera differita, senza sapere prima il risultato finale. E’ capitato con la finale di Coppa Italia di Basket, vinta domenica dall’Olimpia Milano. E’ successo ieri sera con Cremonese – Alessandria, per la quale vi ho raccontato anche della mia scommessa cautelativa.

Rientro da un impegno e, quando il match è realmente ormai finito, inizio a guardarlo. Ad un certo punto (nonostante lo studio statistico dica che la sua presenza allo stadio non coincida con performance entusiasmanti della mia squadra del cuore) invito Mrs Puck a vedere la partita con me. “lo fai solo perché è già finita”. “No, replico io, è come il gatto di Schrodinger, fino a che non finisco di vederla, potremmo averla vinta, pareggiata o persa”.

Alcune precisazioni: 1) Ok, il suddetto felino forse non è stato citato con perfetta cognizione di causa 2) Ok, la vita di Mrs Puck non è semplicissima se alle 11 di sera si sente rispondere così, quando di mezzo c’è solo sedersi o meno sul divano 3) Ok, ci scherzo su ma io non credo a fortuna/sfortuna e rituali che la influenzino.

Il concetto di fondo è che se non so il risultato, per me la partita è in diretta. Quindi tutto quello che è successo, in realtà deve ancora succedere, quindi magari succederà o non succederà.

Questo per dire che abbiamo piegato le orecchie ai Grigi 1-0. Forza Cremo.

La scommessa cautelativa

Stasera la mia amata Cremonese (che, da qualche settimana, inanella una prestazione inguardabile via l’altra, vanificando quanto di buono fatto nel girone d’andata) affronta in casa la capolista Alessandria.

Un mese fa sarei stato carichissimo. Oggi diciamo che sono moderatamente preoccupato. Farò quindi come fa spesso il mio amico YdR (o almeno mi pare fosse lui…): farò una scommessa per cautelarmi i sentimenti: scommetterò sul X2 dell’Alessandria.

Se la Cremo vince, sarò contento e non me ne frega nulla se ho perso la scommessa. Se l’Alessandria vince, mi arrabbierò ma almeno qualche euro (pochi a dire il vero) lo porto a casa.

E’ una sorta di prodotto finanziario derivato, applicato al sentimento calcistico

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