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Dubbio di italiano
La settimana si è aperta con un atroce dubbio di italiano. È possibile mettere due apostrofi nella stessa espressione? Risolvo subito il quesito, grazie Google e alla Treccani, dicendo di sì e poi vi posto anche il link in fondo. Il termine che mi ha generato il dubbio era “l’altr’anno”, Che infatti Siri mi stava prontamente sbagliando nella dettatura di questo post.
Ecco il link
Il tarlo in testa
Io non ho una buona memoria. Ve ne parlavo in un recente post. O forse no, era solo una bozza che forse ho buttato. Non so, perché come vi dicevo ho una pessima memoria. Capita così che magari mi venga in mente un film ma non ne ricordi il titolo, in attore o uno sportivo e non ricordi il nome. Questa sera mi è venuta in mente la citazione da un film… Sì, ma da quale? Per fortuna che c’è google e soprattutto per fortuna che c’è gente che mette qualunque cosa in rete. Posso dormire ora.
Ps la citazione era “quello intinge il cazzo negli steroidi” e il film era “The Commitments”
Tetris ha dieci anni meno di me
Tetris compie 30 anni. Uno dei videogiochi più famosi di tutti i tempi taglia un traguardo storico. Come scriveva stamane una mia conoscenza di Facebook, ha avuto innumerevoli versioni e conversioni ma per molti (tra cui il sottoscritto) quella migliore resta quella per il primo Gameboy.
Vi riporto l’articolo che Wired gli ha dedicato, un po’ stupito che Google non abbia fatto niente per l’occasione.
Telefilm e luoghi comuni sugli italiani
Ieri sera guardavo su Fox la nuova puntata di Agents of Shield, telefilm Marvel che non ho ancora capito se mi piaccia o no. Alcune scene erano ambientante su un treno italiano e negli unici due personaggi nostrani presenti sono emersi un po’ di luoghi comuni. Anzi, soprattutto uno. Entrambi quando parlavano gesticolavano fastidiosamente. Onestamente non conosco molte persone che lo facciano ma forse in altre zone d’Italia sarà così. Certamente se voglio rappresentare un italiano, con poca spesa e tanta resa, è la prima cosa che gli fanno fare.
Meritevole di menzione anche il nome della linea ferroviaria: Rotaia Italiana. Credo che abbiano impiegato cinque secondi e il traduttore di google per farlo.
Meritevole di menzione invece il cameo di Stan Lee.

“ma come fai a trovare questi link???”
Così mi scrisse il mio amico YdR commentando QUESTO POST.
Visto che la storia di come abbia trovato l’articolo che riportavo è singolare, ve la racconto.
Ero in tram che tornavo dal tribunale e mi cadde l’occhio sul fatto che un negozio storico (e inquietante) di mobili nel centro di Milano avesse chiuso. Si trattava di Ca’ D’Oro.
Le numerose vetrine ora erano sporche e abbandonate. Su di essa uno aveva scritto a pennarello “vuoi capire tutto? cerca su google Satanpio”.
Per una volta l’ho fatto ed ecco scoperta quella piccola chicca del giornalismo web.
La curiosità è il sale della vita!
I post che non ti aspetti
Quando scrivo qualcosa per il blog a volte mi aspetto genere molto interesse e invece passa inosservato. Altre volte scrivo post che reputo totalmente futili e invece questi continuano nel tempo a generare lenti ma inesorabili flussi di visitatori.
E’ il caso di QUESTO POST sul colore “neve eterna” che, grazie ad un ottimo posizionamento nella ricerca di google, quasi ogni giorno porta qualche malcapitato su queste pagine.
Però a me mancano i lettori che arrivavano qui cercando il Balsamo di Marmotta. Purtroppo nel passaggio da Splinder a WordPress, questo filone è stato troncato. Tornate a me amanti di questo ritrovato cruento!
Il mioblog è social oriented
Proseguono i giorni di volontario allontanamento dai social network per il mio blog. Come volevasi dimostrare le visite sono in crollo verticale. Il grosso delle visualizzazioni le avevo infatti da parte di persone che ho nella lista amici di Facebook e che venivano poi a leggere i rimandi automatici della mia bacheca. Per ora mi va bene così. Mi leggono gli altri blogger che mi seguono e qualche amico che non ha bisogno di passare dai social network. Qualche briciola arriva poi dalle ricerche di Google. Lontani i tempi in cui Edita Bente mi portava centinaia di visitatori allupati ogni giorno! 🙂
Comunque in generale l’impressione è che nessuno si sia accorto di nulla. I’m the invisible man, cantavano i Queen.


