Archivio dell'autore: Puck74
Morire al tempo di Facebook
Già in passato ho scritto sul morire al tempo di facebook e soprattutto su come certe testate, in caso di fatti di nera, passino a presentarti attraverso quello che scrivevi sul social network.
Oggi mi sono imbattuto in un’altra più triste sfaccettatura della vicenda, che si collega anche a quanto scrissi di recente sul lascito telematico.
Mesi fà morì una persona che conoscevo e che avevo come amico su facebook. Da allora il suo profilo è rimasto lì, come una zattera alla deriva. Oggi sarebbe stato il suo compleanno e facebook ci ricorda di fargli gli auguri. Purtroppo capita anche che persone lontane non sappiano della dipartita e allora scrivano, in totale onestà, i propri auguri. Anche questo fa parte dell’era della presenza digitale.
Il metabolismo delle donne
Il metabolismo delle donne e di conseguenza la loro percezione degli sbalzi climatici, cambia drasticamente a seconda del loro stato civile.
In periodo di single, sfidano temperature artiche indossando pochi lembi di tessuto. Quando si accoppiano (o perdono la speranza di tale evento), sviluppano una intolleranza alle temperature inferiori ai 30 grandi centigradi.
Ci sono ancora le mezze stagioni
Quest’anno è il grande ritorno delle mezze stagioni. Con sbalzi climatici da urlo che, per la legge di Murphy, fanno sempre piovere nel weekend.
Personalmente è una settimana che sbaglio completamente come vestirmi. Mi aspetto un raffreddore da un momento all’altro.
Il ritorno delle mezze stagioni Con i weekend sempre bagnati – Corriere.it.
Anyway
Una volta ero più accondiscendente. Diciamolo, ero TROPPO accondiscendente. Per educazione e per mancanza di nerbo, rimanevo invischiato in rapporti (di compangia, amicali, sentimentali in genere non ricambiati) che erano diversi da quello che cercavo ma me li facevo andare bene. Ora avrò forse maggiormente la nomea di quello col carattere di melma ma mi vanto non sia più così o lo sia molto meno. Se mi rendo conto che un rapporto mi crea più problemi che giovamenti, lo lascio andare. Senza rancore, non si puo’ certo star simpatici a tutti. Una volta questo lo pensavo solo su di me, ora lo vedo molto più sugli altri: non è che se una persona sta simpatica a tutti, debba esserlo anche a me. La primavera sarebbe stagione di germogli, però a volte si deve anche potare. Per il bene della pianta.
A volte rigermoglia migliore. A volte no.
Il primo panno verde non si scorda mai
Il panno verde è sinonimo di gioco d’azzardo, di locali fumosi, carte e finches.
Per quelli della mia età, per molti anche più maturi, per qualcuno di più giovane, il primo panno verde è stato molto diverso.
Ieri sera ero alla presentazione di un libro in un bell’ostello nel centro di Milano. Posto di cui ignoravo l’esistenza fino a qualche giorno fa. Questa però è un’altra storia di cui magari parlerò in un post ad hoc.
La presentazione era nel locale comune dell’ostello, posto nel seminterrato.
Stavo per imboccare le scale per uscire quando eccolo lì, appeso tra una chitarra e un calcetto: il panno del subbuteo! Quanti ricordi. Un po’ liso ma stupendo, steso e fissato su una tavola di compensato, come succedeva a chi era fortunato e aveva un posto dove riporlo. Altri, come il sottoscritto, lo stendevano solo quando lo usavano. Il risultato era un campo pieno di dossi, in corrispondenza delle pieghe. Non ho potuto fare a meno di fargli una foto.
Dario Alioto and me
Io sogno di giocare una volta nella vita un torneo delle WSOP (World Series of Poker). Dario Alioto ne giocherà 27 solo quest’anno.
Visto che un altro grande Pro italiano e Dario Minieri, mi viene da pensare che se come nome d’arte prendessi Dario Del Bianco, le mie possibilità di successo aumenterebbero 🙂
WSOP 2012: il capitano del team Sisal Poker giocherà 27 eventi? | Poker Italia.
Via Terraggio 5
Dal ’94 a oggi la maggior parte del mio tempo l’ho passato in zona Cadorna a Milano. Prima andavo in Cattolica, poi in ufficio. Sempre lì. Sono anche uno che si vanta di non andare in giro a testa bassa ma cerco sempre di visitare e scoprire posti nuovi, anche nella mia città. Questo giardino però proprio non lo conoscevo e devo ringraziare il sito SurviveMilano. Il numero 5 di via Terraggio sembra un civico qualunque. Un portone in legno da passo carraio, un citofono. Se però si fa un passo dentro, si scopre che da accesso ad un piccolo e grazioso giardinetto, ritagliato tra le vecchie case circostanti. Un paio d’altalene, uno scivolo, qualche pianta e qualche panchina. Quello che stupisce è la tranquillità: la sua conformazione tra le case, ne fa una piccola isola protetta dalla confusione che impera centro metri più in là, tra via Carducci e il bar Magenta



