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Non tutti i gadget vengono col buco

Ieri stavo rovistando in uno dei mie cassetti incasinati e ho ritrovato il gadget che vedete nella foto. Nella mia spasmodica ricerca di novità tecnologiche e di risparmio energetico, anni fa comprai questo revolt. Di che si tratta? Di una caricabatterie usb a… manovella! Peccato che sia un marchingegno così basilare che riesce a produrre una quantità di energia davvero irrosoria. Quando lo presi anvevo anche l’iPhone 3G e neppure con quello riusciva a smuovere neppure di un decimale la carica. Forse fossi stato un culturista con la resistenza di un maratoneta, dopo ore e ore qualcosa sarei riuscito a combinare.

Si trova ancora in vendita a questo indirizzo e, come noterete dalle foto e della lista di compatibilità, in effetti questo prodotto non è più molto al passo coi tempi. Magari ai tempi d’oro dei Nokia poteva ancora avere una sua, minima, utilità

 

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Dead Drops: bello sulla carta… Ma poi?

Leggevo sul sito di Radio Deejay l’iniziativa chiamata Dead Drops che, a Berlino, ha iniziato a cementare chiavette USB nei muri per le strade della città. Tutti entusiasti per questa geniale iniziativa creativa che ti consente di scambiare Files di qualunque tipo con chiunque. Giovani band possono far conosce i loro brani, creativi diffondere i propri lavori e chi più ne ha più ne metta. Sono il solo cinico che trova questa cosa pericolosissima? Soprattutto considerando la natura umana. Nella migliore delle ipotesi queste chiavette diventeranno ricettacolo di virus informatici. Nella peggiore saranno piene di materiale coperto da copyright o pesantemente pornografico, magari anche illegali nel senso più penale del termine.

USB cementate nei muri delle città: ora i file si condividono con #DeadDrops – Radio Deejay.

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