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Ho perso la fede

Ho perso la fede. E’ successo per poco e Mrs Puck mi ha aiutato a ritrovarla. Però l’avevo persa. E’ successo in mare. Sì perchè in tutte le sessioni di nuoto o di snorkeling avevo sempre messo il nastro adesivo per tenerla salda (la fede al dito). Quella volta però, l’ultimo bagno prima di ripartire da Aitutaki, forte ormai di una certa sicurezza, non lo faccio. Tutto va bene. Mrs Puck dopo mezz’oretta esce, io mi attardo ancora un attimo. A un certo punto ho una strana sensazione: sento sfilarsi la fede. Per fortuna, ho la prontezza di riflessi di puntare i piedi per terra per rimanere in zona. Dopo di che la chiamo subito per aiutarmi nella ricerca. Questo singolare snorkeling va a buon fine e l’anello è ben visibile su un ciuffo di spugna. Fossa caduto tra i coralli, sarebbe stato perso per sempre. Come anche è stato un colpo gobbo riuscire comunque a vederlo. Recuperato. Tutto è bene quel che finisce bene.

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La prima cosa che guardo in una donna

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Quando sei adolescente la risposta alla domanda “qual’è la prima cosa che guardi in una donna?” è semplice e binaria: o si dice il seno o il culo. Col passare degli anni le risposte diventano più sfaccettate, un po’ per convenienza (tutti guardiamo sempre le tette e il culo ma magari non lo diciamo sempre), un po’ perché effettivamente altri aspetti anche solo fisici diventano importanti. Gli occhi, le gambe, i capelli. Tutte risposte plausibili. Poi arrivi ad un’età, che è la mia, dove la risposta non è più estetica ma fondamentalmente legata all’esigenza di segmentare subito il mercato. Io ormai come prima cosa in una donna guardo l’anulare della mano sinistra. Che poi comunque non libera il campo da dubbi, ma è già un buon punto di partenza.

+Beli -Balo

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Premettiamo che non voglio salire al volo sul carro del vincitore. Belinelli non mi stava simpatico quando giocava in Italia, vuoi per il suo modo schivo che lo fa sembrare un po’ supponente, vuoi perché ha sempre giocato in squadre per le quali non nutrivo una gran simpatia, vuoi perché un avversario forte ti fa sempre un po’ acidità. Quando è andato in NBA ero un po’ stupito (mai quanto per Datome) e ho iniziato a tifarlo come faccio per tutti gli italiani in NBA (ecco… Magari Datome un filo meno…). Da quest’anno col suo arrivo agli Spurs mi sono incuriosito maggiormente. San Antonio ha giocatori che adoro, Duncan e Allen su tutti, e altri per i quali non posso dire lo stesso (Parker? Qualcuno ha detto Parker?).
Con grande umiltà Belinelli si è ritagliato sempre più spazio. È stato nel posto giusto al momento giusto e se uno come Popovic ti dà fiducia, qualche merito sicuro che ce l’hai. Fatto sta che vedere il tricolore sul podio della premiazione NBA fa un certo effetto, sicuramente di orgoglio nazionale, sentimento che Belinelli non ha mai nascosto.

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