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Camminare sulle acque
In genere delle frasi del Milanese Imbruttito faccio una condivisione sulla mia bacheca di Facebook. Oggi però gli ho voluto dare “dignità” di post del blog perché è un argomento del quale volevo parlare da qualche giorno.

Quando lessi per la prima volta dell’installazione sul lago d’Iseo, ne fui colpito. “Devo assolutamente andarci” pensai. Ora ho rivisto totalmente la mia posizione. Vedendo e leggendo in rete si rendo conto di come sia diventato un grande carrozzone modarolo, dove sta andando chiunque giusto per andarci. Il tutto poi in un contesto per nulla pronto ad accogliere la fiumana che sta arrivando. Addirittura domenica sulla A4 i cartelloni luminosi informavano sul l’uscita consigliata.
No. Se non lo prorogano di almeno un mese, dubito fortemente di andarci
Nuove frontiere dell’Imbruttita al Supermercato
Quando pensi di averle viste tutte. Quando pensi che la famiglia con tre cestelli per evitare la cassa “normale” sia il peggio della perversione. Ecco che…
Oggi ho visto una signora, decisamente Imbruttita e malfidente, utilizzare la bilancia del reparto frutta e verdura per verificare che quello degli affettati non l’abbia fregata.
Tu hai dei seri problemi. (Anche io che noto certe cose ma probabilmente tu di più)
Il rosso e il nero (di Spontini)
Che piaccia o no, Spontini è un’istituzione della pizza al trancio milanese. Personalmente non condivido l’idolatria di molti ma ogni tanto ci vado. Insomma: una buona pizza e poco più. Per chi, non milanese, non lo conoscesse, è appunto una catena di pizza al trancio caratterizzato dalla standardizzazione dell’offerta. Solo Margherita, normale o abbondante. Questo quello che normalmente si poteva trovare dietro la classica insegna rossa con logo bianco. Da qualche tempo qualcosa è cambiato. C’è un altro Spontini (questa volta con insegna nera) che però, a giudicare dal sito ufficiale, fa sempre parte della catena. Una serie di punti vendita in centro con un po’ di differenze rispetto al modello classico: locali più piccoli, solo posti in piedi con bancone, location di pregio e tre tipi di pizze. Un modo per cercare di raccogliere il maggior flusso di turisti che affolla il centro.
La Milano che non c’è più
Quando si parla della “Milano che non c’è più, in genere si parla di quella dell’800, coi Navigli scoperti e senza grattacieli. Gli anni però passano e la città cambia, così anche cose più recenti “non ci sono più”. Ieri Il Milanese Imbruttito ha pubblicato la foto che vi allego qui sotto. Si tratta di una vecchia pubblicità di Burghy degli anni 80. Non solo la storica catena di fast food è defunta da anni ma anche la cartina in sé è interessante, dalla linea 3 che ancora non c’era, alla linea 1 che si fermava a Lampugnano. Un bello spaccato storico, a modo suo.
Groupon regala sempre grandi emozioni…
Ricevo tutti i giorni le newsletter di groupon. In genere guardo i ristoranti, anche se essendo single in questo periodo non è che mi interessino molto. Qualche volta guardo i prodotti. Per esempio ne ho acquistato uno che testerò e di cui vi parlerò a breve, mentre di recente vi ho fatto un post su un prodotto interessante della sezione “hot”.
A cavallo tra i prodotti piccanti e i ristoranti troviamo questa strana offerta. Il buono per una cena sushi, servita sul corpo nudo di una bella (si spera) ragazza. Ne avevo già sentito parlare ma non pensavo fosse sbarcato a Milano. Sinceramente per quanto possa trovare intrigante la pruriginosità della cosa, non penso mi interesserebbe mai seriamente.
Sorgente: SIXTH SENSE Milano Deal del Giorno | Groupon Milano
Ps: il titolo alternativo di questo post, molto più goliardico o da osteria, sarebbe stato “c’è del pelo nel mio sushi” 🙂
Espressioni imbruttite
Oggi in tram avevo a fianco una chiassosa e boriosa ragazza pseudo alternativa. Parlava con un amico/collega sedicente fotografo (come lei) e ha snocciolato una serie di espressioni che più che da Milanese Imbruttito erano da persona che vuole atteggiarsi frequentate certi ambienti. Il più odioso neologismo usato era “accaventiquattro”, seguito a ruota da “upgradare” (pronuncia apgreidare) applicato all’aspetto fisico di una persona.
Milano mi piace ma se vivessi altrove probabilmente riuscirei a fare a meno di certi siparietti. Domandone: ma vorrei farne a meno?
Tutti pazzi per il Vietnam (o la Cambogia, che è uguale)
Oggi mi sono fatto del male (morale ed economico) e sono andato a pranzo da California Bakery in via Larga. Tralascio le solite considerazioni sul costo in termini assoluti: andando lì sapevo quanto avrei speso e cosa avrei mangiato. Mi soffermerei sul people watching, valore aggiunto che bramavo ma che è andato al di là delle più rosee aspettative. A parte il fatto che sono stato posizionato nella zona cucina-cessi, a fianco a me avevo una tavolata di milanesi-trendy-imbruttiti-figlidipapà-giovaniprofessionisti. Svettava sul gruppo il maschio alfa, palestrato, fascino canaglia e parlantina sciolta. Parte con un aneddoto su un incontro con un locale sulla spiaggia in un recente viaggio in Vietnam/Cambogia (i due paesi sono stati egualmente citati nel corso del racconto). Toccanti storie di universi lontani che si incontrano e comunicano a gesti, conclusi col locale che svanisce nell’orizzonte remando sulla sua zattera. Bla bla bla. Segue monologo sulla casa che sta per prendere e che è esattamente dove la vuole da oltre dieci anni. Ulteriore monologo sull’auto che sta per prendere: una bmw ma, attenzione, o la serie sei nuova o la serie cinque ma solo quella del ’98. Chiacchiericcio vario sparlando degli assenti e si conclude con la discussione su dove uscire a cena stasera. Un maschio beta propone un paio di posti ma lui, da vero M.I. lo incalza “ma non hai qualche posto nuovo? io voglio posti nuovi!” e a questo punto la chicca… il ristorante vietnamita. Il maschio alfa è visibilmente eccitato “ma c’è un altro ristorante vietnamita a Milano?” (oltre a quello che ovviamente alfa conosce già) “…e ci sei andato a mangiare senza di me???”
Eh anche oggi California Bakery valeva il prezzo del biglietto.
La leggenda metropolitana del freddo secco
Da milanese e amante della montagna ho sempre sentito la classica frase “eh… lì la temperatura è più bassa ma lo senti meno perché il freddo è più secco”. Non so se capita anche dalle vostre parti ma il milanese in trasferta lo dice spesso, comparando il freddo “umido” di Milano. L’ho sempre reputata una mezza cavolata (al pari di “a Milano c’è sempre il pesce più fresco”). Poi ieri sera, tornando da Londra, mettendo il piede sulla scaletta dell’aereo a Malpensa, sono stato assalito da un’umidità bastardaporca. Stamattina idem. Eppure Londra non è certo famosa per il suo clima secco. Vuoi dire che un fondo di verità nella storia del freddo umido di Milano ci sia?

