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Flower burger

 Non di sola carne vive l’uomo, ma conta molto anche la patata. In questo modo mi hanno convinto a provare l’hamburgeria vegana Flower Burger, che vede tra i fondatori Viola, una delle mie preferite tra le ex partecipanti di Masterchef. Premetto che lei non c’era,quindi la serata è partita male. Il locale, piccolo e in zona Porta Venezia, è strutturato come un fast food con una ventina di posti a sedere. Siamo arrivati verso le 21 e il posto era gremito, con diverse persone in piedi ad attendere. “cavolo, che successo!” ho subito pensato. In effetti il locale è frequentato ma bisogna dire che il servizio non è prorio fast e questo spiega anche perchè risulti comunque parecchio affollato. Ci sono sei panini tra cui scegliere, con tre tipi di non-ham burger burger diversi: ceci, seitan e tofu. Ho optato per quello di ceci con salsa piccante e tartare di cipolle di tropea. Patatine di ordinanza (fatte a spicchi e speziate) e birra Menabrea. Siamo riusciti a guadagnare un tavolo appena prima che i nostri panini fossero pronti. Il giudizio gastronomico è positivo, anche se trovo strano doverli per forza chiamare “burger” anche se capisco i motivi di marketing.

 

Proviamo Mama Burger

Con (almeno) tre anni di ritardo su quando era una novità trendy, in questi giorni sono stato a pranzo da Mama Burger. Ho provato diversi gourmet burger in questi mesi e devo dire che questo è un buon anello di congiunzione tra loro e i fast food. A pranzo il menù, comprensivo anche di caffè, è 10 euro. Gli hamburger sono belli alti e unti come piace a me, forse perchè ho provato il baconcheeseechipiùnehapiùnemetta burger.  Il locale, ho provato quello dietro corso Vittorio Emanuele II, non è il massimo della vita ma è passabile. In definitiva sono rimasto discretamente soddisfatto e di sicuro ci capiterò ancora.

Consumer Satisfaction

Alcuni dati di fatto su California Bakery
– Si mangia bene
– Si paga tanto
– Il posto è altamente modarolo (cosa che di base non è un plus per me)
– Si fa del gnocca-watching di gran qualità (questo sì che è un plus!) 🙂

Detto questo, oggi ero in vena di trattarmi bene e sono andato nel California Bakery di Corso Garibaldi, in pausa pranzo. Mi sono preso un hamburger, come sempre buono e gigantesco. Ho bevuto l’acqua “sfusa” che lasciano sul tavolo e poi mi sono preso un milkshake al cioccolato.
Conto complessivo: 21 euro… tantino. Stavo pagando con la faccia dell’agnello sacrificale (che però sapeva di essersela andata a cercare) quando la tipa alla cassa mi dice “vuoi un sacchetto? ti diamo un regalo”. Risultato: fetta di cheesecake in omaggio, circa mezza porzione, e merendina assicurata. Resta costoso ma almeno così si rientra un po’ più dei costi.

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