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Dubbi mattutini sull’atm
Sono da sempre un sostenitore, spesso anche un difensore, dei trasporti pubblici milanesi. Per esempio sui problemi legati allo sciopero di una decina di giorni fa, tendo ad essere abbastanza innocentista. Però è due volte che la mattina, in classico orario in cui tutti vanno a lavorare, mi è capitato di vedermi apparire la scritta “prossimo treno 8 minuti”. In genere lassi di tempo del genere erano limitati alle fasce serali. Poi alla resa dei conti l’attesa non è mai stata quella ma di sicuro nel l’orario mattutino c’è qualcosa che non quadra.
Percorsi urbani
Di base, normalmente, considero la metropolitana una gran comodità: esco di casa alla 8 e in mezz’ora sono già alla scrivania. Poi arrivano le sere d’estate e uscendo dal lavoro l’ultima cosa di cui ho voglia è infilarmi sottoterra. Giro un po’, ossigeno le poche sinapsi ancora attive ma quello duci sento la mancanza è un modo alternativo di raggiungere casa coi mezzi di superficie.
Ma io continuo a difendere l’ATM (almeno la metropolitana)
A Milano è uno sport comune sparare a zero sull’ATM, la nostra Azienda Trasporti Municipali. Ok è ben lungi dall’essere perfetta e forse se non fossi un fruitore quasi esclusivamente della metropolitana non la penserei così però… io mi trovo bene. Anzi: potrei quasi azzardare che dopo Natale mi trovo anche meglio. Durante le feste hanno inaugurato un nuovo sistema di controllo del traffico che ha creato non pochi problemi, inutile negarlo. A me è capitato pure che un treno, andato lungo, saltasse proprio una fermata. Detto questo però io trovo che, ora che il sistema è a regime, ci siano due grossi vantaggi. Prima di tutto nell’ore di punta la frequenza è maggiore. Secondo, ancora più importante, la velocità di percorrenza è aumentata. Sul mio tragitto mattutino noto un guadagno di almeno cinque/dieci minuti netti. Una volta se salivo a Pero alle 8, non ero mai a Cadorna prima delle 8,30. Ora mi è capitato di salire alle 8,05 e arrivare prima della mezza. I problemi sono ancora tanti però riconosciamo che qualche sensibile miglioramento c’è.
I controllori Atm: sempre più sgamati
Abito a Pero che, come i milanesi sapranno, è oltre il limite di tariffa urbana Atm. Questo fa sì, soprattutto in questo periodo dove sono scattati i rincari, che la nostra fermata sia particolarmente soggetta alla presenza di controllori. In genere si piazzavano solo ai tornelli, per verificare l’acquisto del biglietto (maggiorato) di chi cercava di uscire. Molti però sfuggivano alle maglie degli irreprensibili impiegati atm con una repentina corsa giù per le scale, fino alla banchina. Oggi rientro verso casa e noto un controllore sulla banchina…”mmm mi puzza” ho pensato. In cima infatti c’erano i prodi colleghi intenti a far controlli e multe. Ora ti tagliano anche la fuga…ne sanno una più del diavolo. Quanti decenni ci hanno messo ad escogitarla? 🙂
Un po’ di senso civico
Il sito del Corriere ha fatto un articolo sui rincari dei biglietti atm, lasciando poi la classica possibilità di commenti. Mi aspettavo la solita vagonata populista invece sono rimasto piacevolmente stupito dei primi due commenti letti (gli altri erano peggio quindi, felice, mi sono fermato a quei due). Uno diceva che il biglietto milanese aveva ormai un prezzo quasi politico, se confrontato soprattutto non solo con quello delle altre capitali europee ma anche con realtà italiane. E non tiratemi fuori il solito discorso di londra che “costa di più ma ha enne linee di metro” perchè di recente sono stato ad amsterdam e il centro è solcato davvero da pochi e prezzolati tram.
Il secondo invece sosteneva una cosa che avevo notato e che trovo il vero incentivo all’uso del mezzo pubblico: giusto aumentare il singolo biglietto ma tenere invariati gli abbonamenti. In questo la recente modifica milanese ha qualche pecca, soprattutto sul prezzo del biglietto quotidiano. Ci vogliono, se non erro, cinque corse per andare in pareggio col quotidiano. Ad Amsterdam e Londra siamo invece intorno alle quattro corse. Pronto a rimangiarmi tutto se da qui a sei mesi aumentano anche il prezzo degli abbonamenti.

