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Talento e Pazienza: nel Texas hold’em ci vogliono entrambi. Li ho?

Talento e pazienza. Leggevo un interessante articolo su Luca Pagano e sul fatto che nel Texas Hold’em ci voglia talento e pazienza, anche se molti credano che serve solo fortuna. La pazienza poi dev’essere, aggiungo io, di breve e di lungo periodo. Di breve periodo ti consente di non dare di cranio durante un torneo, di lungo periodo ti consente di andare avanti anche se i risultati non arrivano. Riassumendo: talento, pazienza a breve, pazienza a lungo.  Sarà un periodo un po’ così ma inizio a dubitare di tutti e tre. Talento ne ho sempre avuto poco ma quantomeno ho avuto dei buoni insegnanti e io credo di essere un buon studente. Ho avuto la fortuna d’imparare prima che l’online diventasse moda e quindi anche i tornei live erano ben frequentati e abbordabili. Non ho mai vinto niente ma penso di “saper giocare”.  La legge liberticida italiana, che ha bloccato i club seri ma fatto il solletico alle bische, ha tragicamente bloccato la mia attività live e ora mi rendo conto che due anni fa giocavo molto meglio. Di talento forse ne ho sempre avuto poco ma se non altro ero ben allenato. La pazienza… quella breve so capire i momenti in cui la ho, se sento di non averla ho ancora la lucidità di non giocare. Quella a lungo… bè se avessi velleità di diventare “un grande” l’avrei già persa. Però per me il poker è un divertimento e come tale lo prendo, buttandoci dentro quei pochi euro al mese (fidatevi, sono davvero pochi, ci sono mesi che gioco solo i freeroll). In tutto ciò, in questo strambo agosto solitario, sto giocando un po’ e devo dire che la fortuna non è che mi sorrida. Forse, come tutti i giocatori, ricordo solo le mani perse partendo sopra e non quelle vinte partendo sotto 🙂

Ipotesi di complotto (Pokeristico)

I giocatori di poker online secondo me sono tutti dei grandi patiti di ufologia e hanno tutte delle loro ipotesi su cosa c’è veramente dietro all’11 settembre. Forse non tutti ma una buona percentuale sì. Come faccio a dirlo? Semplice: sono tutti potenzialmente dei complottisti, cioè persone che riescono a vedere sempre oscure trame e segreti manovratori dietro alle cose della vita. Vi sfido a mettere insieme cinque pokeristi dell’online e non trovarne almeno uno che abbia le sue teorie su come “i server” manipolano le partite. Anzi, vi sfido a trovarne uno che non ne abbia. Alcuni esempi di teorie complottiste dietro al poker online?
– quando si va all in chi è avanti perde sempre (quindi c’è gente che se ha 1000 fiches ne gioca 999)
– quando si va all in chi è avanti perde sempre (i pokeristi non sono neppure d’accordo tra loro sulle ipotesi e questa è la prima prova che sono false)
– se hai una coppia, uno dopo di te ne ha una più grande
– il chip leader vince sempre
– con AA non si vince mai
Mi sono limitato a citarne alcune ma si potrebbe andare avanti a lungo trovandone altre sempre più bizzarre. Personalmente sono per la buona fede del server, per il semplice fatto che fanno così tanti soldi già così che non hanno bisogno di manipolare le partite. Ammetto che forse le mani alte si presentano con una maggior frequenza rispetto a quando si gioca live ma sono altresì convinto che probabilmente è una illusione che ci viene data dal fatto che online si giocano molte più mani.
Queste mie vecchie, ma sempre valide elucubrazioni, mi sono tornate in mente leggendo QUESTO ARTICOLO che fondamentalmente è d’accordo con me.