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Ho perso la fede

Ho perso la fede. E’ successo per poco e Mrs Puck mi ha aiutato a ritrovarla. Però l’avevo persa. E’ successo in mare. Sì perchè in tutte le sessioni di nuoto o di snorkeling avevo sempre messo il nastro adesivo per tenerla salda (la fede al dito). Quella volta però, l’ultimo bagno prima di ripartire da Aitutaki, forte ormai di una certa sicurezza, non lo faccio. Tutto va bene. Mrs Puck dopo mezz’oretta esce, io mi attardo ancora un attimo. A un certo punto ho una strana sensazione: sento sfilarsi la fede. Per fortuna, ho la prontezza di riflessi di puntare i piedi per terra per rimanere in zona. Dopo di che la chiamo subito per aiutarmi nella ricerca. Questo singolare snorkeling va a buon fine e l’anello è ben visibile su un ciuffo di spugna. Fossa caduto tra i coralli, sarebbe stato perso per sempre. Come anche è stato un colpo gobbo riuscire comunque a vederlo. Recuperato. Tutto è bene quel che finisce bene.

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La prima cosa che guardo in una donna

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Quando sei adolescente la risposta alla domanda “qual’è la prima cosa che guardi in una donna?” è semplice e binaria: o si dice il seno o il culo. Col passare degli anni le risposte diventano più sfaccettate, un po’ per convenienza (tutti guardiamo sempre le tette e il culo ma magari non lo diciamo sempre), un po’ perché effettivamente altri aspetti anche solo fisici diventano importanti. Gli occhi, le gambe, i capelli. Tutte risposte plausibili. Poi arrivi ad un’età, che è la mia, dove la risposta non è più estetica ma fondamentalmente legata all’esigenza di segmentare subito il mercato. Io ormai come prima cosa in una donna guardo l’anulare della mano sinistra. Che poi comunque non libera il campo da dubbi, ma è già un buon punto di partenza.

Questo è il giorno

Per il mio modo di essere cattolico, questo è il giorno più bello e importante dell’anno. Ok il Natale, ok la Pasqua, però oggi è particolare. Forse direte che semplifico un po’ troppo il discorso, però provate a seguire il filo. Se come me credete, sapete che Gesù è Dio. Tralasciamo l’uno e il trino, qui non ci interessa. A Natale Dio si fa uomo. Bello. Ok però chi di noi ha ricordi, belli o brutti, di quando nasce? Nessuno. A Pasqua risorge. Ok sei Dio, rientra nelle cose che ci si aspetta da te. Il venerdì santo Gesù invece accetta di morire come uomo. Con tutta la sofferenza che questo comporta. Una cosa totalmente evitabile per lui.

Per questo è un giorno importante.

Tuo

Oggi a Messa, durante il Padre Nostro, facevo una riflessione che mi capita spesso, ispirata da quello che una volta mi disse il mio vecchio parroco e padre spirituale. Uno dei passaggi fondamentali di quella preghiera è il sottolineare il termine “tuo”. Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà. Credo che spesso venga travisato, dai non credenti ma anche dai cattolici. Non la vedo come una supina sottomissione a quello che ci succede in modo fatalistico ma più un accettare gli eventi della vita e non lagnarsi e basta al grido di “capitano tutte a me”. I fatti della vita vanno accettati e affrontati, con fede (se la pensate come me, ma anche in generale).

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