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La cultura poi ti cura con premura

La cultura poi ti cura con premura, dicevano gli Skiantos.
Ieri sera ho sciorinato un po’ di cultura cinematografico televisiva illuminando una giovane mente sui seguenti concetti fondamentali che si devono conoscere:

– il coro dei pompieri di Altrimenti ci arrabbiamo (si veda il post di ieri)
– Whisky maschio senza senza rischio
– la supercazzola
– ABC tratto da Clerks 2 (non mi sono bruciato subito il riassunto de Il signore degli anelli e la storia di Pio Bernando, giusto per creare Pathos)

Poi ho calato l’asso: la storia che la tata Francesca del telefilm La Tata, in realtà è ciociara solo nella versione italiana, mentre in quella originale è ebrea.

Sono un vero divulgatore scientifico 🙂

 

The class is not water

What you think of the my car? Is much beautifull second me. But you laugh and take me for the ass.

Quanta attualità in questi versi datati.
Quanta classe in questi uomini.

 

Non voglio crescere! :-)

E’ un po’ che non sdrammatizzo il blog con una canzone. Rimediamo.

Da ieri sono in fase Ramones. Buon ascolto

 

Tiriamo le somme su Sanremo

Qualche dato oggettivo:

Premio della critica: Elio e le storie tese

Premio miglior arrangiamenti (cioè premio dei maestri dell’orchestra): Elio e le storie tese

Classifica del televoto di finale:
44% Marco Mengoni
34% Modà
22% Elio e le storie tese

Classifica finale (televoto+giuria di qualità)
36% Marco Mengoni
33% Elio e le storie tese
31% Modà

Non è dato il dettaglio della giuria di qualità ma, pesando al 50% sulla classifica finale lo ricaviamo:
44% Elio e le storie tese
28% Marco Mengoni
28% Modà

Questi sono i dati oggettivi che si commentano da soli 🙂
Vi saluto e a questo punto mi aspetto un nuovo governo Berlusconi.

Un post snob. Sottotitolo: il malcelato orgoglio di apprezzare (davvero) Elio e le storie tese

Sono passati i tempi, ripresi dagli stessi Eelst nell’intro del loro primo album, in cui si veniva presi in giro anche solo a proporre agli amici l’ascolto di questo simpatico complessino. Ora Elio e soci sono conosciuti ma dire che sono apprezzati è diverso. Osannati dalla critica, il pubblico spesso si ferma solo alla loro esteriorità più forte, fatta di trasformismo e di testi provocatori.
Io sono un fan della prima ora. Uno di quelli che nell’88 (e anche prima) si scambiava le cassettine con gli amici. Uno di quelli che aveva il live di Borgomanero. Uno di quelli che quando li faceva ascoltare riviveva scenette come questa (della suddetta intro):

“Vabbè, però c’ho anche un disco nuovo che mi sono cattato che è mondiale, una bomba.”
“E attento che non ti esploda nel culo!”
“Ah ah ah ah!”
“Che sbiancata!”
“No, ma ascoltiamolo, e poi, cioè, è po… è troppo…”
“Sì ascoltiamo, senti che merda!”
“Tua Prinz!”
“Eh?”
“Troppo!”

Lo ammetto, sono snob. Io godo nell’apprezzare gli Elio e le storie tese. Io ho un malcelato istinto di superiorità verso chi li denigra. Io mi esalto ascoltando in cuffia La Canzone Mononota e sentendo tutto quello che c’è sotto nella base.

Ovvio, non sono un fanboy (non ne avrei neppure più l’età…) che li difende a spada tratta. Per esempio spesso mi trovo a discutere con altri apprezzatori degli Eelst sulla superiorità dei primi album rispetto agli ultimi, preferiti a quanto pare da chi ha meno anni di me. Per esempio odio le scelte delle loro scalette nei live. Per esempio mal sopporto Mangoni.

Da Mangoni a Mengoni… che probabilmente stasera vincerà Sanremo. Così come diciassette anni fa qualcuno vinse il Festival mentre io avevo i lacrimoni dal ridere per La Terra dei Cachi. Vincerà Mengoni, o chi per lui, complimenti. Però noi Fave siamo un gradino più su… 🙂

Sono mononotamente di parte (e me ne vanto)

Gioco, partita, incontro. Chiudete il festival di Sanremo. Finisca come finisca, gli Elio e le storie tese hanno dato una imbarazzante dimostrazione di superiorità. Già osannata dalla critica negli scorsi giorni (voto 9 sul corriere e già premiata per il testo) stasera la Canzone Mononota è stata eseguita per la prima volta pubblicamente. Puo’ piacere o meno, possono piacere o meno loro. Resta il fatto che è una canzone con un quoziente di difficoltà assurdo, coi cambi di ritmo e le variazioni sul tema. Il testo, ironico e sarcastico, è tra le loro cose recenti più ispirate. A diciassette anni da La Terra dei cachi, gli elio e le storie tese sono i più vecchi cantanti in gara ma si dimostrano ancora i più freschi e innovativi.

Qui sotto il link al video Rai

‘La canzone mononota’ – Elio e le Storie Tese.

I “morti di f**a” colpiscono ancora :-)

Quei “morti di f**a” di Elio e le storie tese, come li ha definiti una mia amica, hanno vinto un premio a Sanremo prima ancora che il festival inizi. Per La Canzone Mononota sono stati premiati come miglior testo.

Ora non resta alto che aspettare di sentire questa canzone di cui tutta la critica parla bene.

Il Premio Lunezia a EelST! « Elio e le Storie Tese.

Un venerdì spietato

Questa è stata la colonna sonora del mio pomeriggio, una delle mie canzoni preferite. Buon venerdì sera a tutti!