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Voglio la birra Mazzini
Ieri la giornata bostoniana è stata dedicata al freedom trail, un percorso tra i luoghi storici della città, culla dell’indipendenza americana dalla corona inglese. Ho così anche scoperto che Samuel Adams non è un birraio ma un patriota statunitense a cui, negli anni 70, hanno dedicato un marchio di birra. Un po’ come se da noi la dedicassimo a Mazzini. Resta comunque, a mio avviso, la miglior marca di birre industriali a stelle e strisce.
Da bravi turisti
Per una cena nel cuore turistico di Boston avviamo pensato di fare il botto e prendere il posto più turistico: il locale che riprende quello della nota serie TV anni 80 “Cheers” (da noi Cin Cin). Alla fine non è andata neppure male. Buon cibo a giusto prezzo… E io sono riuscito a non portarmi via tutto il gift shop…
Red (Like a) Lobster
Scrivo questo post nel parcheggio di una stazione di servizio. Siamo nel bel mezzo del trasferimento verso Boston. Ci stiamo per lasciare il Maine alle spalle, cosa mi resta? Lobster come se piovesse (non ultimo il “lazy lobster” di ieri: per i pigri già sgusciato). Mi spunteranno sicuramente le chele se continuo così, intanto un colorito rosso lobster, complice il bel tempo e i due giorni di spiaggi, l’ho già preso (senza scottarmi, eh)
Il microcosmo delle vacanze studio
Recupero alcune spigolature dal viaggio aereo. Sul nostro stesso volo c’era un gruppo di adolescenti in vacanze studio. Erano una fantastica della gioventù (bene) di oggi. Intanto c’era una stragrande maggioranza femminile, poi c’erano tutta una serie microgruppi rappresentativi. C’erano le bellone che simpatizzavano coi fighi, a perpetuare la supremazia dei gruppi alfa di cinematografica memoria. C’erano le amiche bruttine, che guardavano storto le bellone, nel classico “la volpe e l’uva”. C’era la tipa che piangeva in disparte, perché appena scaricata. C’era il Nerd brufoloso, pettinato come i fighi ma con un risultato scenico nettamente inferiore. Siamo una società divisa in classi.
Winter is coming (ma anche no)
Nella pianificazione della vacanza, i giorni del Maine erano stati indicati (da me)come quelli potenzialmente più freddi. Un po’ per la nomea della zona, un po’ perché quando nel ’98 ci venni la prima volta, trovai un tempo un po’ infame. I primi due giorni sono stati invece ottimi. Oggi ci siamo pure fatti un paio d’ore di spiaggia, in cui ho testato la mia action camera cinese (spero di postare a breve il filmato) e… Mi sono scottato. Anche i locals ci confermano che è un tempo fuori dal comune. Mi sento quasi un fortunello metereologico come la mia amica Isa.
Dentro un quadro di Hopper
Giornata a zonzo per Portland, che si è rivelata piccola ma più carina di quanto pensassi. Nel pomeriggio abbiamo preso il traghetto postale e abbiamo fatto il giro della baia. Tutti gli isolotti erano un brulicare so fantastiche ville che, al bel sole di oggi, sembravano uscite da un quadro di Hopper. Non a caso artista della zona. Tre ore tra sole, brezza marina e bei panorami. Dev’essere una vitaccia vivere qui.







