Archivio dell'autore: Puck74

Lo pensate veramente?

Pensate veramente che dopo la decadenza di Berlusconi cambi qualcosa nella politica e nella vita italiana? Io, purtroppo, ne ho dei forti dubbi.
Certo, è un evento che ha un importante valore, anche simbolico.
È certo anche che Berlusconi, uomo dell’apparire, non è certo una di quelle persone che ha preferito l’esercizio del potere alla sua titolarità. Però è anche vero che quasi tutto quello che faceva da senatore, cioè guidare il movimento votato al suo culto, lo può fare anche da privato cittadino.
Ora vi lascio con una canzone che non c’entra niente, se non per il titolo. Scommetto che Crozza e affini avrebbero preferito non fosse stata scritta, o almeno che avesse un altro titolo.

Fossi Figo 2013

Questa canzone di Elio e le Storie Tese è una di quelle in cui mi sono sempre identificato di più. Oggi particolarmente mi sono ritrovato a ragionare su di un passaggio “mi vedete come un solitario ma a me piace stare con la gente”.

Tutto questo per dire che io mi sono sempre considerato così: uno a cui piace stare in compagnia ma viene percepito come un’orso. In questi giorni però riflettevo sul fatto che anche se non ho tante “conoscenze” e magari non ho una compagnia, nel senso letterale del termine,  mi sto rendendo di avere un buon numero di amici veri, che senza far rumore sono al momento giusto al posto giusto. Probabilmente ne ho più di molta altra gente. Allora potrei anche chiudere con una citazione che potrebbe sembrare lugubre ma che in realtà è molto gioiosa se la leggiamo alla fine di questo discorso. “sol chi non lascia eredità d’affetti, poca gioia ha nell’urna” (ovviamente cito Elio che cita Foscolo)

Quindi vorrei ringraziare tutti gli amici veri, vicini e lontani. Anche gli inattesi.

C’è grossa crisi

Stamane, verso le 8.30, ero all’autogrill della metropolitana di Cadorna. Mentre bevevo il mio cappuccino al bancone, si avvicina una donna di età approssimativa tra i 40 e 45 anni. Ordina un bianco secco e una bottiglietta d’acqua. L’ha fatto con fare molto guardingo, io l’ho letto come un vergognarsi di qualcosa che comunque voleva fare. Mi ha messo veramente molta tristezza.

The big gang theory

A volte sono così ottimista che quando qualcuno mi dice cazzate, spero nel profondo che chiosi il concetto, dopo una pausa di silenzio, con un bel…

Dancing with Myself

Ecco, non c’è niente da perdere
E non c’è niente da dimostrare
Ballerò da solo

Testimonial

Oggi è la giornata internazionale contro la violenza alle donne. La prima cosa che trovo agghiacciante è che ci sia bisogno di una giornata così. Purtroppo negli anni, tra le tante confidenze ricevute, mi sono reso conto che la cosa è molto più diffusa e vicina di quanto crediamo.
Passando poi alla bella campagna che ha accompagnato l’evento, devo dire che trovo ottima la scelta dei ragazzi de LA Nazionale (come mi piace chiamare gli azzurri del rugby). Farò parte di quei romantici che ormai da anni, ben prima che scoppiasse la moda, hanno un po’ idealizzato i valori di lealtà e signorilità che il rugby incarna, però che credo che nessuno possa veicolare meglio un messaggio del genere.

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Il club dei claudicanti

Ieri una sala d’attesa dalla fisioterapista si è trasformata in una sorta di seduta comunitaria tra emofilici. Tema: guai articolari. Io non ho mai fatto molto vita associativa, ne ho dei vaghi ricordi di quando ero molto piccolo e non mi piaceva. Però oggi, con la maturità degli anni, devo dire che è bello ogni tanto non minimizzare solo i propri problemi con gli altri ma parlarne con chi passa esattamente le tue stesse situazioni. Poi ammetto che ero uno di quello messi meglio (o meno peggio) e uno dei pochi senza figli.

Della fruizione museale

A Milano in questo periodo ci sono molte mostre interessanti. Avevo quindi, oltre all’intenzione di vederne il più possibile, in lavorazione un post sulla fruizione museale oggi. L’idea di base è che a me piace, soprattutto se vedo una mostra da solo, prendere appunti. Oggi normalmente questa cosa la faccio con lo smartphone ma lo stesso è vietato in molte mostre. Trovavo la cosa un retaggio sterile del passato, come il non potere (in teoria) fare foto ai concerti. Oggi, avendo un paio d’ore libere, sono andato a vedere l’attuale esposizione della tue male del design: la sindrome dell’influenza.
Ho cambiato radicalmente idea. La suggestione mal si coniuga con la tecnologia e se proprio devo prendere appunti in certi ambiti, meglio farli a mano. C’era una classe di una scuola d’arte o di design e ho molto invidiato la loro bravura nel fare schizzi di quello che io potevo solo cercare di fissare nella memoria.