Archivi categoria: Giorno Marmotta
Mattina in metropolitana
Sale una ragazza incinta. Le offro il posto. Non lo vuole.
Sale una vecchietta. Le offro il posto. Non lo vuole, salvo poi fare numeri da circo per rimanere attaccata ai sostegni.
Oh arrangiatevi, allora sto seduto io ma inghiottire un po’ di orgoglio ogni tanto non è che farebbe male.
Chiosa: arrivato alla mia fermata mi sono alzato e la vecchina si è precipitata a sedersi al mio posto… NO COMMENT
L’Islanda l’è granda
In questi giorni una coppia di amici sono in Islanda e io li invido tantissimo. Prima di tutto perchè sono là, secondo perchè non vorrei essere qua ora, con queste beghe.
Per pensarci un pò meno vi regalo un vecchio video che feci quando in Islanda ci andai io, col mio amico omonimo rhodense.
Devo comprarmi un defibrillatore portatile
Ogni anno penso che la moda estiva femminile abbia raggiunto i livelli massimi di turbamento e ogni anno vengo piacevolmente smentito.
Chiosa 1: girare in centro in questo periodo mette a dura prova il mio self control e le mie coronarie (inizio ad avere una certa età…)
Chiosa 2: non diventerò mai gay.
Chiosa 3: fossi donna diventerei probabilmente lesbica 🙂
Il fantastico mondo di WordPress
Solo ieri sono passato da Splinder a WordPress e vivo lo stesso entusiasmo di quando passai dal mio iPhone 3G all’iPhone4.
Qui è tutto un mondo di possibilità e flessibilità maggiori. Personalizzazioni, integrazioni, gestione mobile. Insomma…non mi manca niente, se non gli anni di post passati. Spero sempre che qualcuno mi possa aiutare nel travaso…
Addio splinder, benvenuto wordpress… con autocritica
L’ho fatto. Ho spostato il mio blog da Splinder a WordPress. Dal 27 febbraio 2003 a oggi quella piattaforma era stata la mia casa. Prima sotto forma di Goldfish, poi col mio nick ufficiale. Però quella casa ormai mi stava stretta, per tanti motivi, soprattutto legati all’ambiente mobile.
Ammetto però la mia pochezza tecnica: ho cercato di salvare i post, almeno del secondo blog, per riportarli qua e partire con un po’ di anni alle spalle… ma la cosa andava oltre le mie conoscenze tecniche. Peccato… Vi piace il nuovo template? Tra l’altro il vecchio su splinder (che mi piaceva moltissimo) era diventato indisponibile, l’ultima cosa che mi teneva legato di là e che è venuta a mangare.
Non ho ancora abbandonato l’idea di recuperare i vecchi post ma la vedo dura. Di sicuro rimarranno per sempre visibili e io stesso me li rileggerò.
Ora vedo di aggiungere tutto quello che devo anche qua…
AGGIORNAMENTO DEL 4 GENNAIO 2012
Questo era il primo post su wordpress. Oggi finalmente sono riuscito, grazie ad un amico, ad importare tutto il vecchio blog su wordpress. Felicissimo di aver recuperato otto anni della mia vita digitale e dei miei pensieri scombussolati che altrimenti rischiavano di andare persi.
Il "metodo Espresso e Panorama" ovvero "i miei lettori sono erotomani?"
Ora sui giornali esiste il poco edificante “metodo Boffo”, per liquidare gli avversari politici e vendere copie. Su questo caliamo un velo pietoso. Una volta invece esisteva il “metodo Espresso e Panorama” per vendere copie.
Erano i profondi anni ottanta e questi due settimanali, comunque ricchi di contenuti, ogni settimana sbattevano nudità mezze o totali in prima pagina per catturare l’attenzione del lettore. Chi segue da un pò di tempo il mio blog, sa che ho spesso sposato questa cul-turalmente elevata linea editoriale per aumentare le visite (dopo lo stratosferico esempio del caso di Edita Bente).
Tutto questo lungo preambolo per dire che ieri pomeriggio ho fatto il solito controllo delle chiavi di ricerca con la quale sono arrivati vari utenti su questa pagina. Risultati diversi rispetto al passato e tutti nella stessa direzione.
Ve li mostro nell’immagine qui sotto.
Tra le chiavi di ricerca particolari, che mi fanno sorgere dubbi su come lavorino i bot dei motori di ricerca, merita menzione “pomata di marmotta”

Il famigerato settimo piano
L’altro giorno, avendo una mezz’ora tra il lavoro e il cinema, mi sono fatto un giro ne La Rinascente di Duomo. Cazzeggi e piccoli presenti a parte, ero molto incuriosito da quanto mi avevano raccontato a proposto del famigerato “settimo piano’, questo famigerato regno del grandonnismo e dello stiracchiamento milanese applicato alla pratica alimentare. Bè era tutto esattamente come me lo aspettavo. Corner engostronomici tirati, terrazzo bar per il postlavoro trendy, scaffali su scaffali con minuscoli vasetti che proponevano prelibatezza ricercate il cui nome, per intrigare ancora di più, doveva essere abbastanza lungo per occupare tre righe. Gradevole alla vista, magaru anche al palato, ma non fa per me. Anche se la terrazza, una volta nuclearizzata dalla neo(ma neppure troppo) Milanodabere non doveva essere male.

