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+Beli -Balo

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Premettiamo che non voglio salire al volo sul carro del vincitore. Belinelli non mi stava simpatico quando giocava in Italia, vuoi per il suo modo schivo che lo fa sembrare un po’ supponente, vuoi perché ha sempre giocato in squadre per le quali non nutrivo una gran simpatia, vuoi perché un avversario forte ti fa sempre un po’ acidità. Quando è andato in NBA ero un po’ stupito (mai quanto per Datome) e ho iniziato a tifarlo come faccio per tutti gli italiani in NBA (ecco… Magari Datome un filo meno…). Da quest’anno col suo arrivo agli Spurs mi sono incuriosito maggiormente. San Antonio ha giocatori che adoro, Duncan e Allen su tutti, e altri per i quali non posso dire lo stesso (Parker? Qualcuno ha detto Parker?).
Con grande umiltà Belinelli si è ritagliato sempre più spazio. È stato nel posto giusto al momento giusto e se uno come Popovic ti dà fiducia, qualche merito sicuro che ce l’hai. Fatto sta che vedere il tricolore sul podio della premiazione NBA fa un certo effetto, sicuramente di orgoglio nazionale, sentimento che Belinelli non ha mai nascosto.

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Ci sono sportivi che sanno pensare

“I limiti, come le paure, spesso sono soltanto un’illusione.”
Micheal Jeffrey Jordan – 2009 dal discorso d’introduzione alla Hall of Fame

Svolte epocali, per fini commerciali

In Nba provano a fare una svolta epocale: addio canotte, benvenute magliette a maniche corte. Viste così mi fanno davvero pena. Triste notare come l’unica motivazione plausibile sia di rilanciare il mercato del merchandising…

La bellezza del turismo sportivo

Io faccio turismo sportivo. Non nel senso che lo faccio per sport ma che viaggio per vedere eventi sportivi o luoghi particolarmente importanti. A volte è una interessante appendice in un itinerario più ampio. A volte è la scintilla che fa partire il viaggio e poi a ruota si vede anche il resto della città o della regione. Forse i più snob e integralisti della vacanza culturale storceranno il naso ma chi se ne frega, non sanno che si perdono.
Iniziai nel corso del mio primo viaggio oltreoceano, nell’ormai lontano 1996. Nel corso del coast to coast del Canada, non mancammo di inserire nel nostro itinerario: il palazzetto dei Montreal Canadiens, la statua di Gretzky fuori dal palazzetto di Edmonton, i parchi olimpici di Calgary e Montreal (le olimpiadi di Vancouver erano ancora in là a venire). Negli anni ho proseguito infilando partite di vari sport quando andavo negli states: baseball, hockey, basket. Più di recente, oltre ad una visita al Camp Nou, mi è capitato di andare diverse volte a Londra per degli eventi. Le “trasferte” inglesi di nfl e nba ma soprattutto Wimbledon. Poche volte mi sono emozionato, davvero come un bambino, come nel momento in cui ha varcato i cancelli del circolo.
Obiettivi futuri? Ho già in tasca dei biglietti per le olimpiadi e prima o poi vorrei vedere un’edizione dei British Open a St. Andrews.

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