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Ambri Piotta Salvo! E noi cantiamo La Montanara

Come tifoso, sono nato per soffrire. La squadra più blasonata per la quale tifo, H.C. Milano, è comunque passata tra grosse tribolazioni e due fallimenti, riuscendo solo qualche giorno fa a tornare in serie A1 (seguirà un articolo, ancorché non meriti di parlarne perché sono stato un tifoso molto assente).
Nel calcio tifo Cremonese… e qui basta la parola per spiegare i miei tormenti.
L’Olimpia quest’anno non va male ma è sempre una sofferenza.

Come se non bastasse, quest’anno il mio amico Roberto mi ha fatto avvicinare all’hockey svizzero e non potevo che diventare tifoso della squadra più scarsa del campionato: l’Ambri Piotta.
Dopo una serie innumerevoli di sconfitte, di cui otto di fila nei playout, ieri sera si sono salvati vincendo la serie contro la prima classificata della LNB: il Langenthal. Mi sarebbe piaciuto esserci ma ero bloccato in ufficio per una riunione, ancorché avessi già acquistato i biglietti.

Sono però stato costantemente aggiornato e ho gioito per la vittoria e per il gol del mio idolo: Inti Pestoni!

Per festeggiare vi posto un video di qualcuno che era presente. E’ il fischio finale, dopo il quale è partito il coro La Montanara, intonato sempre alla Valascia quando l’Ambri vince. Ca va sans dire che l’ho scoperto solo di recente perchè tutte le precedenti partite che avevo visto si erano concluse con una sconfitta…

 

Sei sempre più a Sud di qualcun altro (se non abiti in Islanda)

L’altra sera tornavo dall’ennesima trasferta in Canton Ticino e in auto ascoltavamo la radio1 svizzera (non ricordo il nome preciso, mi perdoneranno i ticinesi). C’era una trasmissione col microfono aperto al pubblico, a proposito della proposta provocazione di annettere la Lombardia alla Svizzera, come nuovo cantone. La cosa peraltro ha riscosso un discreto successo a livello di petizione online, che ha raccolto (nel momento in cui vi scrivo) circa 24.000 firme.

Ad intervenire sia italiani che svizzeri, dalle opinioni molto variegate. Si andava dal leghista duro, che vedeva la Svizzera come la terra promessa, alla napoletana che ormai si sentiva ticinese (di certo non nell’accento però) che diceva che purtroppo il canton Ticino ormai si era troppo italianizzato.

A moderare il tutto due conduttori ticinesi, che non mancavano di mollare frecciatine nei confronti degli italiani. Niente di palese, infatti il loro sarcasmo non era percepito da molti (soprattutto dal leghista duro che si è fatto bellamente prendere in giro), però è chiara l’opinione che loro hanno di noi. Non dimentichiamo infatti che in campagna elettorale un cavallo di battaglia è sempre la lotta ai frontalieri, portata avanti soprattutto dalla versione locale della lega.

Ricordiamocelo sempre, in fondo per noi loro saremo sempre terroni, che veniamo da Varese, Domodossola o Trapani.

C’è un limite…

… Alla quantità di fonduta che il nostro puo’ assorbire in un determinato lasso di tempo… Credo che il mio colmo sia stato raggiunto ieri sera! Mi sa che devo disintossicarmi per un po’ 🙂

Sono un po’ ticinese

Io sono sempre stato un po’ irredentista, nel senso che secondo me il Canton Ticino e l’Istria dovrebbero essere territorio italiano, così come posso anche concedere l’autonomia all’Alto Adige. Sulla Valle d’Aosta in compenso non ho mai avuto un’opinione. Massì, teniamocela.
Tutto questo per dire che a rimorchio di un noto giornalista di Saronno, in questo periodo vado spesso in Canton Ticino a vedere l’hockey su ghiaccio. L’Ambri Piotta per essere precisi.
Mi sto quindi appassionando anche alle vicende locali. In quest’ottica ho trovato due siti stupendi!

Il primo è Ticino News, piuttosto rigoroso ma con dei risvolti comunque spassosi. L’altro è TicinoLibero, decisamente di taglio più sensazionalistico-politico. Sono ormai le mie droghe rss/tweet della mattina. Presto inizierò a linkarvi anche qualcosa.

I famosi hooligans ticinesi

Non sapendo come altro passare il sabato, ho di buon grado accettato l’invito di in amico e di seguire l’Ambri Piotta per la prima volta in trasferta. Dopo quattro ore di auto non siamo ancora arrivati a Ginevra ma… Poco ci manca. Prossimamente il video reportage della trasferta.